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| Cagliari. Cosmo Parlato, il trash anni '80 che colora il teatro |
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| Stasera alle 21 a Porto Torres e domani a Cagliari |
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| Venerdì 16 Marzo 2007 |
| di L'Unione Sarda |
| in Appuntamenti |
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Da quando ha cantato al Dopofestival tutto lo chiamano Donna Rosa. Gennaro Cosmo Parlato, 34 anni, dice di essere un cantattore innamorato pazzo degli anni '80. Mezzosoprano tosco-napoletano che si presenta al pubblico con un chilo di trucco sul viso, stasera alle 21 sarà al Teatro comunale di Porto Torres (con replica domani all'Alfieri di Cagliari) per presentare lo spettacolo Cosa c'è di strano. Il titolo è rubato dal testo di Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri: «Più trash di così si muore». Cosa succederà sul palco? «Saliranno in cattedra gli anni '80 grazie a un trio di cantanti lirici e uno di bamboline (drag-queen). Io farò da cicerone e accompagnerò il pubblico nell'atmosfera delle grandi canzoni di quell'epoca». Che epoca è stata? «Energica, colorata e bizzarra. Non erano anni di plastica e non facevano schifo. È stato un decennio come tanti ma con una particolarità: l'apertura mentale degli artisti che non si mettevano limiti in alcun campo. Li ho vissuti in prima persona e mi hanno fatto impazzire». Perché? «Perchè rispetto a oggi c'è una differenza abissale, anche nel rapporto tra artisti: se allora la Bertè si scornava con la Rettore, oggi la vedete Elisa picchiarsi con Giorgia?» Dal teatro, alla tv con Markette di Chiambretti fino alla consacrazione di massa del Dopofestival di Sanremo: è cambiato qualcosa? «Nulla tranne la popolarità che, ammetto, fa piacere. Ora continuo a fare quello che mi va di più». E cioè? «Teatro: quel luogo dove gli spettatori o ti sputano in faccia o ti riempiono di baci. Tutte le cose che ho fatto di diverso sono state solo piacevoli incidenti di percorso». Anche la tv? «Beh, a Markette mi trovo benissimo, così come sono stato bene al Dopofestival: ci sono arrivato ammortizzato: io, tutto Splendido splendente, mi sono divertito da morire nel vedere i colleghi incazzati, affamati e distrutti». A chi si ispira il suo personaggio? «A tutti e a nessuno. Tra i tutti ci sono i miti degli anni '30 come Greta Garbo e Rodolfo Valentino. Ma anche la vostra splendida Maria Carta, Gabriella Ferri e Giuni Russo». Perché il travestitismo riscuote così tanto successo in tv? Platinette docet... «Si parla sempre di pessima qualità della tv ma ci si dimentica che i telespettatori hanno il telecomando: perché non cambiano canale? Sono contento di essere amico di Platinette (è formidabile) ma io non faccio parte del calderone. Sta al pubblico capire se sono uguale agli altri o meno». Ma lei è napoletano o toscano? «Napoletano nell'anima ma trapiantato a Firenze. E comunque mi adeguo a tutti i dialetti del posto in cui vado». Lo sa che il sardo non s'impara in due serate? «Tesoro, vedrai che ci riesco». Emiliano Farina
16/03/2007
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