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| IL PARADOSSO DEI GAY «ARROGANTI E FESTAIOLI» |
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| I gay comandano. Ormai sono loro a dettare legge: loro impongono i modelli, gli eterosessuali si sentono minoranza |
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| Venerdì 06 Aprile 2007 |
| di Il Giorno |
| in Focus |
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SI DICE: I GAY sono arroganti. I gay sono una lobby potente. I gay comandano. Ormai sono loro a dettare legge: loro impongono i modelli, gli eterosessuali si sentono minoranza. Sono le solite chiacchiere da bar. Di chi legge sul giornale che gli omosessuali rivendicano anche in Italia alcuni diritti, peraltro concessi in quasi tutta Europa; oppure di chi vede in televisione il Gay Pride. E subito pensa: guardali qua i gay, esibizionisti e festaioli, mentre noi etero dobbiamo lavorare sodo per campare! E poi scopri che a Torino un ragazzo di 16 anni si è suicidato perché non ce la faceva più a sopportare gli sfottò e le umiliazioni dei suoi compagni di classe. Lo tormentavano: «Sei come Jonathan del Grande Fratello. Ti piacciono i ragazzi, sei gay…» E giù insulti, battute, parolacce. Non sappiamo se questo ragazzo fosse davvero gay. Ma sappiamo come si è ucciso: prima si è accoltellato, poi si è gettato dal quarto piano. Lasciando una lettera: non ce la faccio più. Sono tantissimi i casi come il suo. I suicidi tra gay sono 3 volte superiori a quelli tra eterosessuali, concentrati nella fascia d’età tra i 15 e i 24. E quasi mai vengono alla luce. Perché accanto ad un’Italia che parla di Dico e di unioni civili anche per i gay ce n’è un’altra, molto più ampia, che ancora vede nel gay un diverso. Da emarginare. Da deridere. A volte da picchiare. E mica solo nel profondo Sud: il fattaccio è successo a Torino.
Mario Furlan
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