HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Il Pd e l’omosessualità, è necessaria una svolta
Il Pd e l’omosessualità, è necessaria una svolta
di Anna Paola Concia
Giovedì 20 Dicembre 2007
di l'Unità
in Focus

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Caro Walter,

lunedì pomeriggio ero anch’io nell’aula Giulio Cesare del Comune di Roma, ad assistere all’ennesima (annunciata?) sconfitta della politica. Quando la politica non sa guardare la realtà, quando non sa ascoltare, quando non sa sentire, è un cadavere in decomposizione. Ho provato una tristezza infinita ieri in quell’aula. Ci guardavamo noi lesbiche, gay, transessuali, lì seduti davanti a quel teatrino, increduli, feriti, schifati. Qualcuno ogni tanto gridava «vergogna», dolorosamente. Si stava consumando l’ennesima rissa sulla nostra pelle, sulle nostre vite. Vite normali, così normali da fare paura. In tutta questa brutta faccenda chi ci rimette siamo solo noi, i nostri diritti sacrosanti di vivere in un Paese che ci riconosca come cittadini. Come sono stanca di dire questo, mi stanco, ormai, solo a pensarlo. Mi stanco quando sento che a chi era seduto lì in quell’aula, di me, della mia vita non interessa niente. Tutti solo preoccupati di piantare bandierine, è vero. Dice bene invece secondo me Miriam Mafai quando dice «quanto eravamo più laici quarant’anni fa, quando il Parlamento italiano in questi stessi giorni ha approvato nel lontanissimo 1970 la legge sul divorzio».

Era diverso questo Paese. Era migliore, era vivo, seppure in mezzo a mille contraddizioni. Oggi mi sembra un Paese morto. La vitalità di un Paese si misura su come riesce a crescere, ad andare oltre i suoi limiti, ad immaginarsi migliore per tutti. A riconoscere, a far sì che tutti (o quasi) sentano di farne parte. E questo ruolo ce l’hanno le istituzioni, ce l’ha la politica, e tu lo sai bene. Essere omosessuale in questo Paese, oggi, non è facile. È un fardello interiore che crea fatica umana e sociale. È vero, tanti passi sono stati fatti anche a Roma, ma il grande salto simbolico e sociale è la conquista della «normalità». È una funzione educativa che la politica e le istituzioni devono assolvere per prendere per mano i cittadini e portarli verso il futuro. Oggi la società è più avanti della politica, ha accettato più profondamente «la normalità della diversità». Ma questo non basta a farci avere diritti di cittadinanza. Questo si ottiene attraverso una serie di gesti concreti e simbolici. E, purtroppo, la politica invece di rimboccarsi le maniche e assolvere alle sue funzioni, come avrebbe dovuto fare in Campidoglio e dovrebbe fare il Parlamento, gioca sulla nostre vite una partita sporca. Usa noi omosessuali per altri scopi. Ci usano gli integralisti cattolici alla Paola Binetti, portavoce di quello Stato Vaticano, che ai tempi gloriosi del divorzio e dell’aborto era meno fragile e, quindi, meno aggressivo. Tutto era più chiaro tra Stato e Chiesa, ruoli e funzioni, perché anche la politica era più forte. Ma oggi ad usarci è anche una parte della sinistra che legittimamente fa battaglie di frontiera, arroccandosi, però, per riflesso condizionato. Lo scontro duro che è in atto oggi sui nostri diritti, che prego tutti, anche te, di non definire «temi eticamente sensibili», tragicamente ci fa arretrare, non ci fa fare un passo in avanti nella lotta alle discriminazioni. E oggi il terreno più aspro di quello scontro, è dentro il Partito Democratico. Questo scontro rischia di stritolare il Pd, perché sono in tanti, troppi che vorrebbero che questo progetto fallisse grazie a questo scontro ideologico. Dobbiamo esserne consapevoli. È quindi solo il Pd che può dare un segnale di inversione di rotta.

