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| Aiuto, salvateci dal "frocettismo" |
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| Il frocettismo - sia chiaro non è l'omosessualità; è solo una parodia, un modo di apparire |
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| Giovedì 09 Agosto 2007 |
| di Libero |
| in Focus |
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Pubblichiamo questo articolo per simpatica tenerezza nei confronti di chi lo scrive
di GIANLUIGI PARAGONE
Leggo il commento della Bernardini de Pace sui maschi senza virilità su un vagone della metro. Finito di leggere, alzo lo sguardo e vedo un gruppo di ragazzotti che fa comunella. Poco più che ventenni. Ragazze alla moda: magliettina attillata, ombelico scoperto, jeans bassi. Tanto bassi che si vede il solco gluteo. Una cintura rosa confetto (in tinta con la maglietta) evita che il culo si veda tutto. Ai piedi, ballerine bassissime. Lo sguardo mi va poi sul maschio con cui parla. Magliettina bianca attillata, jeans a vita bassa. Mezzo culo all'aria. Gesticola. Molto più di lei. Parla con una cantilena irritante. Una scena del genere credo di averla già vista una sera di luglio, nel discobar del villaggio vacanze. E poi l'ho vista anche in uno dei tanti pub della Movida milanese. Ah, ora che ci penso anche a Roma, a Trastevere, ho notato scene simili. Ragazze e ragazzi che sembrano usciti dalle pubblicità. Ventenni, venticinque. A trenta magari qualcuno cambia. Ma non è detto. La parola non è politicamente corretta, per questo la dico. Il frocettismo ha battuto il maschio. Il frocettismo - sia chiaro non è l'omosessualità; è solo una parodia, un modo di apparire. Il dandismo era una cosa seria, il frocettismo è ridicolo. Perché apparire simile alle ragazze per fare colpo è ridicolo. Il parlare è un po' fru fru. Il vestire è senza sesso, neanche unisex. Che razza di tendenza è quella dove anche i maschi devono mostrare un pezzo di mutanda? Potrebbe anche non fregarmene se non fosse che stiamo parlando della crisi del maschio. La statistica rivela che col frocettismo si rimorchia? Chiaro: non impegna, non fa sudare e poi garantisce la chiacchierata espiativa post coitum. Una scopata tra amici, dove è la donna che guida le danze. Nell'età del liceo la gara non era diventare amici delle ragazze (anzi quella di non rompere l'amicizia era la più banale delle scuse per rifilare un bel due di picche) ma rimorchiarle. Un po' perché era un passaggio doveroso. Un po' perché poi si doveva raccontarlo alla compagnia. Con la licenza di esagerare: a dire "Cala, cala" ci pensavano gli altri. Ora invece si punta a essere l'amico confidente. Quasi l'amica del cuore, perché tra donne non si va quasi mai d'accordo. Il frocettismo comincia così e svuota l'identità. È la moda di un gioco delle parti dove però c'è solo una parte. Quella femminile. Finché piace a loro va bene, quando poi le ragazzine (tremende) crescono e diventano donne, il ragazzetto che fa l'amica del cuore non va più bene. Così cercano un uomo che abbia il carattere di un uomo, la testa di un uomo, il linguaggio di un uomo, l'odore di un uomo, il vestito di un uomo. Un uomo normale, insomma. Non il macho; non è di questo che stiamo parlando, anche perché il maschio coi muscoli è spesso anch'egli un attore del frocettismo dilagante. Infatti il palestrato trionfa nelle campagne pubblicitarie. Sarà mica un modello? A quanto pare sì. O meglio, è uno dei modelli in circolazione. Un modello inutile però. Scrive la Bernardini de Pace: «Parecchi uomini di oggi sono sorpresi, spaventati, persino invidiosi nel constatare che cosa le donne sono capaci di fare appena escono da casa ed entrano nell'agone sociale». Credo che abbia ragione. L'insicurezza dell'adolescente diventerà l'insicurezza dell'uomo, del marito, del papà. È una insicurezza che sta già presentando il conto: l'alto numero di separazioni e di divorzi, la crisi del rapporto padri-figli sono una conseguenza di questa gara al ribasso. Il bullismo è la degenerazione di un rapporto genitore-figlio fallito, perché il papà non è più capace di esercitare il proprio ruolo. Invece dilaga la moda dei papà amici dei figli. Se non addirittura complici. Per non dire di quelli che rivaleggiano coi figli a essere più moderni. Patetici. Mio nonno, se fosse ancora vivo, l'avrebbe fatta molto semplice: il bullismo? Due sganassoni, a letto senza cena e ti faccio passare la voglia di fare il pirla a scuola. La sua ricetta avrebbe ancora un senso se non fosse che nel frattempo i papà hanno abdicato dall'essere padri e i figli si siano presi dito, braccio e tutto il resto. Uomini invidiosi delle donne, dice la Bernardini de Pace. Pensavo (erroneamente) che fossero le donne a portare la sfida sul terreno degli uomini. Ora sono gli uomini che portano la sfida sul terreno della femminilità. Di uomini che fanno le donne, la società non ha bisogno. Di papà che fanno le mamme, ancor meno. Quanto ai ragazzini che giocano a fare le ragazzine sarebbe ora di spiegare il gioco del dottore: fa meno danni e ha tirato su generazioni intere. Perché siamo arrivati alla crisi del maschio? Non saprei. Però so che fino a qualche anno fa c'era il militare: prima che fosse sospeso (errore) dal governo Berlusconi, era stata l'ondata di pseudo impegno sociale - il servizio civile - a svilirlo: tutti obiettori per stare sempre attaccati alla sottana di mammà. Lo stesso dicasi per gli esami a settembre, tolti per i debiti formativi che però non vengono mai onorati. C'è sempre tempo per studiare. Neanche la gavetta si fa più: a scuola come a casa, come sul lavoro. È tutto dovuto. Il posto fisso, la scrivania, un buono stipendio e soprattutto orari di lavoro compatibili con lo svago. Il venerdì e il sabato le discoteche sono piene di gente di ogni età. Si fa la fila fuori, in attesa che un energumeno faccia entrare. Sempre tirati a lucido come tanti manichini di Dolce&Gabbana. I jeans strappati li riservano per venire a lavorare. Ci sono parole come onore, coraggio, autorità, virilità che gli stessi uomini pronunciano a fatica, come se si vergognassero. O non gli appartenessero. Quando mancano le parole, pure le azioni si confondono. La competizione, il successo e il potere diventano non un sano parametro di crescita ma una tappa che spetta a tutti. Col cavolo! La perduta virilità è lo scalpo non delle battaglie femministe ma il baratto di un rimbambimento collettivo. In Norvegia le donne hanno messo le quote azzurre per salvare i loro uomini. In Italia evitiamo di farci dire dalle nostre donne come si abbottonano i pantaloni. L'ANGELICO E IL DURO A sinistra l'attore bellissimo Brad Pitt, faccia angelica, sguardo dolce, biondo e occhi azzurri e soprattutto lineamenti effemminati, l'uomo ideale delle donne inglesi, che lo preferiscono al macho stile Chris Owen, (foto a destra) faccia da duro perché inaffidabile, infedele e poco adatto a relazioni stabili. Non solo. Il tipo alla Owen sarebbe anche un pessimo papà OLYCOM, CONTRASTO
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