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Edizione di Giovedì 24 Maggio 2012
Facciamo breccia contro il Vaticano
Facciamo breccia contro il Vaticano
Sabato manifestazione nazionale in difesa della laicità dello Stato
Giovedì 09 Febbraio 2006
di Il Manifesto
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di GIANNI ROSSI BARILLI

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Chi avrebbe mai potuto prevedere che nell'anno di grazia 2006 sarebbe tornato di stringente attualità l'episodio conclusivo del risorgimento nazionale? Eppure è proprio così: la breccia di Porta Pia che nel 1870 pose simbolicamente fine al potere temporale dei papi è di nuovo oggi, giocoforza, un simbolo della resistenza contro la prepotente invasività del clericalismo nella politica italiana. Non per niente si chiama "Facciamo breccia" il movimento di cittadini e cittadine che ha convocato per dopodomani a Roma una manifestazione nazionale in difesa di quanto rimane della laicità in questa Italia ipocrita e bacchettona. Dopodomani, 11 febbraio, è peraltro l'anniversario della firma del concordato del 1929 tra lo stato italiano (allora rappresentato da Mussolini) e il Vaticano, che sanò la ferita aperta a Porta Pia. Nel frattempo di concordato ce n'è stato pure un secondo (sottoscritto per l'Italia da Bettino Craxi nel 1984) ma è sotto gli occhi di tutti quanto siano in crisi di questi tempi le reciproche delimitazioni di potere e autonomia tra lo stato e la chiesa. Contro il quotidiano vilipendio alla laicità di cui si macchiano rappresentanti delle istituzioni a ogni livello, contando di ricevere in cambio ricche indulgenze elettorali, si torna quindi a scendere in piazza. Non si pensi però che l'invito provenga da manipoli di bersaglieri in pensione o da circoli di impenitenti mangiapreti. La storicità un po' polverosa dei simboli serve in verità soprattutto a sottolineare quanto sia brutale e scandaloso il tentativo di far tornare indietro le lancette della storia nell'Italia di Ruini e Berlusconi. E a drammatizzare un messaggio che con iniziative come quella di dopodomani (o come le manifestazioni di Milano e Roma del 14 gennaio scorso in difesa rispettivamente della legge 194 e a favore dei Pacs) comincia a delinearsi forte e chiaro: indietro non si torna. "Facciamo breccia" è una sigla che nasce dal basso, dall'indignazione verso il regresso culturale e politico mondanamente ribattezzato "teocon". Prima un giro di e-mail, poi una serie di assembleee in tutta Italia hanno concretizzato l'idea dell'appuntamento di sabato a Roma. I motivi per protestare, a metterli tutti in fila, formano un lungo elenco di attentati alla libertà e all'intelligenza: dagli attacchi alla legge sull'aborto alla resistenza forsennata contro ogni forma di riconoscimento di diritti per gay, lesbiche bi e transessuali; dai regali dello stato alle scuole private all'esenzione dell'Ici per le proprietà immobiliari ecclesiastiche quand'anche utilizzate a fini commerciali. Ma "Facciamo breccia" - ancor più che a inviare un semplice segnale reattivo al Vaticano e alla corte di politici di centrodestra e centrosinistra che ne sostengono le pretese neomedievali - tende a rappresentare positivamente i valori di una società affrancata dai ricatti religiosi. Una società che si fa largo in modo sempre più evidente nella vita reale ma viene messa a tacere in modo sistematico nel reality show dei poteri costituiti. La manifestazione di sabato è quindi contro i privilegi, economici e non, concessi alla chiesa cattolica ma soprattutto a favore di qualcos'altro: i diritti riproduttivi delle donne, che si identificano con la difesa della legge sull'aborto e con l'abolizione di quella sulla procreazione assistita; i diritti glbt, sostenuti con la richiesta di riconoscimento delle unioni civili e di politiche antidiscriminatorie; l'istruzione pubblica e laica, che richiede un immediato superamento della "riforma" Moratti. È importante, secondo i promotori dell'iniziativa, che tutte queste rivendicazioni siano riunite insieme e non continuino a procedere solo parallelamente, perché identiche sono le esigenze di laicità che le giustificano. Il concentramento del corteo è dopodomani alle 14 a Roma, in piazza Bocca della Verità e la conclusione è prevista a Campo de' fiori, proprio dove il filosofo Giordano Bruno fu bruciato vivo per ordine del papa quattro secoli fa. La lista delle adesioni riempie cinque pagine fitte fitte di nomi di associazioni glbt, femministe, pacifiste, libertarie e anticlericali, centri sociali di varia ispirazione, gruppi locali dell'Arci, collettivi studenteschi. Tra i partiti, c'è l'adesione nazionale di Rifondazione e Umanisti. L'affluenza attesa è molto consistente e può contare anche sull'organizzazione di numerosi pullman da varie parti d'Italia e due treni speciali (uno parte da Milano e l'altro da Torino) entrambi denominati "La breccia del sud". Per ulteriori informazioni: www.facciamobreccia.org.

(Manifesto, Il del 09/02/2006)

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