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| Floris: L'allarme educativo va arginato |
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| L'intervento del conduttore di Radio Deegay, vittima nei mesi scorsi di una aggressione a Roma |
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| Mercoledì 10 Settembre 2008 |
| di Christian Floris |
| in Focus |
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Mi rammarica dover constatare che l’omofobia e le manifestazioni violente che spesso ne derivano siano una prerogativa sempre più presente nei giovanissimi. Questo mi porta a pensare che scuola e famiglia non forniscono il giusto supporto alla creazione di un pensiero sociale che educhi alla tolleranza. Lo affermo con così grande sicurezza perché, dopo l’aggressione che ho subito nel maggio scorso, passando per strada mi è capitato d’esser stato riconosciuto e insultato pesantemente, ed ogni volta nel voltarmi mi trovavo davanti quelli che io chiamo “i ragazzini fotocopia”. Hanno in media 15 anni, il pantalone a vita bassa, il capello corto e un seguito di ragazzi e ragazze che fra loro si assomigliano tutti.
Colui, che per primo lancia l’insulto, in genere, è il leader che deve farsi vedere forte e guai a rispondergli o ribellarsi, potrebbe accadere di tutto, se ti va bene te la cavi con uno sputo, se ti va male potresti essere attaccato da tutti i “fotocopiati”.
Questi, sono i ragazzi che ancora frequentano la scuola, sono quelli che rendono la vita difficile al compagno che solo perché un po’ più timido, o con dei modi un po’ più dolci ed educati viene bollato come “gay”, povero quel ragazzo se poi gay lo è davvero. Dico povero, perché da li inizia quel percorso fatto di solitudine e sconforto, dove vedi che nessuno nel mondo dei grandi ti difende. Gli insegnanti spesso si accorgono, ma fanno finta di nulla e parlarne in famiglia, si sa, non è mai semplice. Tutto questo accade in una grande città come Roma, figuriamoci cosa accade quotidianamente nei piccoli centri, in quel silenzio che non si può abbattere perché privo di un
sostegno istituzionale che in uno stato civile dovrebbe essere presente.
Qui ha origine l’emergenza, un allarme educativo che va arginato. Io non sono un politico, ne ho esperienza di militanza in alcuna associazione, sono solo un giovane che ha capito che bisogna intervenire immediatamente. I ministri Carfagna, Gelmini, Maroni e Alfano non possono rimanere ancora indifferenti. L’unica voce che si fa carico della questione GLBT in parlamento, quella dell’on. Anna Paola Concia, va sostenuta e sono sicuro che permettere agli esponenti delle associazioni, di incontrare i giovani a scuola e mettere in piedi una campagna d’informazione possa trasformarsi in un momento didattico di grande arricchimento culturale.
Ai ragazzi “fotocopia” e a tutti coloro che si arrogano il diritto di insultare o picchiare un gay, una lesbica o un transgender vorrei far notare con quanta vigliaccheria commettete questi gesti, in dieci contro due (come accaduto a Cristian e Federico l’altra sera al Colosseo) non fate certo una figura da maschi.
Christian Floris
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