Come mi dice sempre mio padre: nei momenti difficili chi ha più cervello ce lo metta. Per questo chiedo a te e a tutti noi dirigenti di questo partito che sta nascendo, di affrontare in modo completamente nuovo questa partita. Facciamo un gesto inaudito, insolito, diverso da quello che tutti si aspettano. Smarchiamoci e usciamo ora da questa palude. Rilanciamo immediatamente il dialogo su questi temi. Apriamo noi un grande cantiere, un grande «Forum sui diritti» che costringa seduti al tavolo tutti quelli e quelle che vogliono costruire questo partito e hanno a cuore il futuro del paese. Laici, cattolici, omosessuali, eterosessuali, agnostici, buddisti, ebrei, ecc... Tutti coloro, però, che vogliono veramente affrontare il problema dei diritti civili. Ma soprattutto che lo vogliono risolvere ora e non rimandare all’infinito. E lì che si misurerà la buona fede dei cattolici integralisti, è lì che sapremo se stanno usando gli omosessuali come strumento per qualcos’altro. Attenzione, se ci si siede al tavolo è per costruire e non per distruggere, se vorranno semplicemente fare muro, sarà bene andarlo a fare altrove, perché il PD avrà così dimostrato, di essere il partito, come dici tu «del libero ascolto, del civile dialogo e del laico confronto». La politica e l’Italia ci guadagneranno, e chissà che non possiamo ricominciare lentamente a rimettere ciascuno al suo posto: lo Stato e la Chiesa. Come è giusto che sia.

coordinamento politico nazionale Pd





Questo articolo ha ricevuto 139 visite.



Articoli correlati...

Il Parlamento ci riprova sulle coppie di fatto. Il Colle: è sua competenza Vita di coppia
Venerdì 20 Aprile 2012
Il Parlamento ci riprova sulle coppie di fatto. Il Colle: è sua competenza
Il Quirinale rispondendo alle sollecitazioni di alcuni parlamentari: la Cassazione non ha interferito. Alfano (Pdl): famiglia? Uomo e donna che fanno figli
di TMNews
Omofobia, Alfonso Papa (Pdl): 'Sì alle unioni omosessuali, guardiamo a Cameron' Opinioni
Domenica 01 Aprile 2012
Omofobia, Alfonso Papa (Pdl): 'Sì alle unioni omosessuali, guardiamo a Cameron'
"Abbiamo un dibattito in Italia molto sfalsato, il dibattito non deve riguardare il matrimonio o valori religiosi, ma deve riguardare la regolamentazione di rapporti economici"
di La redazione di Gaynews
Assistenza sanitaria alla compagna gay. Ora Montecitorio valuta il caso Concia Vita di coppia
Sabato 31 Marzo 2012
Assistenza sanitaria alla compagna gay. Ora Montecitorio valuta il caso Concia
Il Presidente della Camera Gianfranco Fini non esclude l'estensione della copertura sanitaria alla convivente sposata in Germania. Ma c'è chi si ribella
di Corriere della Sera
Arcivescovo Fisichella, nozze gay? C'è Costitizione. Si troveranno altre forme Opinioni
Martedì 13 Marzo 2012
Arcivescovo Fisichella, nozze gay? C'è Costitizione. Si troveranno altre forme
Secondo l'arcivescovo Rino Fisichella, nel nostro Paese di troveranno ''altre forme'' che non contraddiranno ''l'articolo della Costituzione che parla della famiglia"
di Ansa



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
In diretta su Rai5, sono in gara i ticinese Ivan e Gabriele Broggini con “Unbreakable”, ed i vicini di casa di San Marino (video)
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
Nella SF non trasmessa dalla Rai è in gara la boy band bielorussa Litesound con l’italianissimo varesino Jacopo Massa (video)
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
In diretta su Rai2, Italia, Spagna, Uk, Francia, Germania, Azerbaijan ed altre 20 nazioni gareggeranno nella finalissima di Baku 2012 (video)