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Si apre la mattina alle 11,30 la domenica del 21° Torino International Gay&Lesbian Filmfestival con Rainbow’s End dei due registi tedeschi Jochen Hick e Christian Jentzsch che si interroga sul senso del movimento glbt dopo l’avvento del matrimonio tra coppie dello stesso sesso, avendo così gli omosessuali raggiunto condizioni di uguaglianza in diverse zone d’Europa. Attraverso storie, ritratti e immagini di archivio di vari eventi successi a Berlino, dove la presenza di un sindaco gay è stata sicuramente d’aiuto a tutta la comunità GLBT, Ginevra, in Polonia, a Londra, Windsor, Amsterdam, Kiev, Minsk, in Egitto e nel Libano, questo è un viaggio che parte dal centro del nostro continente fino a raggiungerne i confini più lontani, spingendosi anche oltre il bacino del Mediterraneo. Segue un incontro con il regista, Riccardo Gottardi (Ilga Europe), Giovanni Dall’Orto (Pride) e i due parlamentari Franco Grillini e Giampaolo Silvestri.
Tra i numerosi appuntamenti segnaliamo l’anteprima assoluta dell’autore francese Paul Vecchiali a Torino per presentare + SI @FF incentrato sull’universo virtuale delle chat gay: una serie di incontri e di incroci con tutte le sorprese nella rete delle reti… E a mezzanotte le prime PornoVisions con due performer svizzeri Massimo e Pierce che si autodefiniscono ART-errorist e post-punk della scena di Zurigo, Pirate Tape I.
In gara Fremde Haut (Unveiled) di Angelina Maccarone (Germania/Austria) che racconta la storia di Fariba, perseguitata in Iran a causa del suo amore per una donna, fuggita in Germania. La sua richiesta di asilo viene respinta. Così quando il compagno di prigionia Siamak si suicida ne assume l’identità e usando il suo permesso temporaneo di soggiorno, viene inviata in un piccolo paese di provincia. Apparentemente sembrerebbe avercela fatta ma nel ricovero per profughi deve fingersi uomo e il minimo errore potrebbe smascherarla. Per pagarsi documenti falsi trova lavoro illegale in una fabbrica di crauti, dove conosce Anne, che si prende cura di lei e apprezza la compagnia di questo insolito straniero. Passando sempre più tempo assieme diventano pericolosamente intime e Anne inizia a sospettare della reale identità di Fariba. L’attrice turca Jasmin Tabatabal che interpreta il ruolo di Farina è una star famosa in Germania, anche cantante, nello stile di Carmen Consoli.
Nella sezione video in concorso stasera il belga Combat di Patrick Carpentier, documentarista passato alla finzione con questo film-dissertazione sull’abbandono e sul dolore. Premio speciale dato dalla giuria agli ultimi Teddy Awards del Festival di Berlino.
Da non perdere il corto di animazione Giustino l'agnellino nella valle degli orti di Francesco Guttuso, tra le poche opere italiane presenti al festival che con ironia e intelligenza spiega l’omosessualità ai più piccoli ma anche ai grandi…
Da sodoma a singapore yonfan va a "bugis street" - clara caroli
(Repubblica, La del 23/04/2006)
Pagina XXI - Torino Al festival cinema gay il film-cult del regista asiatico sul quartiere a luci rosse Da Sodoma a Singapore Yonfan va a "Bugis Street" Oggi anche "+siff" di Vecchiali e "Fremde Haut" della Maccarone Domani in anteprima italiana "Happy Ending" di Don Ross CLARA CAROLI La via orientale al genere indefinito torna questa sera alle 20.30 sullo schermo di "Da Sodoma a Hollywood", al Valentino Uno, con Bugis Street del regista di Singapore Yonfan, giurato del concorso lungometraggi, al quale il Festival dedica un omaggio. Un film quasi di culto, fenomeno commerciale nel suo paese miracolosamente scampato alle maglie della censura. Primo episodio della trilogia del regista e fotografo cinese formato a Hong Kong, di cui fanno parte l'odissea omosessuale di Bishonen e l'amore lesbico nell'alta società di Peony Pavillion, Bugis Street (definito la versione "queer" del Mondo di Suzie Wong) racconta le vicissitudini di transessuali, drag queen e giovani ermafroditi nel quartiere a luci rosse del titolo, nella Singapore degli anni Sessanta. Un ritratto dolce-amaro, un cinema più di ricerca estetica che militante. Alle 22.30 in Sala Uno Paul Vecchiali presenta al Festival il suo nuovo +siff, destini incrociati nel mondo virtuale delle chat gay, mentre alla stessa ora al Nuovo passa il film americano in concorso Loggerheads di Tim Kirkman, storia di un ragazzino adottato omosessuale in una piccola comunità puritana. In apertura di serata (20.30), sempre in concorso lungometraggi, Fremde Haut (Unveiled) della tedesca Angelina Maccarone, ritratto di Fariba, omosessuale iraniana in fuga in Germania dove assume l'identità di un amico morto. Da non perdere, ancora oggi, alle 18.45 al Valentino due, in concorso documentari, Erik (A) di Kurt Mayer, dedicato alla sciatrice austriaca Erika Schinegger. Altra storia di identità sessuale borderline: cresciuta come una ragazza, Erik (a) diventa famosa vincendo i mondiali ma la sua carriera viene interrotta quando, ai giochi invernali del '67, un test rivela che è un uomo. Vincendo l'opposizione della famiglia e della Federazione, a vent'anni l'atleta sceglie di diventare definitivamente maschio. Domani sera il concorso si apre con un film di Taiwan, Ai li si de jin zi (Reflections) di Yao Hung-i, assistente alla regia di Hou Hsiao-sien, qui alla sua opera d'esordio come autore, triangolo amoroso nella scena rock underground (ore 20.30, Nuovo) e a seguire arriva, in anteprima italiana in collaborazione con Rai Cinema e 01, Happy Ending di Don Ross, regista di Opposite of sex, film corale sulla vita e sull'amore, commedia divertente con Laura Dern e Lisa Kudrow di Friends. In alternativa, Al Valentino uno, prosegue l'omaggio al regista francese Alain Guiraudie, anche lui in giuria. Dalle 20.30 due corti (Les héros sont immortels, molto amato da Godard, e Tout droit jusq'au matin) e a seguire il piccolo film di culto Pas de repos pur les braves, lungometraggio d'esordio del cineasta, ispirato a un suo romanzo mai pubblicato, presentato nel 2003 a Cannes e candidato alla Caméra d'or: leggerezza e ironia per raccontare la poesia dei riti minimi della vita e dell'amore.
(Repubblica, La del 23/04/2006)
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