 |
| Rovigo. Conterenza «Omofobia e forze dell’ordine» |
 |
| La denuncia di Luana Zanaga |
 |
| Venerdì 28 Novembre 2008 |
| di Il Gazzettino |
| in Appuntamenti |
|
 |
|
Con un volantino che parla già da solo, ritraendo due «bobbies» (ossia i poliziotti inglesi) intenti a baciarsi, il Gruppo Politropia ArciGay di Rovigo organizza per questa sera, con inizio alle 20.30 nella sala Flumina del Museo dei Grandi Fiumi, la conferenza - dibattito «Omofobia e forze dell'ordine». Nell'occasione interverranno Enrico Oliari storico e presidente GayLib, il segretario e vicepresidente di Polis Aperta (la prima associazioneche in Italia raggruppa gli agenti gay e lesbiche) sorta nel 2005 non ancora riconoscita e che conta 200 iscritti, Alberto Citron vicepresidente Politropia, Giovanna Bruna Pineda assessore comunale pari opportunità. Il comitato promotore e l'agentedi polizia Luana Zanaga, salita alla ribalta della cronaca nazionale per avere avuto il coraggio di denunciare discriminizioni avute nel posto di lavoro a causa del suo essere lesbica, intendono con questa iniziativa mettere in chiaro i punti salienti che sono emersi nella vicenda Zanaga. Ossia eterosessismo che determina iter e regolamenti vessativi contro gli agenti Lgbt, ma anche contro le persone omosessuali e transessuali esterne al mondo della forze dell'ordine. «Siamo sorti due anni fa e stiamo portando avanti progetti rivolti a gay e lesbiche - ha sottolineato il presidente di Politropia, Adriano Romanelli - Vogliamo ricordare quelle giornate dove sono state discriminate le sopracitate categorie di persone. Abbiamo in cantiere un convegno sul transessualismo e sui genitori di ragazzi gay. La serata nasce a Rovigo dopo il caso di Luana Zanaga, la cui verità è emersa solo in parte dai giornali. Questa sera verrà data una visione più ampia di quanto accaduto, puntando l'accento sul fatto che le forze dell'ordine da controllori della società, sono diventati agenti di «polizia sessuale». È stato evidenziato il fatto che il caso Zanaga ha fatto parlare in ambito nazionale quando oramai si è nel 2008, mentre ad esempio in Olanda già se ne parlava nel 1985. «I gay e le lesbiche nelle forze dell'ordine esistono e hanno la loro dignità - ha proseguito il vice presidente di Politropia, Alberto Citron - Non per forza i poliziotti devono essere portatori di preconcetti, ma agenti preparati capacidi relazionarsi con la società. Bisogna sgretolare certi pregiudizi e fare in modo che all'interno delle forze dell'ordine, ognuno sia libero di vivere il proprio orientamento sessuale». Luana Zanaga ha concluso evidenziando come il suo caso non solo sia stato discriminatorio, ma anche di discredito verso la professione di agente di polizia. «In Italia non esiste il reato di omofobia, tanti miei colleghi hanno vissuto la mia stessa situazione, anche a livello legale. Solo in quattro abbiamo avuto il coraggio di venire allo scoperto. Si ha paura ad uscire allo scoperto, perchè si sa a che cosa si può andare incontro, in quello che è un ricatto strisciante. È arrivato il momento di cambiare la mentalità: dobbiamo gridarlo a voce alta, senza il timoredi ritorsioni».
Marco Scarazzatti
Questo articolo ha ricevuto 230 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|