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| Lasciate in pace le statuine (anche se non piacciono) |
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| Sollevazione bipartisan degna di uno stupro in massa di chierichetti |
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| Giovedì 21 Dicembre 2006 |
| di Corriere della Sera |
| in Focus |
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di MARIA LAURA RODOTA'
Perché non si torna ai fondamentali? Senza ricorrere ai Padri della Chiesa o ai grandi del pensiero laico, basta Eduardo De Filippo. E il suo figlio in «Natale in casa Cupiello» che ripete con decisione «nun me piace ‘o presepe». O piace, o non piace. Se non piace, volerci entrare a ogni costo, volerci mettere tutti, è (a) segno di insicurezza e consociativismo aspirazionale e (b) è un boomerang, rilancia la sacralità del presepe e fa fare ai pupazzi abusivi e a quelli che i pupazzi simboleggiano la figura degli imbucati a una festa. Pure molto, ingiustamente, sgraditi.
Tutto questo perché due deputati, i rosapugnoni Donatella Poretti e Bruno Mellano, hanno inserito nel presepe della Camera due Barbie (coppia lesbica) con un cartello pro matrimonio gay e due Ken (coppia gay, e lo avevamo sempre pensato) con un cartello pro Pacs. L'unico risultato ottenuto dai due — dopo rapida rimozione dei bambolotti — è stata una sollevazione bipartisan degna di uno stupro in massa di chierichetti. «Un attacco volgare alle istituzioni e al simbolo religioso».
«Uno sfregio al credo religioso seguito dalla maggioranza degli italiani». «Ci fa male prima che come cristiani come cittadini». «È un'offesa alle istituzioni e ai cittadini». «Sul presepe gay intervenga Bertinotti».
«La presidenza approfondirà la questione del presepe gay» (lo sventurato vicepresidente di turno, Carlo Leoni dei Ds). Per una volta la più sobria è la Lega. Come ha detto il deputato Paolo Grimoldi, «è uno scherzo che non fa ridere». Che turberà moderatamente i cattolici fuori dalla politica (tra i quali, inevitabilmente, c'è un tot di gay). E nel mondo politico qualche catto-oltranzista sarà contento: in piena battaglia — specie all'interno del centrosinistra — sulle unioni civili, si parla di presepe vilipeso e non di Pacs e di gay. E nella furia trova poco spazio l'intervento (molto Nuovo Testamento) di Lanfranco Turci, compagno di gruppo dei reprobi. Turci, ex Pci emiliano e bonario, fa presente che «Gesù non si sarebbe offeso se una coppia gay fosse andata a rendergli omaggio nella grotta di Betlemme».
Sicuramente; però avrebbe cacciato dalla grotta, genere mercanti dal tempio, dei promotori di pubblicità occulta dei pupazzi Mattel (però: ci sono Paesi laici dove in Parlamento non si fa il presepe, o nient'altro; dove grandi e piccini possono godersi belle tradizioni religiose, e dove le minoranze non vengono messe in mezzo causa scherzi improbabili; non è il nostro caso, buone feste lo stesso). Questo articolo ha ricevuto 167 visite.
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