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| Vade retro gay |
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| di Bruno Ugolini |
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| Venerdì 30 Marzo 2007 |
| di l'Unità |
| in Focus |
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Ha ragione Luciana Littizzetto, nota, estrosa diva della satira televisiva, compagna di Fazio nella trasmissione “Che tempo che fa”. Ci vorrebbe uno sciroppo curativo, il rigenerante “Gay off”: La medicina prodigiosa capace di trasformare il maschio effemminato in un essere rude e selvaggio. Un vero uomo dalle attività sessuali ben programmate, senza escursioni in altri campi, diversi da quelli del sesso opposto.
Il ricorso alla medicina preventiva, alla messa in opera dei risultati della scienza medica, atti a curare le spaventose trasgressioni che turbano l’umanità contemporanea e forse anche quella di Socrate e Alcibiade, non è giunto però alla mente di Gianni Prosperini. Chi è costui? E’ un eminente figura politica, oggi Assessore allo sport nel centrodestra della Lombardia ma che è transitato per diversi amori (tutti leciti e non infanganti). Ovverosia prima Mussolini, poi Bossi e la Lega Nord, poi Alleanza Nazionale. Un post fascista con i fiocchi che per essere all’altezza del suo passato nei giorni scorsi aveva invocato per gli omosessuali non uno sciroppo, bensì l’uso della garrotta. Trattasi di uno strumento di tortura tanto caro alla dittatura franchista in Spagna. Purtroppo, com’è noto, quel Generalissimo e cattolicissimo Franco ha abbandonato la terra natale ed è asceso immaginiamo in Paradiso. Gianni Prosperini potrebbe prendere il suo posto. Per questo ha cominciato a parlare di garrotta. Anche se lui ha dolcemente specificato: “Alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia”. Ecco fatto.
Ma si è subito pentito. Anche perché queste sue minacciose promesse hanno spaventato i suoi stessi colleghi o camerati post fascisti. A cominciare da Gianfranco Fini. Non si capisce perché ma si sono allarmati. E allora il Prosperini è ripiegato, ha affermato che lui considera gli omosessuali solo come dei “devianti”, senza specificare quale punizione o medicina dovrebbe essere loro impartita. Essendo costoro, come dice anche la santa madre Chiesa, dei malati. Colpiti da qualcosa che, come il raffreddore, l’otite, la sinusite, l’artrosi, può essere facilmente guarito.
Del resto l’assessore allo Sport ha un po’ il pallino di questi temi a sfondo sessuale. Nel suo sito si può leggere di una lieve propostina da adottare per altri reati: ad esempio la castrazione chimico-chirurgica per gli stupratori. Il dispositivo non entra nel merito degli strumenti atti all’espletamento della pena, quali tenaglie, seghe, siringhe.
Un'altra proposta invece, riguarda la “lotta alla pornografia”, ma qui non è indicato il tipo di tortura. Forse basterebbe un marchio indelebile sulla pelle: una P come Pornografo e anche Peccatore. E già che ci siamo perché non timbrare con un’enorme A coloro che peccano d’Adulterio? Perché non pensare al taglio delle mani per chi ruba? Oppure perché non ritornare al rogo per certe donne dai facili costumi, come si usava nel bel tempo antico per le streghe?
Certo la storia si evolve. Una volta (antica Roma) perseguitavano i cristiani. Poi i comunisti, gli ebrei e gli omosessuali. Adesso sono rimasti solo loro, gli omosessuali. Questo articolo ha ricevuto 187 visite.
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