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TRIESTE Si dice molto curiosa di conoscere Trieste, Vladimir Luxuria, la neodeputata nelle file di Rifondazione comunista, che non ha mai voluto cambiare il suo nome russo, proprio perché "portatore di pace". Questa sera sarà infatti presente al Giardino Pubblico, all'interno del Festival Maremetraggio, per presentare l'opera prima di Massimo Andrei, "Mater Natura", che la vede tra gli interpreti principali. Una storia di sentimenti molto profondi e di riscatto sociale, dove si fa ampio riferimento al fenomeno della prostituzione, con un'indagine del controverso fascino di un mestiere in cui si coniuga l'assoluto del sesso e della morte. Un film che di certo le ha portato parecchia fortuna, giacché oltre ai tanti premi, primo fra tutti quello della Settimana internazionale della Critica allo scorso Festival di Venezia, è stato anche un po' premonitore. Profetica è infatti una scena in cui il primo onorevole transgender del Parlamento italiano, interpreta proprio un personaggio che si dà alla politica. Un caso? "Perché il caso esiste? - scherza Luxuria e spiega che a posteriori è difficile parlare di casualità - specie per una come me, che ha delle simpatie buddiste. Da tempo caldeggiavo la candidatura di un omosessuale o di un transessuale, ma il genio si sa, è di colui che riesce a prevedere anche il futuro. E ciò Andrei è riuscito a farlo". Come ha conosciuto Andrei e come ha deciso di interpretare il suo debutto cinematografico? "La collaborazione è nata per caso. Dopo che la mia amica Cloris, mi aveva detto che Andrei stava facendo dei provini. Ho conosciuto il regista, che mi ha proposto la sceneggiatura. L'ho letta tutta d'un fiato e la storia mi ha commossa e divertita allo stesso tempo. Il cambio del registro, che passa con una tale leggerezza e dolcezza dal dolce all'amaro, mi ha completamente rapita. Dopo avermi sottoposta a un provino, mi è stato proposto il personaggio di Massimino, che è molto diverso da quelli delle solite drag queen: molto più maschile e dove anche le mie naturali stempiature non davano alcun fastidio". Il regista ha più volte ribadito che non si tratta di un film irriverente o trasgressivo, ma di un racconto dedicato a tutti coloro che credono all'amore... "Credo si tratti di un film che parla di amore nelle sue più svariate applicazioni. L'amore dei sentimenti, quello dell'azione politica, l'amore per i bambini e quello per la solidarietà. Mater Natura è soprattutto una storia che narra il rifiuto della solitudine. Un film che penso potrebbe aprire la mente a molti, perché racconta dall'interno per parlare del nostro mondo". Dopo la sua elezione politica, crede di potersi ancora dedicare al cinema? "Penso che l'arte e la politica possano andare di pari passo. L'opera artistica qualche volta può essere molto più utile di mille parole e può servire a creare una coscienza collettiva. Il film di Andrei è riuscito infatti, senza alcuna falsità o gratuita tragedia, a raccontare un qualcosa che riguarda noi tutti da molto vicino". Il film sarebbe dovuto uscire proprio durante la sua campagna elettorale. Perché avete deciso di cambiare data? "Si è trattato di una coincidenza e nessuno, a differenza di ciò che è stato poi detto, aveva impedito la sua uscita nelle sale. E' chiaro che per le regole della par conditio io non sarei potuta apparire nei trailer e nemmeno durante le presentazioni in tv. L'Istituto Luce e la produzione hanno così deciso di ritardare l'uscita e farmi partecipare alla presentazione. Si è trattato soltanto di una coincidenza e giacché sono convinta che le regolo vanno rispettate, non avrei potuto fare diversamente". Ivana Godnik.
(Piccolo di Trieste, Il del 07/07/2006)
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