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| 8 marzo. Firenze, manifestazione libere tutte |
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| AZIONE GAY E LESBICA aderisce, partecipa e invita tutte/i a partecipare ed in particolare tutte! |
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| Lunedì 05 Marzo 2007 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Appuntamenti |
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giovedì 8 marzo 2007
MANIFESTAZIONE LIBERE TUTTE - Firenze
ore 17:30 ritrovo
piazza ANNIGONI
[mercato s. ambrogio]
- per l’autodeterminazione delle donne: libertà di scelta su sessualità, maternità, aborto
- per la laicità dello Stato, garanzia dei diritti di donne e uomini nelle scelte sessuali e affettive
- per la presenza delle donne in tutti i luoghi decisionali
- contro ogni fondamentalismo e contro ogni forma di violenza sulle donne
ore 20 :3 0
CENA LIBERATUTTE - 15 euro
circolo Arci Isolotto
via Maccari 104, Firenze
(prenotazione obbligatoria tel 055/780070)
a seguire
ore 22:30 musica con i
LOUNGERIE da Livorno (ingresso libero)
Le donne sono fra noi!
Le donne ci sono.
In questo momento come mai prima d’ora c’è bisogno della ricchezza che i movimenti delle donne portano alla vita politica, sociale, civile e culturale, perché in questo altro modo di pensare il mondo e di viverlo risiede l’alternativa possibile allo stato confessionale, alle guerre, alla globalizzazione neoliberista, a tutti gli integralismi.
Le donne ci sono: con la loro cultura di liberazione, di democrazia, di affermazione dei diritti individuali, da sempre cardini dei movimenti femministi. Ma la loro voce sembra diventata davvero aliena in una società che altri vogliono ridotta e costretta nei tradizionali imperativi Dio, Patria, Famiglia.
Gli interventi del Vaticano disegnano un quadro politico di rotture e di conflitti, sovvertono le regole costituzionali, delegittimano le istituzioni repubblicane e ne limitano la sovranità, in nome di una presunta verità di cui la Chiesa si ritiene depositaria. Il Vaticano sfida ormai apertamente i principi fondativi dello stato laico, ordina e pretende che le norme confessionali della dottrina cattolica si traducano in legge: vogliono così sancire la limitata sovranità del Parlamento e azzerare la Costituzione. Questa indiscutibile prevaricazione rende ormai necessaria una revisione del Concordato.
Per tutta risposta la classe politica asseconda la deriva clericale. Dopo aver sancito con la legge 40 il riconoscimento dell’embrione quale persona, si arriva ora al parossismo della regione Lombardia che approva all’unanimità funerali a spese pubbliche per gli embrioni, mentre gli attacchi alla 194 si moltiplicano. Si tratta, purtroppo, di una deriva bipartisan: il centro-sinistra ha prodotto una tiepidissima proposta di legge sulle coppie di fatto, DICO, che tuttavia la Chiesa accoglie come frutto di ispirazione diabolica. La Chiesa, la politica, i media tornano ad affermare un modello unico di famiglia, tradizionale e patriarcale; la precarietà imperante risospinge molte donne nel chiuso del nucleo domestico, imposto come esclusiva via d’uscita per la propria sussistenza economica e solo luogo per realizzare l’aspirazione alla maternità, una volta perduti diritti fondamentali e smantellato lo stato sociale. Rifiutiamo il principio che divide le donne in base a categorie morali: sposate o stabilmente conviventi da una parte, single, divorziate e lesbiche dall’altra, attribuendo alle prime maggiori diritti..
In questo arretramento politico e sociale, preoccupante e pericoloso per il nostro Paese, le donne pagano il prezzo più duro in termini di: perdita di diritti, libertà, dignità di cittadine, precarietà della vita e del lavoro, aumento della disparità nei salari e nelle pensioni, mentre cresce l’emarginazione. Ne è tragica testimonianza la violenza agita sul corpo delle donne, nella loro affettività, nella loro dignità di persone, portata a volte all’estremo limite di nuove forme di schiavitù.
Le prostitute schiave che popolano le nostre strade, le ‘badanti’ schiave che servono nelle case sono le donne che specchiano la violenza di una parte del mondo contro l’altra, violenza che sempre più spesso prende la forma della guerra. La guerra globale permanente, vitale per alimentare il neoliberismo e il neocolonialismo, mascherata sotto il nome di esportazione di civiltà e democrazia, esporta invece integralismo, morte e devastazione per interi popoli e nazioni. Le testimonianze che giungono da questi paesi ci raccontano come sotto le bombe dell’Occidente e sotto la violenza religiosa sono le donne, ancora, a subire le conseguenze più disastrose.
La violenza contro le donne aumenta quando i loro diritti arretrano.
per l’autodeterminazione delle donne: libertà di scelta su sessualità, maternità, aborto.
per la laicità dello Stato, garanzia dei diritti di donne e uomini nelle scelte sessuali e affettive.
per la presenza delle donne in tutti i luoghi decisionali.
contro ogni fondamentalismo e contro ogni forma di violenza sulle donne. Questo articolo ha ricevuto 235 visite.
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