Il servizio del Tg1 delle 20 dell'8 febbraio 2006 che da un pretestuoso addio ai Pacs
La matrimonialista «Una raccomandata con ricevuta di ritorno per sostituire la dichiarazione contestuale? Francamente è allucinante. Siamo arrivati ultimi in Europa, almeno potevamo arrivare bene. Anche perché la coscienza del paese è molto più avanti».
di Andrea Fabozzi
Roma «Che si parli di dichiarazione contestuale per non dire congiunta è francamente ridicolo. Il fatto poi che uno dei due conviventi possa fare la dichiarazione da solo, dovendo però informare l'altro con una raccomandata con ricevuta di ritorno mi sembra veramente allucinante».
L'avvocato Marina Marino è la presidente dell'associazione degli avvocati matrimonialisti italiani. Nella scorsa legislatura era stata ascoltata in questa veste dal parlamento e aveva detto chiaramente che la soluzione migliore sarebbe stato introdurre i Pacs, come in Francia. Adesso per commentare meglio il disegno di legge del governo sulle convivenze civili vorrebbe leggere il testo articolo per articolo. Ma il testo è ancora in bozza e l'accordo tra ministri prevede un'appendice notturna affidata ai tecnici dei ministeri. All'ufficio legale di palazzo Chigi raccomandano prudenza: «E' meglio aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale». Con l'avvocato Marino tentiamo ugualmente un commento.
Avvocato, è una legge attesa da tempo. Qual è la sua prima impressione?
Devo dire che per quanto aspettato a lungo mi sembra un intervento piuttosto frettoloso. In cui per paura di affrontare determinate soluzioni si sono costruite delle assurdità tipo appunto la dichiarazione contestuale o non contestuale.
Colpisce che per quanto riguarda l'assistenza del convivente in caso di malattia si siano lasciati gli ospedali liberi di regolarsi come credono. Non è già così?
In buona sostanza si è deciso di lasciare una serie di nodi assolutamente aperti. Intendiamoci, il riconoscimento di alcuni diritti successori - anche se sulla pensione è tutto rimandato a un futuro riordino della materia - è comunque un'affermazione di principio importante.
Ma non basta?
Rispetto al nulla di oggi è qualcosa. Ma ho la netta impressione che la coscienza del paese sia da tempo molto più avanti.
Più avanti, più o meno dove sono adesso le legislazioni di paesi come Francia e Spagna?
Il problema del riconoscimento delle convivenze è in agenda nell'Unione europea da moltissimo tempo. L'Italia certo non arriva prima, piuttosto tra gli ultimi. Almeno avevamo la possibilità di essere tra i migliori... francamente se il disegno di legge è questo non mi pare che sia così. Ma ripeto, vorrei leggere il testo definitivo per dare un commento più meditato.
Intanto è assodato che nelle successioni i legami tra zii e nipoti verranno prima di quelli tra conviventi.
Sì, per i conviventi c'è un trattamento molto diverso e penalizzante rispetto a quello del diritto familiare. Del resto più di tanto non mi meraviglio se penso che l'Italia ancora oggi è il paese in cui i figli naturali e i figli nati nel matrimonio sono trattati diversamente.
Questo articolo ha ricevuto 190 visite.
Articoli correlati...
Focus Giovedì 04 Agosto 2011 Politica e diritti: i matrimoni gay avanzano in Europa, in Italia no! Nel Vecchio Continente il nostro Paese è uno dei fanalini di coda in merito all’uguaglianza degli omosessuali. Al momento ci sono 7 Stati Eu all’interno dei quali le coppie gay hanno pieni diritti di Giornalettismo
Primo piano Giovedì 18 Novembre 2010 Oggi alle 11:30 Idv presenta ddl sui Pacs Di Pietro primo firmatario, "tutelare tutte le forme famigliari". Presenti alla Camera: Di Pietro, il responsabile del dipartimento diritti civili Franco Grillini e Silvana Mura di Apcom
GAYNEWS
Giornale di Informazione sull'Omosessualità - Registrazione Tribunale di Bologna numero 5735 del 03/5/1989
Sede: Via Don Minzoni 18, 40121 Bologna info@gaynews.it