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| Inchiesta Arcigay in cinque città campione. Bologna la più accogliente |
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| Accogliente e con servizi sociali attenti, ma Bologna è anche un "buon mercato" per la prostituzione gay. A Roma, invece, "dopo il caso Marrazzo per i trans è diventato più difficile lavorare" |
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| Mercoledì 10 Agosto 2011 |
| di Agenzia DIRE |
| in Focus |
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Bologna - Accogliente e con servizi sociali attenti, ma Bologna e' anche un "buon mercato" per la prostituzione omosessuale. A Roma, invece, "dopo il caso Marrazzo per i trans e' diventato piu' difficile lavorare in strada: temono aggressioni". Mentre a Napoli "c'e' molta prostituzione, per strada e nei cinema, ma i servizi sono pochi e senza risorse". E' questa la fotografia che emerge dall'inchiesta condotta da Arcigay sulle situazioni di "alta marginalita'" (senza casa e prostituzione) tra persone gay, lesbiche e trans.
Il progetto "Approdi negati", finanziato dal ministero del Welfare con circa 100.000 euro e realizzato in cinque citta' campione (Milano, Bologna, Roma, Napoli e Cosenza), ha visto 80 interviste con soggetti in difficolta' piu' una quarantina di contatti con strutture di assistenza (dormitori, centri diurni, associazioni con unita' di strada, sportelli e consultori), sia laiche che religiose. Il report finale sara' pronto a settembre; oggi intanto nella sede dell'Arcigay di
Bologna e' stata data un'anticipazione. A Bologna sono state intervistate 15 persone e 12 strutture di assistenza. Il capoluogo emiliano emerge come "una citta' accogliente- spiega Carlo Francesco Salmaso, antropologo, uno dei ricercatori che ha lavorato al progetto- con un tessuto sociale attento a queste situazioni. Molto buona e' la propensione al lavoro in rete, anche tra soggetti laici e cattolici". Chi ha difficolta' ad operare "e' il pubblico- riferisce Salmaso- e anche il decentramento dei servizi nei Quartieri ha creato confusione". Proprio per il livello di accoglienza e di servizi, Bologna e' una meta ambita per le persone senza fissa dimora, anche lgbt. Ma c'e' dell'altro, che riguarda in particolare chi si prostituisce. "Sullo sfondo, come un'ombra- riferisce Salmaso- c'e' anche l'idea che in questa citta' si possa trovare maggior mercato per la prostituzione omosessuale". I problemi di relazione, spiega Rebecca Zini, coordinatrice del progetto e responsabile nazionale Salute di Arcigay, sono spesso all'origine delle situazione di marginalita' delle persone lgbt, "ma mancano interventi specifici da parte delle strutture". Gli sforzi vengono concentrati soprattutto su interventi di assistenza materiale: sostegno nella ricerca di casa e lavoro per gli homeless; riduzione del danno (preservativi, informazioni mediche e legali) e lotta alla tratta per chi si prostituisce in strada. "L'omofobia non e' solo violenza- sottolinea Zini- ma e' anche tutto cio' che porta all'emarginazione sociale.
In particolare tra le persone che provengono dal sud Italia, si trovano episodi di allontanamento dalle famiglie e di fuga da ambienti che tartassano la persona per il suo orientamento sessuale". In questo contesto, poi, "si innescano anche problemi di alcol e droga- continua Zini- che spesso sono la prima via per trovare rifugio dall'ambiente ostile".
Le difficolta' sul lavoro vengono in un secondo momento tranne per i trans, che "avvertono una forte discriminazione sociale nei loro confronti- spiega Zini- dovuta soprattutto alle difficolta' di trovare un'occupazione". L'omofobia, dunque, "pesa molto in queste situazioni, perche' queste persone non possono contare sulla loro famiglia e quindi hanno una risorsa in meno". In altre parole, avverte Zini, "essendo l'omosessualita' una fattore che rompe le relazioni, le persone lgbt sono piu' a rischio marginalita'". Problemi nascono anche nei dormitori, dove viene riferita una forte "omofobia tra gli ospiti", che "spesso e' causa anche di risse". Nonostante questo "i dormitori non vengono evitati -spiega Zini- ma le persone lgbt si nascondono per paura di violenze e di non essere accettate". Questo articolo ha ricevuto 7951 visite.
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