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| Il triste vuoto delle sinistre sui diritti civili |
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| Stavolta non basterà candidare gay e lesbich |
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| Venerdì 02 Novembre 2007 |
| di Il Riformista |
| in Focus |
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Affrontiamo la questione di petto una volta per tutte: nell'attuale fase di scomposizione e composizione delle aree politiche del centrosinistra, non ve n'è alcuna che possa soddisfare pienamente una cittadina o un cittadino lgbt (lesbiche, gay, bisessuale, trans); chi più chi meno sono contenitori ancora vuoti, dove le idee per rispondere alla concretezza della vita non emergono. Mi spiace dover dare ragione a Montezemolo, (anche perché la Confindustria ha le sue pesanti responsabilità), ma quando afferma che da 12 anni non siamo governati coglie nel segno. Verrebbe da aggiungere, che sono 12 anni che il sistema dei partiti ha trascinato le istituzioni in una tale crisi, che è per ora difficile intravedere la fine del tunnel. Una crisi però che parte da lontano e, dove è bene ricordare agli immemori come Montezemolo, quanto abbiano contribuito molti che oggi si ergono a giudici.
Per tornare a ciò che si muove nella politica italiana. Il Pd è una nebulosa composta da storie antiche difficili da superare, che da ora in poi si confronteranno davvero sulle questioni di fondo, ma le prime avvisaglie non sembrano spingere per un reale rinnovamento. Siamo ancora alla mediazione tra politicismi e tatticismi elettorali, tra convinzioni molto distanti. A sinistra la Cosa Rossa, o la Sinistra, risente di un vecchio e atavico vizio: unitarietà nei passaggi critici, ma assoluta divisione e specificazione delle (incomprensibili) alterità appena l'emergenza passa. All'interno di questa area risulta misterioso il ruolo di Sinistra democratica, operazione che all'inizio aveva attratto molte speranze e che oggi è afona e incapace di una iniziativa autonoma e chiara (il riferimento al Partito del socialismo europeo dov'è finito?). Nell'area dei Radicali, sembra emergere una nuova tattica per il medio periodo (Pannella ormai ci ha abituato a tutto e il contrario di tutto), che prevederebbe un appannamento dei temi civili e delle battaglie di laicità, per occuparsi di più di liberalismo spinto; è probabile che si tratti dell'ulteriore posizionamento in vista di saltare sul carro del possibile futuro vincitore. La Costituente socialista, dal punto di vista dei contenuti (con qualche necessario chiarimento sulle politiche sociali) è la più coerente e anche più aperta ad ascoltare il mutamento sociale; dal punto di vista della difesa dello Stato laico, dei diritti civili, è sicuramente l'area più convincente. Peccato che l'operazione non esca da un recinto ristretto, ancora indecisa tra quale sia il vero terreno su cui investire: una totale e definitiva ricomposizione della diaspora socialista con nobili innesti d'altra provenienza, o la ricostruzione lenta, ma tanto necessaria, di una vera sinistra riformista italiana, che si lasci alle spalle definitivamente le rotture del '900.
Tracciato il quadro torniamo all'affermazione iniziale. Così come siamo messi, e in previsione di probabili elezioni anticipate, l'opinione diffusa dentro il popolo lgbt è che questa volta ai partiti del centrosinistra non basterà candidare e poi eleggere, qualche personalità del mondo lgbt, per arginare una tracimante sfiducia rispetto alla loro coerenza. Ma la vera drammaticità sta nella sensazione che questi (nuovi) partiti e cartelli elettorali, proseguono sulla strada dell'ambiguità per tentare di tenere più spinte possibili insieme. Tutto ciò ha prodotto la paralisi nell'azione di governo, l'allontanamento di fette importanti di militanze ed elettorati, ha reso questo paese più invivibile, in preda agli estremismi barbari che si alimentano dell'odio, della negazione delle cittadinanze. Non sono le campagne dell'antipolitica, dei comici trasformatesi in oppositori, degli abili giornalisti, dei grandi giornali, a rendere insopportabile il ceto politico del centrosinistra, ma è il suo non essere in grado di dare di sé l'immagine di una vera classe dirigente, coerente, conseguente, attenta e umile.
Finché dentro i partiti del centro sinistra non sarà patrimonio comune la necessità che il binomio diritti sociali-diritti civili è la chiave per aprire un stagione nuova di riforma del paese, questa area politica perderà sempre più pezzi, non riuscirà mai ad essere una vera alternativa alle destre politica e sociale. I dirigenti e i militanti del movimento lgbt non intendono cambiare i partiti, oggi sono i partiti che devono dimostrare da soli di aver capito di non essere in sintonia con la società più avanzata, con l'area larga delle libertà e delle auto determinazioni. Se nel Pd, ma anche nella Cosa Rossa, non si è in grado di comprendere che il vero mutamento e sviluppo in Italia, passano attraverso l'invasione nella politica italiana delle donne, non cooptate dai maschi maggiorenti, del popolo delle libertà, non umiliato nel recinto dell'irrilevanza delle microscopiche quote, sarà sempre tutto uguale, ovvero un sistema dei partiti vetusto, geloso, ossificato, machista, eterosessista. Ci sono ancora gay, lesbiche e trans che si stanno impegnando dentro i partiti, ne conosco molti e nutro grande stima per il loro difficile compito, che nel passato ho condiviso, ma dobbiamo dircelo senza remore, dopo le primarie del Pd e la manifestazione del 20 ottobre (dove qualche timido segnale di attenzione vi è stato), siamo ormai in un campo nuovo. Proprio perché i partiti mutano (sperando che non si debba registrare che nulla in verità è cambiato) le persone lgbt devono abbandonare la politica della buona creanza o di voce critica interna. Sapendo che il movimento lgbt ha fatto una scelta unitaria di distanza e distinzione dai partiti, chi è rimasto dentro può cogliere questo evidente conflitto acquisendo più forza per imporre davvero il mutamento genetico delle sinistre italiane, così arretrate e fumose sul terreno dei diritti. In caso contrario il rischio è di assumere il ruolo di preziosi cammei alimentando pericolosamente tra i milioni di cittadine e di cittadini lgbt un sentimento di tradimento. Questo articolo ha ricevuto 164 visite.
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