HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Prodi dimesso da chi è contro i Dico?
Prodi dimesso da chi è contro i Dico?
Di Mario Cirrito
Lunedì 26 Febbraio 2007
di Mario Cirrito
in Focus

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Alcuni giorni fa, alla celebrazione dell'anniversario dei Patti Lateranensi, il cardinale Bertone scherzando con un gruppo di giornalisti dichiarò: «Dei Dico potrei rispondere “non dico”. Diplomazia vuole che in così alti incontri istituzionali tutti escano col fresco sorriso fra le labbra anche se se le sono suonate di santa ragione in colloqui privati. Così ha fatto il Segretario di Stato vaticano, copiato successivamente dal premier Prodi.

Ieri il governo è stato battuto al Senato sul rifinanziamento alla missione in Afghanistan. Carte sparigliate e decisioni al Capo dello Stato. A questo punto, qualcuno di noi si è chiesto, che fine fa il ddl sui DiCo? E ancora ad essere maliziosi: ma quell'incipit di Bertone era forse un avvertimento che qualche buon senatore a vita a messo a segno tanto per far capire che i poteri forti esistono e come se esistono? Così mentre i più si affannano a dar di martello e di accuse ai due senatori di sinistra il sospetto che ci sia altro si fa più sospetto. Chiaro: il governo è caduto sulla politica estera ma se crolla un governo crollano anche i suoi ddl non diventati legge dello Stato. Avvenire di oggi, il giornale della Cei che scrive dandosi del cittadino italiano, pubblica in prima un editoriale sui Dico e, per dar di coltello, ne fa altre pagine all'interno. Firmato da Marco Tarquinio e dal titolo: “Dai cattolici un invito sempre più chiaro” pare segnare un monito proprio proprio al governo. Esordisce: «Nessuno, in queste ore, può dire con certezza quale sarà la sorte della XV legislatura. (...) più si riflette sul senso dell'articolato del ddl Bindi-Pollastrini sui cosiddetti “Dico” più risulta evidente che lo sforzo di mediazione non ha condotto a risultati apprezzabili». Fossimo ciechi e sordi potremmo capire l'omelia di Tarquinio se intelligentemente non stessimo a preoccuparci dei diritti civili che riguardano anche gli omosessuali senza le condizioni propagandistiche sulla famiglia tradizionale che un ceto cattolico imputa proprio a noi di voler distruggere. Siamo noi gli antifamiglia e gli anticomunitari e con noi chi sostiene i Dico? Ma la Chiesa, più di altri, non avrebbe l'obbligo della verità invece che della contumelia e della facile propaganda sragionata sulla famiglia? L'editorialista afferma che i vescovi non si faranno tacitare da alcuno, che non sono intimiditi, che i cattolici “hanno qualcosa da dire in proposito”. E poi la lezione finale: «Chi mostra di scandalizzarsi per questo, o recita o non sa molto dell'Italia».

L'inutilità di ripetere che non siamo contro la Chiesa evangelica ed ecumenale è la stessa ragione per cui non ci genuflettiamo quando ci si chiede dialogo imponendo le proprie affermazioni, accettando la comunità omosessuale solo se casta come si parlasse di ordine religioso; chiedendo, dimenticando l'art.7 della Costituzione, che legislatori di uno Stato amico ma sovrano si uniformino alle regole di Ruini e Bertone.

Lasciamo alla lettura dei volenterosi un importantissimo documento di cui quotidiano di Giuliano Ferrara ne è venuto in possesso. Si tratta di una bozza alla nota annunciata da Ruini per mettere in riga la morale del parlamentare cattolico (e italiano). Vale altresì la pena di riportarne brevi passi: «La coscienza cristiana ben formata non permette a nessuno di favorire con il proprio voto l'attuazione di un programma politico o di una singola legge in cui i contenuti fondamentali della fede e della morale siano sovvertiti dalla presentazione di proposte alternative o contrarie a tali contenuti...». E poi, taumaturgicamente, ecco l'implosione contro gli amori omosessuali: «Se tutti i fedeli sono tenuti a opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della responsabilità che è loro propria. In presenza di progetti di legge favorevoli alle unioni omosessuali, sono da tener presenti le seguenti indicazioni etiche. Nel caso in cui si proponga per la prima volta all'Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto a un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale».

Chiaro, no? Ce lo hanno raccontato in giorni di pre-crisi, scomodando anche il “gayo” Dante, gli esimi senatori a vita Cossiga e Andreotti; entrambi hanno detto no ieri al governo, entrambi acerrimi nemici di qualsivoglia testo di legge sulle unioni di fatto.

Mah, Dico: non è che oltre al rifinanziamento militare in Afghanistan, il governo non sia caduto anche su affettuoso invito e devozione di chi ha già obbedito alla “nota” di Ruini?

Questo articolo ha ricevuto 242 visite.



Articoli correlati...

Cirrito (Babilonia). Luxuria un sogno naufrago Primo piano
Giovedì 13 Novembre 2008
Cirrito (Babilonia). Luxuria un sogno naufrago
Oggi Paola Concia, deputata Pd, ma anche Aurelio Mancuso sono i degni rappresentanti delle nostre battaglie
di Il Riformista
Ma davvero la «vicenda Binetti» sta tutta sta tutta in un Primo piano
Giovedì 06 Novembre 2008
Ma davvero la «vicenda Binetti» sta tutta sta tutta in un "reato di opinione"?
Mario Cirrito scrive al Riformista
di Il Riformista
Cirrito. Lettera aperta al sindaco di Milano Primo piano
Venerdì 18 Maggio 2007
Cirrito. Lettera aperta al sindaco di Milano
E' giunto il momento per il sindaco di decidere se andare al contrattacco o non far nulla
di Mario Cirrito
DICO. Amici gay, non c'è proprio da mugugnare Primo piano
Mercoledì 14 Febbraio 2007
DICO. Amici gay, non c'è proprio da mugugnare
A "Babilonia" i DICO piacciono
di Il Riformista



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
In diretta su Rai5, sono in gara i ticinese Ivan e Gabriele Broggini con “Unbreakable”, ed i vicini di casa di San Marino (video)
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
Nella SF non trasmessa dalla Rai è in gara la boy band bielorussa Litesound con l’italianissimo varesino Jacopo Massa (video)
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
In diretta su Rai2, Italia, Spagna, Uk, Francia, Germania, Azerbaijan ed altre 20 nazioni gareggeranno nella finalissima di Baku 2012 (video)