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Augias. avere il Vaticano in casa comporta alcuni costi
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Ma il papa no n fa solo il suo mestiere?
Martedì 15 Maggio 2007
di la Repubblica
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C aro Augias, Benedetto XVI fa molte cose buone, ma tra i suoi meriti non c'è l'impegno per incoraggiare la concordia tra gli italiani.



Intanto l'ex presidente del Consiglio è riuscito a incoraggiare la discordia e mettere l'una contro l'altra due Italie; certo esistevano anche senza di lui ma grazie a lui hanno espresso tutto l'astio e l'intolleranza di cui erano capaci. Dopo quella esperienza, non sentivamo il bisogno che esplodesse anche la contrapposizione tra cattolici e non cattolici. Anche queste due Italie esistevano, e anche esse aspettavano solo che qualcuno le portasse alla luce.



Ma è questo il compito di un Papa? Sono io che esagero? Ha ragione chi dice che il Papa fa semplicemente il suo mestiere? Può darsi, ma le nostre guide religiose e politiche hanno modi migliori, a mio avviso, di fare il proprio mestiere.



Né li giustifica il fatto che dopotutto essi si limitano ad aiutare ad emergere queste due (o quattro) Italie che tanto, si dirà, esistevano comunque. L'esistenza di convinzioni diverse tra gli uomini non è un male, al contrario, è parte della diversità umana che i biologi tengono in gran considerazione per il suo significato evolutivo. Fare in modo, non importa se deliberatamente (Berlusconi) o no (Benedetto XVI), che queste convinzioni diverse si radicalizzino non mi sembra un bene.



Perché così si ostacola il dialogo, lo sforzo di comprendere le ragioni dell'altro. Non è bello, non ci si aspetta che la massima guida del cattolicesimo dia, di fatto, una mano all'intolleranza.



Angelo Abbondandolo



Volterra stefaniabonatti@libero.it Q uesto aspetto dell'imponente manifestazione di sabato non è stato sufficientemente sottolineato. Forse proprio perché era scontato.



Quando si conduce una guerra non si bada certo ai dettagli. Si combatte e si cerca di vincere anche dividendo il 'nemico', separandolo dagli amici; non c'è nessun dubbio che la Chiesa in questo momento stia conducendo un'offensiva che per il momento ha vinto. Il progetto sui Dico doveva essere affossato, come è stato con la legge sulla procreazione assistita, per ragioni di merito e di prestigio. Così è stato, non è facile che dopo il raduno di San Giovanni si torni a discutere in tempi ragionevoli di quel disegno di legge.



Non vale la pena di parlare dell'atteggiamento di Berlusconi che ha attribuito alla sinistra la definizione di 'nemici della Chiesa' come a suo tempo i gay e i 'coglioni'. L'uomo è così, la rozzezza fa parte del suo modo di essere, a un certo numero di italiani piace anche per questo. I Ds si sono sfilati eclissandosi e nel modesto raduno di piazza Navona sono stati fischiati. E' la stessa strategia applicata mezzo secolo fa da Togliatti quando decise di far votare l'articolo 7 della Costituzione che immetteva Concordato e Patti lateranensi tra le fondamenta della Repubblica.



La sua logica è trasparente: in Italia non si governa contro le gerarchie vaticane, meglio cedere su qualche punto che perdere tutto. Anche nel 1974, quando si trattò del divorzio, ci volle del bello e del buono per convincere il Pci a schierarsi, alla fine lo fece, dopo cento tentennamenti, il risultato fu quello che sappiamo.



Capisco il rammarico del signor Abbondandolo ma avere il Vaticano in casa comporta alcuni costi, non è detto che le divisioni tra italiani siano i peggiori.

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