HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Unioni di fatto, se la sofistica torna di moda
Unioni di fatto, se la sofistica torna di moda
PACS. ALCUNI CATTOLICI SOMIGLIANO ALLE FEMMINISTE DEGLI ANNI SETTANTA
Giovedì 25 Gennaio 2007
di Il Riformista
in Focus

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

DI CLAUDIA MANCINA

Sembra che il governo, nelle persone delle ministre Bindi e Pollastrini, abbia trovato una prima quadratura sulla difficile questione delle unioni di fatto, con una soluzione che dovrebbe - ma la cautela in questa materia è d'obbligo - raccogliere una larga adesione. Intanto già l'adesione delle due ministre è un risultato importante e non scontato. Gli uffici legislativi avrebbero dunque fatto il miracolo di trovare una sintesi tra due impostazioni, se non proprio antitetiche, piuttosto lontane: quella di chi vuole riconoscere e legittimare le unioni civili, in primo luogo le unioni tra omosessuali, e quella di chi vuole riconoscere (come recita il programma dell'Ulivo) non le unioni, ma i diritti delle persone che le compongono. Quest'ultima espressione è piuttosto sofistica: ma pare che la sofistica stia tornando di gran moda per affrontare le questioni cosiddette "eticamente sensibili". Che senso ha parlare di diritti delle persone che fanno parte di una entità che non esiste? Sembra quasi di risentire certe argomentazioni del femminismo degli anni settanta, che rifiutava di riconoscere la famiglia come soggetto pur sostenendo i diritti dei suoi membri. Era un equilibrismo impossibile, e infatti alla fine abbiamo tutti e tutte accettato che la famiglia è una importante formazione sociale, che merita di essere sostenuta e aiutata come tale.

Alcuni cattolici (non la maggioranza, secondo i sondaggi, ma si sa che la politica non rappresenta più la società) fanno oggi lo stesso errore sulle unioni civili: speriamo che facciano presto lo stesso percorso. Le forme di convivenza, tutte le forme di convivenza, non solo rispondono ai bisogni affettivi che, in modi diversi, molte persone sentono, ma sono anche importanti fattori di stabilità sociale. Quindi non si tratta di contrapporre il desiderio individuale al bene della collettività: come spesso avviene, tra questi due fini non c'è necessariamente contrasto. Così come non c'è contraddizione tra riconoscere le unioni di fatto e sostenere la famiglia tradizionale. L'argomento principale del fronte che si oppone alle unioni civili, quello che si tratterebbe di un attacco alla famiglia, è inconsistente. Si può distinguere (anzi, sulla base dell'articolo 29 della nostra Costituzione, si deve distinguere) tra la famiglia fondata sul matrimonio e altre forme di convivenza. Per smontare l'idea di un attacco alla famiglia, sarebbe utile che a questa legge si accompagnasse il varo di un pacchetto di misure concrete a favore della famiglia con figli, qualcosa che da tempo molti di noi - non solo i cattolici - chiedono invano.

Bisognerà vedere, comunque, se la sofistica basterà a superare le resistenze e le obiezioni dei teodem, da un lato, della sinistra laica, dall'altro. Lo scoglio, com'è noto, è rappresentato dalla registrazione delle coppie di fatto, che i teodem non vogliono per nessuna ragione, considerandola come una equiparazione alla famiglia. Hanno quindi respinto l'istituzione di un registro; accetteranno il ricorso al certificato anagrafico? E i movimenti gay, che premono per una legge non troppo dissimile da quelle già vigenti in molti paesi europei, accetteranno una soluzione che Rosy Bindi ha definito la ricerca di una via italiana al tema delle unioni civili? Le prime reazioni a caldo non sono incoraggianti. A mio parere la soluzione proposta potrebbe essere una buona mediazione. Ma la gestione politica, attenta a depotenziare la proposta per non allarmare i cattolici intransigenti, parlando di accertamento piuttosto che di registrazione, non ha preso in considerazione la prevedibile reazione dei movimenti omosessuali, ormai comprensibilmente esasperati da una battaglia ideologica che si svolge per mezzo di espedienti verbali. Come in molti casi, dall'Afghanistan in poi, sono le logiche intra e interpartitiche a prevalere, piuttosto che lo sforzo di trovare soluzioni utili per il paese.





Questo articolo ha ricevuto 174 visite.



Articoli correlati...

Cuba, con Mariela Castro nuova marcia gay. Malgioglio ospite d'onore Mondo
Giovedì 03 Maggio 2012
Cuba, con Mariela Castro nuova marcia gay. Malgioglio ospite d'onore
Il cantautore italiano canterà pezzi scritti per Mina al Teatro Karl Marx dell'Havana. Risale a soli due anni fa il famoso mea culpa di Fidel nei confronti dei gay
di Adnkronos
Gay: 40 anni fa la prima Pride Parade in Germania. Era il 29 aprile del 1972 Focus
Venerdì 27 Aprile 2012
Gay: 40 anni fa la prima Pride Parade in Germania. Era il 29 aprile del 1972
''Avevo paura i reazioni e aggressioni'', ricorda Martin Dannecker, uno dei protagonisti di allora, che oggi lamenta le difficoltà a trovare militanti nella nuova generazione
di Ansa
Coppie di fatto: Commissione Giustizia della Camera discute di matrimoni gay Vita di coppia
Lunedì 23 Aprile 2012
Coppie di fatto: Commissione Giustizia della Camera discute di matrimoni gay
Certi Diritti chiede che, nella discussione in Commissione, alle 9 Pdl sulle unioni di fatto, vengano abbinate le 2 proposte sul matrimonio civile
di Associazione Radicale Certi Diritti
Cassino: sì a Registro Unioni Civili. Fonte (Idv): 'Contributo per equità sociale' Vita di coppia
Lunedì 23 Aprile 2012
Cassino: sì a Registro Unioni Civili. Fonte (Idv): 'Contributo per equità sociale'
Cassino è così l’80esimo comune in Italia a dotarsi di questo strumento, il quinto nella Regione Lazio, il primo nella provincia di Frosinone
di La redazione di Gaynews



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
In diretta su Rai5, sono in gara i ticinese Ivan e Gabriele Broggini con “Unbreakable”, ed i vicini di casa di San Marino (video)
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
Nella SF non trasmessa dalla Rai è in gara la boy band bielorussa Litesound con l’italianissimo varesino Jacopo Massa (video)
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
In diretta su Rai2, Italia, Spagna, Uk, Francia, Germania, Azerbaijan ed altre 20 nazioni gareggeranno nella finalissima di Baku 2012 (video)