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Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Boselli e la difficile resurrezione socialista
Boselli e la difficile resurrezione socialista
Sbagliata la scelta laicista con "i Dico, i matrimoni gay, il gay pride e le altre mode del genere"
Martedì 09 Ottobre 2007
di Avanti!
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UN PS NELLA STRETTOIA TRA PD E COSA ROSSA FARà POCA STRADA: LO SPAZIO DEI RIFORMISTI è ALLA SINISTRA DEL CENTRO

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In mezzo all’eterno, inconcludente bailamme della politica italiana, fa piacere (almeno a noi vecchi nostalgici) assistere al tentativo di rinascita del “vecchio e glorioso” (dicevamo noi) Partito socialista. Diranno i prossimi mesi se il piacere affettivo ed estetico riuscirà a diventare anche un piacere politico. Per il momento si deve dare atto a Enrico Boselli di un notevole coraggio per aver resuscitato, in una fase di cosiddetta antipolitica e di prorompente odio per i partiti (sia per quelli storici che per gli attuali), una vecchia ditta politica: speriamo che il Signore gliene renda merito.

Bisogna anche riconoscere che i vecchi-nuovi protagonisti dell’avventura hanno provato a dare una rispolveratina alle vecchie idee e alle antiche parole d’ordine, per presentare il Ps con un volto minimamente accettabile. Boselli - come è noto - tende a caratterizzare il partito sul fronte della laicità: argomento nobile e qualificante, ma che crediamo sia l’ultima delle preoccupazioni dell’elettorato italiano, attuale e del prossimo futuro. I temi che occupano la mente preoccupata degli italiani sono, come ogni giorno appare dai sondaggi, la sicurezza, l’immigrazione, il fisco, il caro-vita e la ripresa economica. Nelle ultime elezioni, lo spiccato accento laicista della Rosa nel pugno (che pure era politicamente un’invenzione valida) rese, con socialisti e radicali uniti, il 2,56 per cento: e oggi vale senza dubbio ancora meno. Non c’e’ un italiano su cento che ponga il laicismo fra le sue prime cinque preoccupazioni. Meno ancora se come laicismo si intendono i Dico, i matrimoni gay, il gay pride e le altre mode del genere. Ma più e prima dei temi programmatici, viene per il Ps come per tutti i piccoli partiti delle due coalizioni, il tema della collocazione politica. Sulla quale collocazione è determinante il sistema elettorale e sul quale saranno decisivi gli interessi dei due o tre grandi partiti della “Casta”. I quali, a loro volta, non riescono a concludere nulla. Sembrava che almeno alcuni si orientassero sulla soluzione “tedesca”, cioè una specie di proporzionale con sbarramento al cinque per cento. Poi Veltroni (nuovo-vecchio grande leader del nuovo-vecchio partito comunista) ha cambiato idea nel fine settimana, e i partiti sono ripiombati nel buio. Incapace di qualsiasi decisione, questa classe politica si avvia a lasciar tutto alla sorte di un referendum sulla legge elettorale, un referendum brutale e un tantino pazzesco, che dà il premio di maggioranza addirittura al partito con la maggioranza relativa dei voti, basterebbe il 36 per cento. Altro che la legge truffa di quel sant’uomo di De Gasperi del 1953. Per un piccolo partito, la collocazione in un sistema maggioritario diventa pregiudiziale. E purtroppo la vecchia malattia, l’arteriosclerosi della cosiddetta “ sinistra”, appare presente anche nel “nuovo” Ps. Dopo la spaventosa esperienza del governo Prodi, dovrebbe essere chiaro a tutti che la sinistra, così come è attualmente in Italia (ma ormai anche nel resto d’Europa) non è in grado di governare. Ci ha fatto correre un brivido lungo la schiena ascoltare Boselli, nel discorso conclusivo della Conferenza programmatica che si è svolta nel fine settimana, proporre un “nuovo governo Prodi”. Ci ha dato la brutta sensazione di quanto sia distante la “Casta” politica dal sentimento e dall’opinione degli italiani. Ma è proprio necessario leggere l’ultimo sondaggio per accorgersi che Prodi ha il sostegno del venti per cento (noi crediamo di meno dopo gli ultimi discorsi di Padoa Schioppa) del popolo italiano? È mai possibile che proprio i socialisti e i radicali siano gli ultimi “giapponesi” del governo Prodi? Se il Ps di Boselli pensa davvero di nascere nella strettoia tra il Pd e la sinistra di Giordano-Diliberto-Pecoraro-Mussi, la sua fine molto rapida sarà quella di una sottiletta in un sandwich. Il Ps, come già nel passato, non ha altro spazio che alla sinistra del centro.

Venerio Cattani

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