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| Cirrito: "poco mi appassiona la partecipazione di Vladimir Luxuria all'Isola" |
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| Sbagliato tirare in ballo il movimento omosessuale o transgender per quel che è una pura rappresentazione catodica e un programma che ha il solo scopo del successo e dell'attrazione degli sponsor |
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| Martedì 29 Luglio 2008 |
| di Il Riformista |
| in Focus |
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Caro direttore,
sinceramente poco mi appassiona la partecipazione di Vladimir Luxuria all'Isola e neppure capisco, se non per un fatto di solidarietà, le dichiarazioni dell'amico Aurelio Mancuso nel decretare che Arcigay sarà a fianco di Luxuria in "un reality brillante e impegnativo". Immagino e spero che Arcigay abbia ben e più altro da fare per la comunità glbt, fermo restando l'affetto loro e mio per Vladimir. Per questo e altro fa male quel che ha scritto sul Riformista di ieri Luca Mastrantonio. Fa male a chi da anni si batte per una nuova civiltà italiana di accoglienza sui diritti omosessuali; fa male alla comprensione dei tanti che non comprendono, se non per meri scopi commerciali, la partecipazione di Luxuria al reality della Ventura. Fa male Luxuria a spiegarci dei perché e dei per come ha deciso di andare in Honduras a favore di qualcuno o qualcosa che non trarrà favori dalla sua e altrui partecipazione. La televisione , da tempo, ci ha abituati ai peggiori e ai migliori sentimenti, alle migliori e peggiori rappresentazioni di quello che noi siamo o vorremmo apparire, in un coacervo di confusioni e mistificazioni. Sbagliato tirare in ballo la politica. Sbagliato tirare in ballo il movimento omosessuale o transgender per quel che è una pura rappresentazione catodica e un programma che ha il solo scopo del successo e dell'attrazione degli sponsor. L'esperienza parlamentare a marchio glbt è stato un disastro, è inutile girarci intorno, sempre escludendo la magnifica opera parlamentare di Franco Grillini. E gli altri? Le altre? Oggi, Paola Concia, sola, ha il gravoso compito di rappresentarci e dio e lei sanno quanta difficoltà esiste in questa rappresentanza e con questo Parlamento. E' incredibile il silenzio calato sui diritti omosessuali, sulle battaglie che oramai viaggiano in ordine sparso e a targhe alterne tra le tante generose volontà dei tanti movimenti glbt. Tutto è diventato difficile e pesante, senza più l'ipotesi di poter cambiare in meglio la cultura e la democrazia di questo Paese.
E se il cambiamento culturale, come afferma Mancuso, passa anche da un reality come "L'Isola", ben venga, ma dubito che si tratti di cultura, al massimo si dà un taglio al tabagismo o si risolvono problemi di adipe.
Forse, nostro malgrado, Mastrantonio ha ragione: siamo tutti dei piccoli berluscones senza la faccia tosta di sdoganarci come tali. Sempre più spesso il successo o la visibilità mal si coniuga con gli interessi generali delle persone. E il rischio da un po' di tempo incombe anche sugli omosessuali.
Luxuria ha deciso di proseguire la strada che più le appartiene, quella della visibilità radiotelevisiva; ha tutto il diritto a farlo, ci mancherebbe. Ha diritto, come altri, al lauto guadagno che conquista sul campo, ci mancherebbe. Sono in tanti, in questo Belpaese a guadagnare l'equivalente di 300 anni di lavoro di un operaio. Troppi! E sinceramente, quanti nei panni di Luxuria farebbero diversamente?
Certo, mi sembra eccessivo far passare la politica e i movimenti omosessuali, il Parlamento e tutto il resto per la cruna dell'ago dei naufraghi. Stiamo parlando di show, di ingaggi, di future proposizioni televisive di future star. Si dica, e dica semplicemente che Luxuria come altri parteciperanno al reality Rai, così come è successo a Cecchi Paone o a Malgioglio e si lasci fuori la politica e ancor più i movimenti omosessuali che di questa operazione non ne trarranno alcun vantaggio o vittoria. . Piacerebbe, e tanto che la partecipazione di Luxuria "può aiutarci concretamente a vincere le nostre battaglie di promozione della dignità e dei diritti delle persone glbt", come scrive Mancuso. Mi si conceda il diritto di dubitarne, almeno di un miracolo. E a credere ai miracoli, non si fa peccato!
Mario Cirrito
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