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SOLIDARIETA' SENZA CONFINI
domenica 12 febbraio alle ore 21.30
presso il pub MUTINY REPUBLIC in via Bellini, 45 a Napoli
Con l’introduzione della legge Bossi-Fini la regolamentazione dell’asilo per i migranti si è notevolmente complicata. Tuttavia a causa di persecuzioni, violazioni dei diritti umani e guerre, sono ancora in molti a chiedere asilo nel nostro paese con la speranza di trovare un luogo sicuro dove vivere. Questa speranza si trasforma molto spesso in terrore di essere rispediti nel loro paese perché “illegali” La situazione diventa paradossale e tragica quando si pensa che in molte delle guerre da cui queste persone fuggono sono presenti i paesi occidentali o direttamente con i propri eserciti o indirettamente come venditori di armi. La legge Bossi-Fini prevede che la richiesta di asilo sia vagliata da una commissione territoriale che, a nostro giudizio, è incapace nel definire con chiarezza il contesto reale da cui ciascun soggetto proviene e nel valutare il grado di rischio reale per la sua incolumità e dunque per il diritto ad essere protetto in Italia. Tra l’altro l’attuale legge non prevede la persecuzione per orientamento sessuale come motivo per ottenere l’asilo.
In più di 60 paesi l’omosessualità è illegale. Le pene vanno dalla pena di morte (come accade in Arabia Saudita, Iran, Cecenia, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Afganisthan e Yemen) alla reclusione a vita, alla prigione per diversi anni. È di questi mesi la notizia delle violenze e dell’impiccagione di due ragazzi omosessuali in Iran. I due ragazzi, poco più che adolescenti, sono stati rinchiusi in carcere per 14 mesi, sottoposti a 228 frustate, poi impiccati. Questa è solo una delle tante notizie di persecuzione di persone omosessuali. Altre pratiche crudeli prevedono la morte per schiacciamento per crollo in Nigeria, la lapidazione in Pakistan.
Finora in Italia solo in due casi è stata impedita l’espulsione di persone omosessuali: un ragazzo senegalese, grazie ad una sentenza del tribunale di Torino ed uno ucraino cui è stato concesso l’asilo dalla Commissione Centrale per il riconoscimento dello Status di Rifugiato, tuttavia è solo un piccolo passo verso un cambiamento che deve essere radicale. Il Comitato Provinciale Arcigay di Napoli in collaborazione con Amnesty International, l’Arci e la Sinistra Giovanile vuole portare avanti, con l’iniziativa del 12 febbraio, una lotta per il diritto d’asilo per i tanti migranti gay e lesbiche fuggiti dai loro paesi d’origine perché la legge punisce l’omosessualità. Chiediamo che il prossimo governo promuova una soluzione definitiva sull’asilo che prenda esempio dal governo spagnolo di Jose Zapatero che in questi giorni sta discutendo una proposta di legge che concederà lo status di rifugiato anche ai richiedenti asilo per motivi di discriminazione per orientamento sessuale.
Domenica 12 febbraio, ore 21.30, al Mutiny Republic in via Bellini 45 Napoli
www.amnestycampania.it | www.arcinapoli.it | www.arcigayapoli.org | www.sgnapoli.it
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