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| Bill T. Jones dichiaratamente gay danzerà in Duomo |
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| Il ballerino-coreografo americano danza questa sera nella cattedrale per "Pause" Bill T. Jones |
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| Giovedì 05 Maggio 2005 |
| di Corriere della Sera |
| in Appuntamenti |
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EVENTO /Il ballerino-coreografo americano danza questa sera nella cattedrale per "Pause" Bill T. Jones , trasgressione in Duomo "Mi conoscono per le mie provocazioni, ma sono anche vulnerabile"
Stasera il Duomo apre le porte alla musica, alla videoarte e alla danza per celebrare la festa dell'Ascensione. La seconda edizione di "Pause", la manifestazione ideata da Artache con la direzione artistica di don Luigi Garbini, punta sul tema dell'unione tra anima e corpo. Il triangolo artistico che compone il programma di "Pause" vede insieme al compositore Karlheinz Stockhausen - di cui sarà eseguita in prima mondiale "Erste Stunde" - e all'iraniana Shirin Neshat (presente con la video installazione "Pause") il coreografo-danzatore Bill T. Jones, uno dei simboli della danza statunitense più colta e sofisticata di oggi. Americano, classe '52, dichiaratamente gay e sieropositivo, Jones ha trasformato il tema della "diversità" da battaglia etica in percorso esistenziale. In Duomo danzerà l'assolo "Chaconne" accompagnato dal violinista Nurit Pacht e canterà spiritual. Jones: lei è considerato un coreografo trasgressivo. L'ha stupita questo invito in Duomo? "Sì. Mi ha sorpreso e colpito. E' la prima volta che un coreografo contemporaneo viene invitato a danzare in una cattedrale una creazione che non sia di ispirazione liturgica. La gente mi conosce per le mie provocazioni e dimentica la mia vulnerabilità e la volontà di essere presente nel mio tempo, con l'impegno che mi deriva dalla cultura africana". Qual è la sua posizione nei confronti della religione? Lei è credente? "Sono un prodotto del protestantesimo. Mia madre era molto religiosa: sosteneva di parlare direttamente con Dio. Sperava che io diventassi un predicatore. In un certo senso, il suo sogno si è realizzato: sono un predicatore della danza. Se credo in un essere superiore, vuole sapere? La vita non è che una continua ricerca di Dio". Quali sensazioni ha provato entrando in Duomo? "Non posso perdonare la Chiesa del XV secolo e dimenticare il suo muoversi lento, la sua opulenza. Ma quando sono arrivato a Milano ho detto stop a tutto questo. Oggi del Duomo non vedo più solo l'edificio, ma la sua promessa di visione spirituale". Perché ha scelto di danzare proprio Chaconne? "Bach compose "Chaconne" dopo la morte della sua giovane moglie. Questa musica racchiude quindi un senso di lutto e di trascendenza. E' la mia terza versione coreografica. Stasera danzerò in un luogo sacro dove non devo essere un artista alienato: la mia responsabilità è quella di trasformare il mio percorso personale in qualcosa che diventi universale". PAUSE in Duomo alle 21 (apertura porte alle 20.30), ingresso libero, tel. 02.86.99.52.28 Valeria Crippa.
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