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La pagina di Liberi tutti sul quotidiano l'Unità del 31 gennaio
ha come argomento principale le discriminazioni sul lavoro ai danni di
omosex e trans
in apertura: una lettera-confessione di un giornalista professionista
freelance "per forza e non per scelta"
che ha iniziato l'iter per diventare donna (e vuole mantenere l'anonimato)
Si trova all'inizio del percorso di transizione e ha mille timori sulla
possibilità di poter mantenere le collaborazioni
oppure di ottenerne di nuove
quando sarà evidente la sua transessualità,
quando il suo aspetto sarà diventato femminile ma sul tesserino avrà ancora
e per molto tempo il nome al maschile
Ha paura anche dei tanti pregiudizi che ci sono nel mondo delle redazioni
Pare che si tratti del primo caso di transessualità di un giornalista
professionista
a corredo di questo pezzo: un articolo che illustra un volume pensato
dall'Ufficio Nuovi diritti Cgil
sul decreto varato dal governo berlusconi contro le discriminazioni
Il governo era obbligato a recepire una risoluzione europea in materia
ma il decreto che ne è risultato è, per molti versi, un'arma di offesa più
che di difesa
Con le penne di esperti in diritto - sia italiani, sia stranieri -
il testo conferma e, ovviamente, amplia quanto anticipato da liberi tutti
nel luglio 2003
in una pagina dal titolo "licenziato perché gay? provacelo se ce la fai"
e consiglia a professori e giuristi le possibili strade per colmare
l'attuale vuoto legislativo
in pagina il tam tam con spigolature dall'Italia e dal mondo
notizie e segnalazioni
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Primo piano
Martedì 12 Aprile 2005
«Sì alle diversità» vince «l’Unità»
L’Unità e la rubrica «Uno, due, tre... liberi tutti» sulle identità gay lesbiche bisex e trans di da Delia Vaccarello vincono a livello nazionale il premio giornalistico europeo "Sì alle diversità"
di l'Unità
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