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| Gay pride Torino. Giovanni Franzoni legge La confessione di Mario Soldati |
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| In collaborazione con Torino Pride 2006 e Il Cassero |
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| Lunedì 29 Maggio 2006 |
| di Comunicato stampa |
| in Appuntamenti |
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30 maggio – Ore 18.00 Anniversari- Pride: letteratura a tema di gender
Atrium di Piazza Solferino, Torino
Mario Soldati (1906-1999) emerge sempre più come uno dei maggiori scrittori italiani del Novecento. I temi dell’identità sono centrali fino dal suo esordio nel 1929 con Salmace, che già dal titolo introduce scenari drastici quanto inquietanti di metamorfosi sessuale. Di questo tratta uno dei più bei racconti, Il concerto, raccolto nel volume L’amico gesuita, in cui narra la storia di Laura Dallasia, rampolla dell’alta borghesia torinese e pianista dilettante, che vorrebbe essere schiava di una donna volgare, a cui il padre di lei è legato da una passione clandestina. Figure di omosessuali tornano tanto nel racconto lungo Il padre degli orfani (1951) come nel romanzo La busta arancione (1966) al centro della rappresentazione ci sono personaggi che decidono di rappresentare una vita finta per paura di rompere le convenzioni sociali. In questo ambito La confessione, magnifico lungo racconto del 1955, riproposto poi all’attenzione da Cesare Garboli nel 1991, porta a termine un teorema sui comportamenti, narrando di Clemente allievo (come lo scrittore) dei Gesuiti e che, nel corso di una vacanza al mare, scopre che la repressione lo porta a favorire la relazione con persone del suo stesso sesso. Da questo testo capitale del secondo Novecento italiano, si dipanano poi ulteriori variazioni ne Lo smeraldo (1974) e ne La sposa americana (1977), fino a L’incendio (1981). Giovanni Franzoni ha lavorato tra gli altri con Vittorio Gassmann in Ulisse e la balena bianca, Elio De Capitani in Resti umani non identificati o la vera natura dell’amore, La bottega del caffè, Roberto Zucco, è stato il primo interprete di Renzo ne I promessi sposi alla prova di Giovanni Testori e ha operato poi con Stephan Braunschweig, Giorgio Barberio Corsetti e Antonio Latella, lavorando nel cinema con Francesca Archibugi e Alessandro D’Alatri.
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