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di Paola Gabrielli
Dedicato alle eccentriche, alle ribelli, alle lesbiche e anche a Maryam. Dopo un anno di pausa torna a Bologna da domani a domenica nelle sale dei cinema Lumière e Jolly il festival Immaginaria. Nato nel 1993 con il compito di «cambiare l'immaginario delle lesbiche bombardato da tanti luoghi comuni», come spiega Marina Genovese, presidente di Visibilia, l’associazione che ha ideato e curato tutte le edizioni della kermesse, ora ha allargato il campo d’indagine per scandagliare e proporre, senza tradire le proprie origini, anche altri modelli femminili. Quindi, non più Festival del cinema lesbico ma Festival Internazionale del Cinema delle donne. Ribelli, lesbiche, eccentriche. Lo sforzo però è lo stesso. Anzi, semmai è cresciuto, perché il finanziamento promesso dal Comune è stato disatteso con una stringata lettera del 3 novembre. Così, con Regione Emilia Romagna e Provincia di Bologna come uniche sostenitrici istituzionali a fronte di un budget da 75 mila euro — solo l’affitto del cinema Jolly ne costerà 10mila e la Cineteca Comunale 4000 più Iva, sebbene quest’ultima abbia contribuito con le sale gratuite negli orari di apertura e riducendo del 50 per cento le spese per gli accessi straordinari — parte questa edizione ricca di 87 titoli scelti fra circa 400 provenienti da tutto il globo, con momenti di visibilità, per la prima volta, anche per gli uomini, anche se tutti concentrati nella serata d’esordio e la sera nella sala Officinema del Lumière. «Abbiamo girato tutta l’Europa scegliendo quelle migliori per qualità tecnica e contenuti. Sono presenti 23 Paesi tra cui Colombia, Iran, Israele, Malesia, Hong Kong», precisa Debora Guma, selezionatrice insieme a Cristina Zanetti. Tra gli 87 lavori, anche 44 anteprime italiane e 20 film di animazione. Ne valeva la pena, perché questa, sostiene l’assessore provinciale alla Cultura, Simona Lembi, è «una grande festa per la città, perché è stato riaperto uno spazio di libertà e fantasia». Ma questo è anche un ritorno di ‘Immaginaria’ alla Cineteca. Il direttore Gian Luca Farinelli sottolinea al proposito «la straordinaria controtendenza del festival, in linea con la nostra vocazione, nel mostrare ciò che le strade principali della comunicazione non mostrano». Il debutto sarà col botto. Domani alle 21 al cinema Jolly si terrà un gran galà d’inaugurazione con Cristina Donà dal vivo unplugged. A seguire, Rime tempestose di Elena Rossi, con Angela Sodani. E veniamo a Gonahe Maryam, dell’iraniana Parisa Shahandeh, il documentario shock che aprirà la rassegna alle 22 al Jolly. Maryam è una bimba di sette anni decapitata dal padre perché violentata dallo zio e quindi colpevole di avere disonorato la famiglia. Immagini raccapriccianti che verranno a malapena stemperate dal successivo Floored By Love della regista canadese Desirée Lim. Il programma è molto fitto: venerdì si parte con le proiezioni alle 14 e sabato e domenica addirittura a mezzogiorno. Ingresso con tessera (www.immaginaria.org, 051.6494276). Questo articolo ha ricevuto 151 visite.
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