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Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Quel pasticciaccio brutto di Fassino
Quel pasticciaccio brutto di Fassino
di Franco Grillini
Martedì 22 Maggio 2007
di AprileOnline.info
in Focus

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La proposta del Segretario dei Democratici di Sinistra si presta a due letture: come il modo per "stanare" il centro-destra o come l'accondiscendenza verso il futuro Pd e le sue correnti cattoliche. Comunque rappresenta un esempio di poca lungimiranza politica e giuridica





Tutti sanno che al Senato il centrosinistra ha una maggioranza risicata. La finanziaria è stata approvata con un solo voto di maggioranza. Non a caso in questi giorni divampa il dibattito sulla "produttività" delle Camere che lavorerebbero poco e costerebbero troppo, alimentando quell'antipolitica a sua volta anticamera di rivolgimenti più o meno traumatici. In realtà al Senato il centrosinistra è sotto di 528 mila voti e si è vinto per il clamoroso errore della destra di presentarsi divisa al voto degli italiani all'estero. Proprio al Senato si concentrano i "teodem", un gruppetto di integralisti che Rutelli ha voluto "nominare" (con la legge porcata i parlamentari si nominano non si eleggono) probabilmente su indicazione diretta della Cei. In tal modo qualsiasi provvedimento inviso al Vaticano non ha la benché minima possibilità di essere approvato in questa legislatura.

Si colloca in questo quadro la proposta di Fassino, che qualcuno legge come furbata (il solito Pedrizzi di An che vede complotti antifamiglia dappertutto) per stanare il centrodestra e gli organizzatori del family day, mentre altri la vedono come ulteriore cedimento della laicità dei Ds in previsione dell'unificazione nel PD con la Margherita.

L'elenco dei diritti "pubblicistici" da garantire ai conviventi, compresi quelli dello stesso sesso, contenuti nella lettera di Fassino ad alcuni quotidiani sono esattamente quelli della proposta del Pacs e, in modo più attenuato, nei DICO. Si tratta di quei diritti pubblicistici che consentono l'opponibilità a terzi (ovvero che devono essere riconosciuti in modo universale) quali l'assistenza ospedaliera, l'accesso in ospedale del convivente, l'eredità dei beni, la reversibilità della pensione, l'accesso ai bandi di edilizia popolare, il permesso di soggiorno al partner extracomunitario, ecc. Senza questi diritti la discussione è di lana caprina, la legge semplicemente non esiste.



In un Parlamento dove il centrosinistra gode di una maggioranza stabile solo alla Camera, discutere della possibilità di far passare una normativa sui conviventi che un pezzo di centrosinistra, quello confessionale fondamentalista, mai e poi mai è disposto a votare al Senato, sembra impresa ardua.

Tuttavia è bene che si arrivi rapidamente in Senato ad un voto su di un testo in modo tale che ciascuno si assuma la propria responsabilità di fronte al paese e di fronte a quei milioni di italiane e italiani conviventi che attendono da tempo una normativa di livello europeo.



Al di la delle strade proposte e dell'intenzione di "stanare" chi irresponsabilmente gioca a rimpiattino (mi riferisco ai teodem e ai Pezzotta di turno che spingono al ribasso salvo poi bocciare qualsiasi soluzione di qualsiasi tipo) inventandosi una nuova strada al giorno per i diritti "individuali" dei conviventi, è necessario riconoscere la dignità e il valore delle coppie conviventi comprese quelle omosessuali che vanno considerate "famiglie" come tutte le altre.

Da questo punto di vista parlare di "modifica del codice civile" potrebbe persino rappresentare un elemento di novità. Di recente ho presentato una proposta di legge in tal senso volta a cancellare la differenza uomo-donna come requisito per contrarre il matrimonio, esattamente come ha fatto la legge spagnola che non ha introdotto il "matrimonio gay" come erroneamente si crede, ma ha reso il matrimonio uguale per tutti dopo averlo drasticamente alleggerito riducendo a zero gli anni necessari per il divorzio.

Naturalmente non è questo che propone Fassino, il quale però è rimbrottato dalla Bindi perché l'intervento sul Codice Civile significherebbe affiancare le convivenze alle famiglie tradizionali perché si andrebbero a modificare proprio gli articolo sul diritto di famiglia.



In sostanza un bel pasticcio sia politico che giuridico, nel quale finora Fassino ha raccolto solo gli elogi della destra, dei promotori del family day e degli esponenti del suo partito che non vedono l'ora di trovare una via d'uscita ad una ampasse che rischia di mettere addirittura in discussione il processo di unificazione nel Pd.

Un'arma Fassino l'aveva se voleva veramente far passare uno dei punti qualificanti del programma dell'Unione: condizionare l'avvio del processo costituente del Pd all'approvazione in Parlamento di alcune leggi laiche e di modernizzazione del paese che sono in vigore da tempo in Europa per volontà dei socialisti europei. Se lo avesse fatto non si troverebbe ora nei pasticci, avrebbe costretto Rutelli a pagare dazio, soprattutto non si troverebbe ora nella condizione di dover dar prova di laicità ogni volta che esce di casa.



*Deputato di Sinistra Democratica, presidente onorario ArciGay



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