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| Firenze. “Queer”, viaggio nel mondo delle diversità |
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| Da venerdì al 4 dicembre la rassegna di film sul tema dell’omosessualità |
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| Mercoledì 26 Novembre 2008 |
| di Il Tirreno |
| in Appuntamenti |
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FIRENZE. Da un festival all’altro lo schermo dell’Odeon si accende ora sul pianeta gay. Che in realtà sono tre, con lesbo e transgender, raccolti sotto l’etichetta queer. La 50 giorni di cinema messa a punto da Mediateca film commission non perde un colpo e non si concede pause.
Da venerdì 28 al 4 dicembre è la volta del variegato mondo del cinema a tematica omosessuale, che non è un genere nel senso classico della parola ma piuttosto un “argomento cinematografico” dal respiro inquieto.
Un cinema che nel corso degli anni si è conquistato una sua “specificità alternativa” e un preciso ruolo grazie a una rete sempre più qualificata di appuntamenti e manifestazioni.
Come appunto il festival fiorentino, organizzato da Ireos e giunto alla sesta edizione, che alle proiezioni affianca spettacoli teatrali (a Rifredi), mostre fotografiche, presentazioni editoriali, musica e concerti, un mosaico che cerca di ricostruisce e di far luce su un immaginario trasversale, speso tenuto nascosto e sotto chiave.
La selezione di quest’anno, fiction e documentari, molti dei quali inediti da noi, crea un corto circuito incandescente che si muove in varie direzioni, la liberazione sessuale, la controcultura, le nuove famiglie, le nuove coppie e le nuove identità, comportamenti “diversi e alternativi”, stili di vita che si modificano ma che per affermarsi devono lottare contro antichi pregiudizi e superare ostacoli di intolleranza e ipocrisia di vecchio conio. Nel fitto programma spiccano alcuni classici, come “Neurosia” del tedesco Rosa van Praunheim (in attesa di un più ampio omaggio previsto per il prossimo anno), il cultissimo “Crusing” di William Friedkin con Al Pacino, un ricordo di Derek Barman narrato da Tilda Swinton e la vita del mitico Giò Stajano, ospite del festival insieme al regista Giovanni Minerba, autore del documentario “Il fico del regime”. Fra i titoli più recenti si segnalano due francesi, “Les chansons d’amour” di Christohe Honorè con Louis Garrel e “I testimoni” di André Techiné, il film d’animazione “Rick e Steve” di Allan Brocca, due americani “Loving Annabelle” di Katherine Brooks e “The gay bed and breakfast of terror” di Jaymes Thompson, per finire con le tre ore di “Palazzo Yacoubian”, viaggio nell’Egitto di oggi, fra corruzione e terrorismo, adulterio e pratiche gay, quelle che spaventano più di ogni altra. Programma completo su www.florencequeerfestival.it
Gabriele Rizza
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