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Edizione di Mercoledì 23 Maggio 2012
Contro la pedofilia
Contro la pedofilia
La pedofilia è il maggior nemico della libertà sessuale, perché coarta la volontà dei minori con inganno e sopraffazione, perché crea allarme sociale, perché alimenta pregiudizi e sessuofobia.
Giovedì 24 Maggio 2001
di La redazione di Gaynews
in Focus

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La pedofilia è il maggior nemico della libertà sessuale, perché coarta la volontà dei minori con inganno e sopraffazione, perché crea allarme sociale, perché alimenta pregiudizi e sessuofobia. Proprio per questo la nostra condanna è netta e senza appello. I fatti di questi giorni sono sconcertanti: un gruppo di pedofili romani che addirittura rivendicano la loro infame attività “predatoria” sono cappeggiati da un irresponsabile che rivendica di essere “omosessuale”. Naturalmente i mezzi di comunicazione non aspettavano altro per rinfocolare l’antico e vergognoso pregiudizio che vuole sovrapporre omosessualità a pedofilia. Abbiamo così sentito parlare di “locali gay”, di omosessuali pedofili e via discorrendo lasciando intendere che non ci sia soluzione di continuità tra omosessualità (che è fatto di adulti tra adulti consenzianti) e pedofilia (che è una patologia da curare e prevenire). Che tutto ciò sia di una gravità inaudita va da sé. Che ogni volta che un fatto di cronaca coninvolga un omosessuale o presunto tale si debba scatenare il festival del pregiudizio mediatico è un fatto che ci deve far riflettere seriamente. Anni e anni di lotte, anni di impegno culturale e politico sembrano nulla travolti dalla valanga della diffamazione. In realtà per i gay come per chiunque appartenga ad una minoranza vale la dinamica tipica del pregiudizio: se un immigrato ruba tutti gli immigrati delinquono, se un ebreo è avaro tutti gli ebrei lo saranno, se un omosessuale viene ammazzato si tratta di un “delitto gay” e se c’è un pedofilo che si dichiara omosessuale allora lo sono tutti gli omosessuali. Tutti sanno che la pedofilia è un fatto di famiglia, che i pedofili sono familiari o vicini alla famiglia della vittima. Le statistiche stanno a dimostrarlo: nel 1998 il 98% dei processi per violenza sessuale sui minori coinvolgeva un familiare. Siccome gli omosessuali non hanno famiglia e bambini in genere, si capisce bene che gli omosessuali stessi sono numericamente praticamente immuni dalla pedofilia. E allora se questo è vero occorre chiedersi se per caso non ci sia qualcuno che sia costantemente alla ricerca del capro espiatorio di comodo per allontanare l’attenzione dalla pedofilia familiare o, peggio ancora, ecclesiastica: è un caso che il responsabile romano del gruppo pedofilo sia stato ripetutamente violentato in un collegio di religiosi nella sua infanzia? E’ forse un caso che negli altri allarmi mediatici sulle pedofilia non si parla mai di “pedofili eterosessuali”?.

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