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Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
E' il caldo la colpa di tutti i mali: incendi, rom, checche e lesbiche
E' il caldo la colpa di tutti i mali: incendi, rom, checche e lesbiche
di Rossana Praitano presidente del Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli"
Domenica 09 Settembre 2007
di Liberazione
in Focus

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E come non allarmarsi sui cicli riproduttivi naturali, così fortemente determinati dalle stagioni impazzite? Ormai si vendemmia ad agosto, ci si abbronza ad aprile, gli orsi copulano quando dovrebbero dormire, le donne non sanno più quando sono feconde. Questi sbalzi della natura potrebbero persino portare ad un aumento del numero degli aborti; può dunque essere necessario fare un tagliando alla Legge 194. Del resto una revisione è necessaria, perché i tempi sono cambiati e le donne non sono più quelle di una volta; c'è poi sempre in agguato il rischio dell'eugenetica, rafforzato dai mutamenti climatici e dalla caduta dei valori.

Il caldo influisce poi sugli ormoni dei gay, che si affollano vicino alle piazzole, come quella di Treviso, dando pubblico scandalo e prova d'incontinenza sessuale. E' necessario ristabilire l'ordine, fare pulizia, magari etnica, per la sicurezza dei cittadini, come ha sostenuto il vice sindaco Gentilini. Ma anche gli omosessuali che non fornicano all'aria aperta, hanno pretese che evidenziano il degrado dei tempi, così simile alla rivoluzione delle stagioni. Costoro vogliono stravolgere l'ordine naturale delle cose e della società, chiedendo pari dignità e uguali diritti. Molti politici rifiutano nettamente questa possibilità a difesa di sacri principi, altri temporeggiano e per ammansire checche e lesbiche, umanità eversiva che chiede diritti, offrono loro uno scenario mutante di acromini senza senso, tipo Pacs-Dico-Cus, che non si vuole comunque concretizzare.

Le trombe d'aria sono a loro volta una iattura in aumento con l'avanzata del clima tropicale. Tra i vari pericolosi effetti ci sono i vortici di polvere dannosi per tutti i leghisti con fucile che sorvegliano le ricevitorie del Lotto. Una protesta così civile, moderna, liberatoria per tutto il popolo costretto dalla Finanza a giocare il terno secco, rischia di finire in tragedia. Del resto la polvere brulica, invade e confonde ovunque, come i pensieri sulle tasse, su cui ad esempio il principale candidato leader di un partito nascente dice cose contrarie al futuro presidente del medesimo partito, che per inciso è anche l'attuale Capo del Governo.

L'instabilità è infine una certezza cosmica e ineluttabile: tutto è precario, il tempo come i lavoratori. Le perturbazioni infine colpiscono i continenti a colpi di uragani, così come il Katrina di nuovo conio flagella la maggioranza parlamentare.

La sensazione complessiva è quella di vivere un momento straordinariamente condizionato dal fattore Celsius: il caldo condiziona e turba, rafforzando nell'intimo di molti il famoso ritornello sulle stagioni. Così anche la politica sembra stravolta dai gradi centigradi, rispetto ai bei tempi andati quando invece si basava su altri elementi come le idee e i valori condivisi e concreti, il buonsenso, la cultura, le scelte e le responsabilità, i programmi e i progetti, la rappresentanza e la partecipazione.

Sarà forse questa urgenza, che pare nostalgica ma invece è moderna e attualissima, a spingere tanti a reagire al caldo e a Celsius; sarà per questo che taluni vogliono rinvigorire un'idea di politica nuova, che torni a somigliare anche un po' a quella antica e immutabile, riassunta con "il fare politica". Sarà per questo che molti credono che se un governo ha un programma, andrebbe rispettato. Sarà infine per questo che si è pensato ad una manifestazione di piazza dove si riparli di contenuti, che in quel programma dimenticato si possono trovare senza sudare troppo. E' vero che il 20 ottobre cade in autunno, caldo per antonomasia pur se climaticamente dubbio, ma la manifestazione per quel giorno è proprio il fattore Celsius che vuole sfatare. Le stagioni sono quelle che sono, come la realtà. Un governo di centro-sinistra è sulla realtà che deve misurare la sua identità di centro-sinistra, rimanendo coerente a questa; altrimenti è come le stagioni: mutate e irriconoscibili.

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