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| Sondaggi. La sinistra rimane in testa nelle preferenze del voto gay |
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| A proposito del sondaggio di gay.it e degli articoli dei giornali del centrodestra |
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| Domenica 04 Marzo 2001 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Il sondaggio di gay.it sulle preferenze elettorali degli omosessuali che navigano nel sito è stato riportato dalla stampa italiana del centrodestra come una bizzarra vittoria del centrodestra stesso. In realtà il dato del sondaggio ci dice che Berlusconi e Rutelli sono alla pari come preferenze (rispettivamente 23,5 e 23,2%), che subito dopo viene la Bonino (14,5) e Bertinotti (12,1), mentre Fini con il 7,49 supera Veltroni con il 6,81. Al di la dei numeri bruti occorre però fare il calcolo delle preferenze di schieramento, si scopre così che la sinistra è nettamente in testa (oltre il 60%) e se alla sinistra si aggiunge la Bonino si arriva ad un risultato plebisciatrio per le forze laiche. Che scientificità ha il sondaggio? Assai poca come ognuno può immaginare. Ma i dati di gay.it segnalano una tendenza e tra le righe vi si legge anche una critica precisa ai leader. Rutelli non convince, Veltroni ha un basso numero di consensi nonostante la sua presenza al gay pride. Qui probabilmente emerge una critica allo scarto tra le parole e i fatti concreti che sono piuttosto modesti in termini di realizzazioni. Un dato positivo è la bassissima preferenza per Bossi (2,86) che segnala la consapevolezza dell'omofobia del leader leghista. Preoccupante invece il numero di preferenze per Fini sulla cui omofobia non mi pare ci siano dubbi. Chi naviga in un sito come gay.it in genere possiede un livello culturale medio per cui la scelta non può che essere consapevole. La domanda quindi è: come mai molti omosessuali pur sapendo che i partiti di destra sono fortemente omofobici li scelgono lo stesso? In parte si può dire che gli omosessuali votano come tutti gli altri cittadini, quindi anche per la destra. In parte si può dire che alcuni gay si stentono più rappresentati dalla destra in quanto si sentono più gfarantiti economicamente ("la mia libertà dipende dal mio benessere economico che la destra mi garantisce di più della sinistra"). Personalemnte credo che la ragione vera stia nel fatto che il centrosinistra non ha realizzato nulla della piattaforma e delle riforme richieste e proposte dal movimento gay e lesbico e che, pertanto, agli occhi della comunità omosessuale rimane politicamente assai privo di credibilità quando afferma che a sinistra si difendono meglio diritti e libertà. Vedremo nei prossimi giorni quanti candidati garantiti i partiti di sinistra metteranno nelle loro liste. Purtroppo, tranne rare eccezioni, gli omosessuali italiani rischiano ancora una volta di rimanere senza rappresentanza politica.
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