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LUO a cura di Sara De Giovanni
presenta
IL SOFÀ DELLE MUSE
La letteratura (italiana) come non l'avete mai vista o sentita
con Luca Scarlini
martedì 24 febbraio
Arcigay "Il Cassero"
Via Don Minzoni, 18
h. 18.30: GIAN PIERO BONA
Si versano più lacrime per le preghiere esaudite, che per quelle a cui Dio non acconsente.
(Santa Teresa di Lisieux, citata da Truman Capote in Preghiere esaudite)
Il sofà delle muse era il nome di una avventurosa collana editoriale firmata all'indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale da Leo Longanesi. Il titolo che unisce un rimando al salotto (luogo per lungo tempo associato a letture e conversazioni, nel bene e nel male) e uno sguardo alla mitologia della creazione, introduce benissimo una visione, articolata in una sequenza di conferenze-spettacolo, della cultura italiana tra '800 e '900 in cui le tematiche di gender sono sempre state ben presenti, ma accortamente celate nelle pieghe di una cultura che non voleva mai dire a chiare lettere le varie specie degli "amori che non possono dire il loro nome", secondo la formula tanto in voga un tempo.
Molti scrittori raccontarono se stessi e un mondo di cui vedevano la necessità, sfidando le convenzioni della loro epoca, spesso decisamente contraria a pratiche di identità che non prevedessero l'uomo macho cattolico (e sempre disponibile all'inseminazione come alla preghiera) e la donna fattrice continuativa di prole che veniva sempre buona per il lavoro dei campi, come per le innumerevoli guerre a venire, sempre pronte ad esplodere da un momento all'altro, con il loro tremendo strascico di sangue e distruzione. Se per il mondo anglosassone ormai è disponibile un canone di questi autori, dalla voce spesso inquieta e sorprendente, assai minore è lo spazio ad essi dedicato in Italia, dove l'accademia resta come sempre tetragona a suggestioni di questo genere e in cui l'omosessualità produce assai pochi punti per i micidiali concorsi a cattedra, dove l'esegesi di Petrarca o i commenti aguzzi sulle fonti manzoniane producono senz'altro più attenzione. Dopo aver tanto celebrato i padri della patria, con tutte le loro decisioni categoriche, le voci stentoree, i diktat, gli empiti e le furtive lagrime risorgimentali ("mamma non piangere che poi torno più uomo dal fronte"), è il momento di raccontare in modo organico tutti e tutte coloro che hanno contribuito in modo alternativo alla faticosa definizione di una Italia contemporanea, al di fuori dei modelli durati per secoli e decisamente sempre più stretti.
Se c'è voluto più di un secolo a abolire l'orrenda legge medievale che permetteva il delitto d'onore, oggi, riguardando indietro il panorama delle Belle Lettere del Belpaese (in cui dallo spreco di aggettivi che indicano la centralità dell'estetica si può ben comprendere come e quanto la bellezza sia stata oggetto di contesa e campo di battaglia, arma politica e strumento di seduzione ecclesiastica), è chiaro che le cose sono assai più complesse di come ci è stato raccontato e che il disegno storico non può essere riferito alla fruizione di una nicchia del mercato culturale, ma reinserito nel quadro più ampio e sorprendente dei tempi.
Gian Piero Bona (1926), discendente da gran famiglia piemontese, nasce poeta e diventa poi romanziere, è stato a lungo legato alla Francia per frequentazioni e paralleli. La sua opera è spesso dedicata a magate seduzioni dell'altrove, in una chiave da elegante seduta spiritica subalpina, con una decisa passione per i fantasmi, i revenants, i ricordi insomma di un passato che non tramonta. Notevole fu il suo esordio nel 1960 con Il soldato nudo, in cui si parlava per la prima volta di naja in termini chiari, duri, violenti (e le suggestioni libertine erano ben presenti, d'altra parte, in questo incunabolo di Pao Pao), ma il romanzo che qui è più in evidenza è I pantaloni d'oro (1969), fantastica saga di battuage e amori, tra giardini, cinema porno e notti brave, opera davvero straordinaria pubblicata da Feltrinelli con una opportuna (e per l'epoca inedita) copertina fucsia.
Luca Scarlini è saggista, drammaturgo, traduttore. Dirige il festival MilanOltre a e scrive regolarmente su «L'Indice» e «Alias». Tra i suoi libri: La musa inquietante (Cortina); Equivoci e miraggi (Rizzoli); Donna. Una storia italiana (Mondadori); La paura preferita. Islam: fascino e minaccia nella cultura italiana (Bruno Mondadori); Lustrini per il regno dei cieli. Ritratti di evirati cantori (Bollati Boringhieri).
Libera Università Omosessuale - Programmazione culturale Cassero gay e lesbian center
www.cassero.it/luo
info: 051.557954
INGRESSO LIBERO
IGOR Libreria
Via San Petronio Vecchio 3
I - 40125 Bologna
Tel : +39.051.229466 Questo articolo ha ricevuto 228 visite.
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