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| La Sacra Famiglia? Un assordante bla-bla |
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| di Lidia Ravera |
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| Giovedì 10 Maggio 2007 |
| di l'Unità |
| in Focus |
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Dunque, leggo dal Corriere della Sera che «la decisione di Rosy Bindi di non invitare i gay alla Conferenza sulla Famiglia ha spaccato Unione e governo», segue la surreale descrizione del cosiddetto dibattito: allora io non vengo, fa il Ministro della Solidarietà sociale. Io non sono d'accordo e non vengo, fa la Responsabile degli Affari Europei, radicale dai tempi in cui i radicali si occupavano di svecchiare la nostra repubblica. Allora io ne faccio un'altra, una contro conferenza sulla famiglia, lo stesso giorno alla stessa ora da un'altra parte, fa il presidente dell'Arci gay. Rosy Bindi è un Ministro del Vaticano, fa la Lega Italiana Nuove Famiglie. Mussi, scoraggiato, nota che all'alba del terzo millennio si discute di omosessuali come nel Medio Evo. Grillini dice che la Bindi è maleducata, Pollastrini dice che lei non avrebbe mai «escluso nessuno»... Insomma, un bel casino. E chi va in piazza al Family Day, che è un modo americano e moderno per difendere concetti arretrati e regolamenti dismessi dai più. E chi va a piazza Navona a difendere la famiglia dalle zampe dei cattolici che la vorrebbero etoerosessuale, fondata sul matrimono indissolubile (a parte quello dei pezzi grossi, come Casini o Berlusconi), attenta ai diritti del feto, chiusa al nuovo, escludente e inossidabile. La domanda è: ma veramente non ci sono problemi più urgenti, priorità più drammatiche, questioni più importanti su cui lavorare, dibattere ed, eventualmente, scannarsi? Davvero a spaccare il centro sinistra e accendere di sdegno militante il centro destra deve essere un problema così stupido? Gli omosessuali sono cittadini come tutti gli altri, devono avere gli stessi diritti di tutti gli altri. Punto. Gli omosessuali, quindi, hanno il diritto di sposarsi. Punto. Di adottare bambini. Punto. Gli omosessuali conviventi, impossibilitati a consacrare o legalizzare la loro unione, hanno il diritto di accedere ai benefici concessi alle coppie sposate. Punto. E basta. Basta con questo assordante bla bla. Il problema vero delle famiglie è come arrivare alla fine del mese, come pagare affitti sempre più cari, come trovare uno straccio di felicità in una società sempre più avara di emozioni, fredda e dissennata, senza senso dello stato né della collettività, il problema vero delle famiglie è che cosa dire ai propri figli, che cosa insegnare, chi additare come modello, che futuro promettere, che sogni autorizzare... Il probema delle famiglie è che stanno male. La maggioranza, sposati e non, cattolici e non. Il problema è che se papà e mamma non credono più in niente, in questo niente crescono ragazzi a rischio. Bulletti e sciocchini. Il problema è che se la politica continua ad trasmettere questo fascino zero, se il bisticcio è così apertamete fittizio, la Famiglia, questo totem della Normalità, appetibile per vastità e corteggiato da tutti, nella sua realtà di donne e di uomini impegnati sul fronte della sopravvivenza morale e materiale, la famiglia con la effe minuscola, si sentirà sempre più sola. E più distante da chi, in suo nome, invece di produrre leggi adeguate, si scanna sulle ortodossie. Mah... e, a proposito di questioni marginali, leggo su La Repubblica: «Via i crocefissi e, al loro posto, ecco l'immagine della Madonna». Dappertutto? No, soltanto alla clinica Mangiagalli di Milano, dove vanno a partorire, ogni anno, migliaia di donne di etnie e religioni diverse. In attesa che le icone religiose spariscano dai muri di tutti gli edifici pubblici, nel rispetto della laicità del nostro Stato, l'iniziativa mi sembra, comunque, garbata: che effetto può fare a una famiglia di stretta osservanza islamica l'esposizione di un corpo maschile nudo inchiodato a una croce? È giusto domandarselo, ed è giusto tener conto della probabile risposta (un effetto sconvolgente). La Madonna con il bambino, invece, è, per così dire, multietnica. La maternità unisce popoli e culture diverse. Inoltre è certamente più adatta, come quadro da esporre, ad un luogo dove i bambini vengono prodotti e le mamme vengono curate. Per ora almeno Maria di Nazareth ha avuto una affermazione. Facciamocela bastare. In futuro, forse, la sacra famiglia, composta da una madre vergine, un padre putativo e un figlio ribelle, potrebbe aprire la strada ai Dico. Anche la Sacra Famiglia, in fondo, non era del tutto regolare. Questo articolo ha ricevuto 206 visite.
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