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Riflessioni molto polemiche a proposito della lettera del sig. Gino Vianello sul Gazzettino del 28 Marzo 2007
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Dunque, da un lato tutto il discorso viene fatto poggiare sull’idea del “naturale”, della “natura”, difatti il nostro esordisce parlando di “morale naturale”, “diritto naturale”, e prosegue con estasi fino all’arbitrario: “si sa” (chi di preciso lo sa??? perché molti non lo “sanno” affatto, non lo ritengono per nulla ovvio) quale differenza “abissale” ci sia “in natura” tra unione eterosessuale e omosessuale…
Senonchè, siccome la realtà si può sì mistificare, scempiare, lapidare o meglio seppellire viva, ma non si può annientarne ogni traccia…il fatto che l’omosessualità sia provata in natura, tra gli animali, senza più alcun dubbio serio, che si possa cioè definire scientifico…il nostro, anzi, tutti “i nostri”, gli “arrivano i nostri” che difendono la famiglia e la società dalla distruzione…sono costretti a funambolismi imbarazzanti per quanto riguarda la logica, a sofismi da scolaretti, e argomentano:
“E va bene, se anche l’omosessualità è attestata tra le bestie, eh eh! noi non siamo mica bestie, ciò che ci distingue dagli altri animali, quelli cioè che si permettono di fare certe cosacce, è la ragione!!!!”
Ma dunque, vogliamo finalmente scegliere -tra ragione e natura- qual è la base alla critica che si fa sull’eventuale riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali???? Non si possono avere entrambe, come pure pretende il nostro ingenuo benché cattivissimo Ratzinger…(posso criticare, prendere un po’ in giro il sacro pontefice senza essere “garrotata”???).
La natura è un cosa, un fatto, l’interpretazione culturale di essa è un altro; cio che è e avviene spontaneamente tra gli animali - che può essere anche stupro, incesto, uccisione ecc- è una cosa, e la ragione, e la cultura, sono un’altra cosa.
La critica, ancorché gravata dal suo evidente preconcetto omofobico, ancorché facilmente smontabile, sarebbe meno ripugnante se condotta in base a una qualche “ragione” che in alcun modo si richiamasse al “naturale”, alla “natura”. Verrebbe così a mostrarsi per ciò che è: una posizione ideologica come altre, una presa di posizione filosofica, se vogliamo, un modo di leggere la realtà che non ha più valore di un altro, una morale particolare, quella cattolica per la precisione, che dovrebbe avere l’onestà di proporsi per quella che è senza scomodare ridicolmente la natura, ma ammettendo che sta cercando di proporre come unico lecito il proprio CONCETTO DI natura.
Quanto ai sondaggi che si citano per dire che la maggior parte della gente sarebbe d’accordo col razzismo omofobico, beh, ammesso e non concesso il valore assoluto dei sondaggi - i quali notoriamente si smentiscono troppo spesso l’un l’altro- sai che bella roba: anche negli Stati Uniti del Sud se si fosse fatto un sondaggio negli anni ’60 la maggioranza si sarebbe dimostrata d’accordo con i concetti razzistici; anche oggi, se facciamo un sondaggio in un paese musulmano, la maggioranza certo risulterà pensare che la donna deve avere meno diritti dell’uomo….Che ragionamenti sono? Se anche il 90% della gente, non solo in questo pietoso paese, ma in tutto il genere umano, credesse a una sconcezza razzistica, all’ineguaglianza, alle ragioni dell’ingiustizia, io dico che la giustizia e l’uguaglianza non cesserebbero di essere il meglio, non verrebbero sconfessate da questo.
Infine, mio Dio salvaci, ci si vuole amare! Cioè, questi cattolici fanatici fondamentalisti che perseguitano le persone omosessuali cercando con tutti i mezzi -e sono molti- a loro disposizione di chiuderci ogni spazio di vita dignitosa, ebbene, vogliono amarci! Sì. Non ne siete, dite la verità, commossi? Sembra quasi impossibile possa esistere tanta magnanimità, tanta nobiltà di sentimenti. Ci vogliono, malgrado tutto, persino amare. E allora, dato che il signor tal dei tali si permette di dire che il termine “amore” applicato a una coppia omo è “improprio” -peccando di una superbia veramente stellare nel presumere di conoscere e quindi poter rettamente giudicare l’intimità del cuore altrui- io affermo invece che questo cosiddetto “amore” cattolico per le persone omosessuali non è amore, bensì odio, e, qui sì, il termine “amore” è usato disgustosamente a sproposito, in maniera che definire impropria è voler essere buoni.
Di un amore che non rispetta, che violenta, insulta, attacca la dignità, l’autostima, delegittima i diritti, cerca di togliere la possibilità di vivere una vita integrata, penso proprio che non sappiamo che farcene, che dobbiamo rigettarlo senz’altro e rispedirlo al mittente; il quale, a quel punto, forse ne scoprirà l’amaro truffaldino sapore, la reale natura composta di paura e odio!
Ah no, sono sicura che voi, voi cattolici, non vorreste essere amati con un simile amore: una tale schifezza meglio “donarla” ad altri.....
Deborah, Venezia
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