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| Venezia: Briganti e cosacchi all’Arsenale |
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| Nuova stagione con favole siberiane e la sorpresa Eva Robbin’s |
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| Mercoledì 05 Ottobre 2005 |
| di Corriere della Sera |
| in Appuntamenti |
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IN SCENA / Fino a domenica il Sud ribelle di Alfonso Santagata. Poi Verga, Céline e Copi
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Una piccola chiesetta sconsacrata nel cuore di Milano che resiste a intemperie amministrative e politiche senza dimenticare la propria missione poetica: parlare delle urgenze che il nostro mondo ci impone. Il teatro Arsenale fondato da Marina Spreafico porta avanti la sua scommessa scegliendo come tema della stagione «la nuova lingua»: in cartellone autori contemporanei e padri della drammaturgia per un confronto tra linguaggi differenti il cui punto comune è l'urgenza dello scrivere il presente. Per «I linguaggi del Mediterraneo», prima parte della stagione, l'Arsenale propone un poetico viaggio tra dialetti e lingue del nostro Sud, tra racconti di tradizione orale e drammaturgia contemporanea. Fino al 9 ottobre, Alfonso Santagata è in scena con «Il sole del brigante», ottimo spettacolo, risultato del lavoro di ricerca sul brigantaggio nelle campagne pugliesi. Mentre al giovane autore-regista siculo Leo Muscato tocca il compito di proporre in novembre (dal 15 al 20) la rilettura di una novella di Verga, «Rosso Malpelo». A Céline e Copi, due figure eclettiche sempre schierate contro il potere, l’Arsenale dedica le nuove produzioni e incontri e approfondimenti, in collaborazione con Egumteatro e ScenAperta. Due le opere in scena: «L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi», festosa rappresentazione della voglia di vivere in una Siberia abitata da cosacchi, lupi e transessuali: una pièce firmata da Copi e interpretata dalla compagnia dell'Arsenale (dal 30 novembre); Céline sarà in scena in febbraio con «La Chiesa», diretta da Annig Raimondi. Una commedia poco rappresentata che racconta le disavventure di Bardamu, ragazzo in bilico tra l’Africa e uno sfavillante teatro newyorkese. Di Copi imperdibile (in aprile) «Il frigo», ironico trip lisergico interpretato da Eva Robbin's che ritorna alle scene teatrali dopo dodici anni. La regia è di Andrea Adriatico.
Infine per il progetto «in musica e in poesia», in gennaio la rilettura de «L'ultima giornata di un condannato a morte» di Victor Hugo, diretto da Luca Fusi con il patrocinio di Amnesty International e, in aprile, il flamenco della Tanzcompagnie di Brigitta Luisa Merki.
STAGIONE TEATRO ARSENALE , via Cesare Correnti 11. Ore 21, biglietti 11-15 euro. Abbonamento, 10 ingressi 85 euro. Tel. 02.832.19.99
Livia Grossi
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