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Edizione di Giovedì 24 Maggio 2012
Movimento omosessuale sardo. Sit in di protesta
Movimento omosessuale sardo. Sit in di protesta
A Sassari, giovedì 28 giugno alle 17
Mercoledì 27 Giugno 2007
di Clubbing
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Dopo mesi di continui attacchi alle persone omosessuali e transessuali, culminati nell’avvertimento da parte della Questura di possibili aggressioni a danno di gay e lesbiche, è giunto il momento di mobilitarci.



Dalla presentazione della mozione a sostegno delle Unioni Civili, nel Gennaio 2006, alcuni consiglieri comunali di Sassari hanno insistentemente attaccato le persone omosessuali accusate di pedofilia, vizio, malattia, inutilità sociale (per “l’incapacità di procreare”) e, soprattutto, di essere la causa della crisi della famiglia tradizionale. Per noi “famiglia” sono tutte quelle forme di convivenza legate da sentimenti di amore, solidarietà e rispetto e crediamo che compito delle Istituzioni sia quello di rispondere ai bisogni reali delle “famiglie” e di tutti i cittadini e le cittadine e non di imporre modelli culturali e stili di vita.



Nemici della famiglia sono tutti quelli che l’hanno ridotta alla fame, con la precarizzazione del mondo del lavoro, la cancellazione di servizi essenziali di assistenza e sostegno (Stato Sociale) e, più ingenerale, creando un diffuso senso di incertezza e di paura per il futuro.



Rifiutiamo di diventare il capro espiatorio di politiche fallimentari neoliberiste e affamatrici e obiettivo di campagne razziste e omofobe che incentivano l’odio sociale e la violenza contro di noi.



Ma le offese e l'omofobia espresse in consiglio non si sono fermate ad alcuni aspetti comportamentali, hanno addirittura investito lo stesso status di cittadini delle persone gay e lesbiche poichè l'invito di Chessa (UDEUR): "in alcun modo il Consiglio dovrà approvare il comportamento omosessuale" non è stato nè censurato ne disapprovato pubblicamente nè dal Consiglio nè dalla maggioranza che ci Governa.







Nella latitanza delle forze di sinistra, destra e cattolici non solo non permettono il riconoscimento dei diritti di gay e lesbiche come di tutti coloro che sono considerati diversi, ma spingono per una disapprovazione pubblica delle persone omosessuali nel silenzio totale delle forze "progressiste".







Noi pensiamo che l'omofobia sia solo un aspetto di una mentalista maschile, autoritaria e violenta, che nega riconoscimento e diritti a tutti coloro che non rientrano nei canoni di normalità di una società bianca ed eterosessista, per questo invitiamo tutte e tutti a partecipare al sit in davanti al Consiglio Comunale alle ore 17:00 di GIOVEDI’ 28 Giugno, giornata mondiale dell’orgoglio gay e lesbico, per:







1) l’estensione dei diritti di cittadinanza a tutte le persone che vivono nella nostra città, nel rispetto di tutte le diversità



2) il riconoscimento della pluralità dei modelli familiari e l’approvazione del registro delle Unioni Civili senza distinzione di orientamento sessuale



3) la necessità di coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte decisional

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