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Edizione di Giovedì 24 Maggio 2012
Sassari. In una pellicola la follia nazista e gli omosessuali
Sassari. In una pellicola la follia nazista e gli omosessuali
L'iniziativa, per la giornata della memoria
Giovedì 24 Gennaio 2008
di L'Unione Sarda
in Appuntamenti

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Non solo ebrei, zingari, criminali od oppositori politici furono le vittime della follia nazista che diede origine all'uso dei lager e dei forni crematori destinati alla soluzione finale. Infatti, accanto alle stelle gialle ed ai triangoli rossi, i "tecnici" dei campi di sterminio inventarono anche i triangoli rosa, da applicare sul petto degli omosessuali, da avviare alle camere a gas. Ed è con questa consapevolezza che il Mos, il Movimento omosessuale sardo, ha deciso di proporre per il 27 gennaio, giorno della memoria in ricordo della liberazione dai campi di sterminio nel 1945, tre film sulla persecuzione di gay, lesbiche e trans sotto il regime nazista.

È accertato dalla storia che, sotto il dominio nazista, furono milioni gli ebrei deportati, da gran parte dell'Europa, nei campi di sterminio: Insieme agli ebrei, però, la storia ricorda anche gli appartenenti al popolo dei rom, i prigionieri politici ed i criminali comuni che finirono a centinaia di migliaia nei lager nazisti, per concludere la loro triste esistenza nei forni crematori.

«Non molti sanno però - sostengono i vertici del Mos sassarese - che l'elenco delle categorie di persone internate era molto più numeroso e contava, fra gli altri, le persone omosessuali, che venivano contrassegnate con un triangolo rosa appuntato sul petto».

Fra l'altro, viene ricordato, come alla detenzione, nelle sofferenze dei triangoli rosa, si aggiungeva il disprezzo sociale degli altri deportati, in virtù di quella cultura del tempo che impediva di superare la discriminazione e l'omofobia imperante.

Una situazione che ha impedito, inoltre, per lunghi anni dopo la fine della guerra, di rendere pubblica la presenza nei lager di deportati la cui unica colpa era quella di essere dichiarati gay o lesbiche. «I pochi sopravvissuti - sostengono ancora i rappresentanti del Mos - subirono quindi una doppia tragedia, quella dei campi di concentramento e quella del silenzio e della vergogna, quasi che fossero stati essi stessi responsabili della propria sorte».

Nel giorno dedicato alla memoria della grande tragedia derivata dalle assurde teorie naziste, anche il Mos di Sassari propone, nel circolo Borderline, tre film sull'argomento, per non dimenticare.

Nella giornata della memoria, inoltre, alle ore 18,30, presso la Libreria Messaggerie Sarde, l'attore Carlo Valle leggerà "Se questo è un uomo", di Primo Levi, con accompagnamento musicale di archi, con Giuseppe Fadda, Giampiero Tamponi e Vittorio Vargiu.

GIUSEPPE FLORENZANO

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