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Parlami di me
venerdi 9 aprile 2005 ore 21.30
circolo teatrale Carichi Sospesi
via vendramini 16 - padova
info: 0498762216/3383712132
Teatro della Centena e Margànproduzioni
in collaborazione con MAAN
con il contributo di
Provincia di Rimini/Assessorato ai Beni e Attività Culturali
Flavio Gardella – Agente Seat /Pagine Gialle
Progetto Teatro Argo Navis
Itinerari teatrali nella provincia di rimini
presentano
TU AMORE MIO NON MI RICONOSCERAI PIU' PERCHE' SONO DIVENTATO VERDE E HO SMESSO DI ESSERE IO
punti di s-vista sull'amore
tratto dal libro gli svergognati di Delia Vaccarello, ed. la tartaruga, 2002
di e con Maurizio Argàn
interventi di
Nicola Matteini
con la partecipazione vocale di
Valentina Capone, Gianluca Reggiani
Damiana Bertozzi Fraternali, Gian Vito Banzi
collaborazione musicale
Paolo Montebelli
costumi esclusivi
Laboratorio Rico Spose – Civitanova Marche
tecnico luci
Luca Tognacci
si ringraziano per la collaborazione
Claudio Gasparotto, Mauro Marianelli
aiuto-regia
Milena Mami
regia
Davide Schinaia
lo spettacolo:
Dedicato a tutti quegli artisti vittime del pregiudizio in una società ‘artistica’ ( musicale e teatrale) malata, che solo dopo la loro morte li ha apprezzati, rivalutati……ma soprattutto sfruttati!
Tutti siamo vittime e carnefici allo stesso tempo del pregiudizio, che vuole limitare la nostra libertà di amare, le nostre idee, l’urgenza di comunicare. Questo è uno spettacolo per la libertà; per la libertà di essere felici.
Grazie a Delia Vaccarello e a ‘Gli Svergognati’
Tu amore mio non mi riconoscerai più….. è il primo spettacolo del Progetto Passione, per provare , con l’uso del mezzo teatrale, ad attraversare tutte le varie forme di questo sentimento, tutto con il cuore in gola e col ragionevole dubbio che poteva essere ‘presuntuoso’parlarne e , partendo dal pregiudizio, puntare il dito accusatorio .
Nell’intraprendere questo percorso ho cercato di trovare innanzitutto le varie origini su varie cose, e per farlo mi sono messo veramente a nudo, e in gioco, debuttando nella mia città: Rimini.
Con la lente di ingrandimento dei mie ricordi, e dei miei incontri, ho cercato di comprendere meglio prima me stesso e ciò che mi circonda. Non volevo fare uno spettacolo con molti personaggi, volevo che invece fossero tutte le loro anime a piombare dentro una persona sola e che in qualche modo, questa, li rappresentasse tutti.
Ho cercato e studiato i comportamenti di gran parte delle persone che ho incontrato nella mia vita e ho capito, forse ho scoperto, che tutti aspirano soprattutto ad essere liberi e felici, anche se non è assolutamente vero, secondo me, che ognuno aspiri a primeggiare, non per forza tutti, in questa loro aspirazione, vogliono essere amati e accettati: c’è chi, magari, desidera addirittura l’offesa, la sottomissione; chi è autistico e non lo sa, ma ciascuno, nel bene o nel male, vuole essere libero solo di poter scegliere.
Mi hanno sempre affascinato i rapporti, soprattutto nella loro doppiezza, nell’ambiguità che permette a tutti di essere potenti, tramite il pregiudizio, nei confronti degli altri senza sapere di essere vittime di un potere oscuro chiamato ipocrisia: agli amanti di essere uno dentro l’altro e al tempo stesso distanti; agli amici di essere indispensabili e insieme di peso.
E per partire , in questo viaggio attraverso la Passione, mi sono messo là a tentare di capire; si impara molto dagli altri senza sapere di avere imparato, ascoltandoli, non emettendo giudizi, non portandoci addosso pregiudizi; ci si auto-educa alla spartizione della vita sacrificando il numero minore possibile di vite.
In Tu amore mio non mi riconoscerai più……non c’è pessimismo, né tanto meno pacche sulle spalle, non c’è nulla di buono e nulla di male, c’è solo sentimento.
Credo che i pregiudizi, così come i sentimenti, siano semplicemente come tante altre cose: nascono e muoiono, e che da loro rotolino via cose nuove che nascono e muoiono.
Non penso che Tu amore mio non mi riconoscerai più…. abbia la pretesa di parlare così profondamente dell’argomento né ai ragazzi né agli adulti, ma forse ci prova!
Anche ai ragazzi e alle loro speranze, alla loro vitalità, alla loro cattiveria e alla loro capacità di provare a cambiare è dedicato questo spettacolo. I giovani hanno bisogno di essere sovversivi, anche e soprattutto nelle idee, e noi ‘grandi’ abbiamo bisogno che lo siano.
Molta falsa moralità fanno di una società la migliore in cui continuare a vivere.
Maurizio Argàn
Delia Vaccarello
È nata a Palermo nel 1960, divide la sua vita tra Roma e le colline umbre. Giornalista, conduce da qualche anno la rubrica su identità e diversità ‘uno, due, tre….liberi tutti’ nelle pagine del quotidiano l’Unità, prezioso osservatorio su fenomeni e tendenze che fotografano la condizione di fatto del nostro paese.
