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| Bunga bunga brand: decine i prodotti con il marchio del premier |
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| A quindici Euro c'è «Il gioco del bunga-bunga», una specie di Monopoli «dove vinci solo se Ruby». Decine le variazioni sul tema per le T-shirt, «Let's Bunga-bunga», «Italy's Bunga time», e così via |
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| Sabato 26 Marzo 2011 |
| di Repubblica.it |
| in Focus |
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Roma - E' un brand consolidato. Il "bunga-bunga", lasciando le carte giudiziarie per il mare di Internet, è diventato un marchio, una moda, la sicurezza di vendere qualsiasi patacca purché accompagnata da quel timbro magico. Basta fare un giro su ebay, il più grande sito online di annunci e aste, per essere travolti da migliaia di offerte a tema.
A quindici euro c'è «Il gioco del bunga-bunga», una specie di Monopoli «dove vinci solo se Ruby». Gli autori dicono di essersi ispirati «alle feste ad Arcore del premier Silvio Berlusconi» e aggiungono all'annuncio un testimonial d'eccezione: «Sembra che l'abbia comprato anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi». Ecco invece la compilation «Dance Club for a Bunga Bunga Party», un Cd a 13,90 euro edito dalla Emi. Non sarà Apicella ma la cubista che balla in copertina rimanda alle notti calde di Arcore. Una «Simpatica idea regalo per arredare con ironia» è invece l'orologio da parete «Bunga Bunga Time», alla modica cifra di 15 euro. Andando più sul concreto ci sono poi gli accessori per le seratine hot, come i costumi «sexy cameriera» o «sexy soldatessa», «poliziotta», ecc, tutti preceduti negli annunci dall'immancabile prefisso «Bunga» per rimandare alle pratiche delle Olgettine.
Decine le variazioni sul tema per le T-shirt con la faccia del presidente del Consiglio: «Let's Bunga-bunga», «Italy's Bunga time», e così via. La tentazione di sfruttare il brand è irresistibile. Così chi ha in cantina una vecchia crosta ad olio, difficile da vendere, rende più accattivante l'inserzione con il richiamo ad Arcore. A 355 euro si offre un quadro con questo titolo: «Scena di baccanale (ovvero antico Bunga bunga) con satiri ubriachi e ninfe». Ma forse l'inserzione più bella è quella del tizio che ha organizzato un'asta "Bunga" per un vecchio numero di Blitz, settimanale soft-porno in voga negli anni Ottanta. Nel numero di dicembre 1988 in copertina c'è una giovanissima Eva Grimaldi desnuda accanto a una foto di Silvio Berlusconi cinquantenne.
«Il successo lo devo a lui! Quella sera che Silvio m'invitò a casa sua». Insomma, la storia è questa e la Grimaldi, allora 19enne, la racconta nell'intervista a pagina 6: «Una sera il boss delle emittenti private, dopo avermi visto su Italia Uno, mi telefonò e mi invitò a casa sua. E nel corso della serata mi convinse a cambiare il nome d'arte da Mivi Peron ad Eva Grimaldi: da allora iniziai ad avere successo». Nel 1988 la Grimaldi si accontentò di fare la guardarobiera sexy a Drive In, oggi forse sarebbe seduta sullo scranno di Benedetto Croce. Questo articolo ha ricevuto 702 visite.
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