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| Berlusconi, la battuta sui gay e l'ipocrisia |
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| Pubblichiamo un'analisi imbarazzante e discutibile pubblicata da La Provincia di Lecco, Sondrio, Como e Varese: "Nella frase del presidente del Consiglio c'è il pensiero del 90% degli italiani" |
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| Sabato 20 Novembre 2010 |
| di La Provincia |
| in Focus |
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E' un terreno minato, che inviterebbe a girare al largo. Perché ci sono poche cose, in Italia, sulle quali non è vietato scherzare. Una è il calcio, come ricordava in tempi lontani Winston Churchill. L'altra è il mondo gay che gode di un'esposizione (e di una accondiscendenza mediatica) inversamente proporzionale al proprio peso specifico.
Chi scrive ne sa qualcosa: qualche anno fa, criticando una fiction della televisione di Stato che forniva una versione eden-istica dell'universo omosessuale, si sentì rovesciare addosso - da una pletora di siti dedicati - una valanga di insulti, il più benevolo dei quali era quello di essere omofobo.
Si capisce fin troppo bene, di conseguenza, per quale motivo l'infelice battuta del premier Silvio Berlusconi - «Meglio andare con le donne che essere gay» - abbia scatenato nei giorni scorsi un'indignazione assoluta. Neppure paragonabile a quella che, in un Paese normalmente liberale, dovrebbe essere la pietra dello scandalo ovvero la telefonata - quella sì, ingiustificabile - ad una questura della Repubblica per informarsi (sì, anche solo per informarsi) sulla situazione giudiziaria di una immigrata minorenne scappata da casa.
E invece no. Persino Pierluigi Bersani si è risvegliato dal letargo autunnale per dire "adesso basta". Ma non basta all'uso privatistico della propria carica istituzionale? No, basta alle battute sugli omosessuali.
Certo, forse è impopolare dirlo. Ma nella frase del presidente del Consiglio c'è il pensiero (più o meno recondito)del 90 per cento degli italiani.
Pensateci. E alzi la mano chi ha mai incontrato una madre - ed un padre - che, di fronte alla più sbrigativa delle alternative, scelga di sua spontanea volontà la risposta b: meglio omosessuale che andare con le donne.
E non si tratta di un giudizio morale, sia chiaro. L'omosessualità, dai tempi dei greci e degli spartani, non merita alcun disprezzo perché rientra in quella sfera di privato sul quale nessuno ha il diritto di sindacare. Ma proprio per questo non può e non deve destare pubblico ludibrio, una battuta. Anche se oggettivamente poco felice e non destinata ad aggiungere nulla al dibattito.
Battuta che, non dimentichiamolo, è del tutto paragonabile alle mille che sono spuntate in questi giorni attorno ai festini del premier e che riempiono i siti internet. O, ancora, del tutto paragonabile alle battute sui carabinieri che i siti di barzellette raccolgono addirittura in un apposito capitolo.
Che poi un presidente del Consiglio non possa concedersi il lusso di noi mortali è un altro discorso ma la battuta, in quanto tale, non può essere equivocata o brandita come un'arma politica.
Ben altri, ahinoi, sarebbero le questioni e, ad essere maligni, viene pure il sospetto che Berlusconi non sia affatto scivolato su una buccia di banana. Ma, anzi, sia andato a parare proprio lì, per mettersi al riparo da eventuali giudizi morali sulle sue scorribande. Certo di incontrare il consenso dei suoi elettori. E, in questo caso, anche di chi non l'ha votato. (a firma di Ernesto Galigani) Questo articolo ha ricevuto 329 visite.
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