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| AIDS: tornano nelle piazze d'Italia i bonsai dell'Anlaids |
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| "Gli italiani continuano a fare l'amore senza preoccuparsi dell'Aids" |
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| Venerdì 25 Marzo 2005 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Appuntamenti |
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da SaluteEuropa.it
AIDS: tornano nelle piazze d'Italia i bonsai dell'Anlaids "Gli italiani continuano a fare l'amore senza preoccuparsi dell'Aids. I messaggi di educazione stanno cadendo nel vuoto. Sono in molti a ritenere che l'Aids sia finita e in tanti a credere che il vaccino sia quasi disponibile". E' l'allarme che lancia l'immunologo Fernando Aiuti, presidente dell'Anlaids, presentando la Campagna Bonsai da venerdì 25 alla domenica di Pasqua sulle piazze d'Italia. "Dall'ultimo rapporto 2004 sull'Aids dell'Istituto Superiore di Sanità - prosegue Aiuti - emerge che c'è un aumento della proporzione dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale, omosessuale ed eterosessuale. La più alta incidenza nell'ultimo anno dei casi di Aids è dovuta proprio alla trasmissione sessuale mentre c'è una diminuzione dei casi attribuibili alle altre modalità di trasmissione come l'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa. Dallo stesso rapporto emerge che calano i casi di malattia nella forma conclamata ma questo si deve solo agli effetti delle terapie antiretrovirali. Purtroppo, non si può dire altrettanto delle infezioni che rimangono sempre molto alte. Si stima che i sieropositivi in Italia siano tra 110-130 mila. C'è da aggiungere che quel calo dei casi così repentino che negli ultimi anni aveva fatto ben sperare si sta stabilizzando". Davanti a questa realtà Aiuti lancia un appello: "Bisogna sostenere gli studi degli scienziati e mettere in campo intelligenti e mirate Campagne di educazione. Per questo l'Anlaids chiede aiuto agli italiani invitandoli a portare a casa un Bonsai, questa piccola pianta che davanti all'Aids si dimostra un gigante. Con i Bonsai l'Anlaids può finanziare dottorati di ricerca e borse di studio, sostenere Case alloggio e lanciare Campagne di educazione e di informazione. Sempre con i Bonsai l'Anlaids può aiutare i bambini del Terzo Mondo dove la malattia sta ancora seminando la morte al contrario dei Paesi industrializzati". Per conoscere le piazze dove i Bonsai dell'Anlaids sono presenti da venerdì 25 alla domenica di Pasqua si può consultare il sito http://www.anlaids.it/bonsai/index.html. Si può anche telefonare all'Anlaids Nazionale al numero 064820999. Nel 2004 in Italia, secondo il Centro Operativo Aids dell'Istituto Superiore di Sanità, i nuovi casi di Aids sono stati 1220, meno di quelli dell'anno precedente (1646). Tre di questi sono stati casi pediatrici: uno in Lombardia, uno in Sicilia e uno di origine ignota. Rimangono più colpite le regioni del Nord con in testa la Lombardia; seguono il Lazio e la Liguria. La provincia italiana che nel 2004 ha fatto registrare l'incidenza più alta è Piacenza seguita da Ravenna, Varese, Brescia, Lecco e Pavia. In totale dall'inizio dell'epidemia - era il 1982 - i casi di Aids sono 54497, dei quali il 77,7% uomini. L'età media alla diagnosi, per gli adulti è di 34 anni per gli uomini e di 32 anni per le donne. E l'età media, negli anni, sta lentamente salendo. Il 69,7% del totale dei casi si concentra nella fascia d'età 25-39 anni, in particolare è aumentata la quota dei casi nella fascia 35-39. Nell'ultimo decennio la proporzione dei casi di pazienti di sesso femminile tra gli adulti è rimasta sostanzialmente stabile. Rimangono più colpite le regioni del Nord, in testa Lombardia, Lazio e Liguria dove l'incidenza è rispettivamente di 5.3 casi ogni centomila abitanti, 4.3 e 4.1. La provincia italiana che, nel 2004, ha fatto registrare l'incidenza più alta è Piacenza, seguita da Ravenna, Varese, Brescia, Lecco e Pavia. Tenendo conto dell'indice di incidenza dei casi di Aids notificati nel 2004 in rapporto a centomila abitanti, si ha questa realtà: in testa la Lombardia con 5,3 per centomila. Al secondo posto il Lazio con 4,3. Al terzo la Liguria con 4,1; al quarto l'Emilia Romagna con 4,0; al quinto la Toscana con 3,1; al sesto le Marche con 2,7; al settimo il Piemonte con 2,4 (era a 4,5); all'ottavo l'Abruzzo con 2,3; al nono il Veneto con 2,0; al decimo il Friuli Venezia Giulia con 1,9; all'undicesimo il Trentino Alto Adige con 1,8; al dodicesimo la Valle d'Aosta con 1,7; al tredicesimo la Puglia con 1,6; al quattordicesimo la Sardegna con 1,5; al quindicesimo l'Umbria con 1,3; al sedicesimo la Basilicata con 1,2; al diciassettesimo la Sicilia con 1,1; al diciottesimo la Campania con 1,0; al diciannovesimo la Calabria e il Molise con 0,9.
(SaluteEuropa.it)
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