Maurizio Argàn
attore, autore, regista, inizia la sua attività nei primi anni '90. Si è formato attraverso laboratori condotti, tra gli altri da: Gianluca Reggiani, Teresa Ludovico, Cesar Brie, Alfonso Santagata, Pippo Delbono Proprio l'incontro, artistico e umano, con Santagata e Delbono è stato fondamentale per il proprio lavoro di ricerca in campo teatrale e le successive scelte artistiche. E' stato fra l'altro interprete di 'Tragedia a'mmare' di Santagata, occasionalmente di 'la rabbia', 'Enrico V', 'Il Silenzio' di Pippo Delbono; presente a Volterra e Santarcangelo 2002 con lo spettacolo 'Dovevamo scegliere (e siamo stati scelti)' per la regia di Fabio Biondi. E'uno dei fondatori di 'pianoterra' e 'Teatro della Centena'. Con la Centena, gruppo composto, oltre che da lui, anche da Damiana Bertozzi Fraternali e Gian Vito Banzi, ha prodotto, fin dall'anno della sua nascita il 1998, numerosi spettacoli tra cui 'Alfonso e Clotilde', 'Girovaghi', 'Fedot', 'Lui ed io', 'L'occasione'. in diverse occasioni si è avvalso della collaborazione registica di Davide Schinaia.
Con Schinaia ha realizzato 'El Escopetero (l'uomo col fucile)' spettacolo che in oltre quattro anni di vita, e oltre 60 date, continua ad attirare l'attenzione di pubblico e organizzatori.
E' presente in diversi festival e rassegne nazionali fra i quali: 'il Filo d'Arianna', Generazione '2000, Teatri Invisibili al Sud, Under teatro, Artisti in piazza, Libero teatro da camera, ecc...e nelle stagioni teatrali di diverse città.
Ha vinto il premio di letteratura internazionale 'Mer', nella sezione 'lettere dal mare' con il racconto La spiaggia dei sogni.
Protagonista del video 'Il terzo mondo' del gruppo Punkreas.
Collabora, da quattro anni, con l'Associazione Eks&Tra alla realizzazione, in qualità di attore e regista del Concorso letterario nazionale per scrittori migranti.
Davide Schinaia
Diplomato in Comunicazioni Visive presso l'ITSOS di Milano, si è laureato al DAMS di Bologna con una tesi sul Mahabharata, nella messa in scena di Peter Brook. Ha frequentato laboratori di teatro con Marco Cavicchioli, Angela Malfitano, Silvio Castiglioni, Ermanna Montanari, Francois Khan, Jaume Melendres, Francesco Polidoro, Nicolaij Karpov. L'interesse per la Commedia dell'Arte si è sviluppato nel rapporto con la Compagnia Pantakin di Venezia, con la quale ha collaborato come attore. Come regista ha curato la messinscena degli spettacoli Godet, Godot, Godin; il calapranzi con il Teatro dello Strappo; L'opera da tre soldi per l'Orchestra Metropolis - C.S.O. Leoncavallo di Milano, Girovaghi, Fedot, El Escopetero, Lui ed io con il Teatro della Centena di Rimini. Nel 2003, con l'attrice Giorgia Penzo, ha ricevuto il premio 'Voci nel Castello' per la messinscena dello spettacolo Candido, tratto dall'omonimo testo di Voltaire. Accanto all'interesse per il teatro ha avviato una personale ricerca sul linguaggio cinematografico, con particolare attenzione all'area del documentario. In veste di sceneggiatore, operatore, e montatore ha collaborato alla realizzazione dei documentari Dalla testa ai piedi, Fieri e basta!, di Marco Bertozzi. Ha realizzato documentari sulla spiritualità dell'India Moderna, trasmessi da reti televisive nazionali. Punto di incontro fra teatro e cinema documentario è una trilogia sull'opera più recente di Alfonso Santagata.
E' fondatore di Maan ricerca e spettacolo.
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Programma festival:
venerdi 8 aprile: dalle 21 30
- presentazione festival a cura di Marina Bastianello esaluto Assessore Daniela Ruffini
- danza: danza e musica greca a cura del circolo la plaka
- teatro: 8848 / comp.le peschenoci (composto da ragazzi affetti da sindrome down o disabilità intellettiva)
- teatro: le serve / comp.Emit Flesti
- video: Tèrezvàros / Nicola Bortolini e Reka Szkalkai
- teatro danza: Ereminio / Alberto Cacopardi
- teatro: Pubblici trasporti / comp. Attori per caso
- musica: Canti Migranti / Bubesapravie duo
sabato 9 aprile: dalle 21.30
- video: i funghi di Monteprandone (Corti a Mostar) / Luca Rosini e Andrea Bougleux / prod. UCC
- teatro: tu amore mio non mi riconoscerai più...../ Teatro della Centena e Margànproduzioni
domenica 10 aprile: dalle 21.30
- danza: De-cifra / di e con Cristina Minoja e la partecipazione di Roberto Caruso
- teatro: Sens'amore (il corpo è l'unico potere che ci è rimasto) / regia e narrazione Gaia Benassi
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