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Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Lasciate in pace le statuine (anche se non piacciono)
Lasciate in pace le statuine (anche se non piacciono)
Sollevazione bipartisan degna di uno stupro in massa di chierichetti
Giovedì 21 Dicembre 2006
di Corriere della Sera
in Focus

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di MARIA LAURA RODOTA'

Perché non si torna ai fondamentali? Senza ricorrere ai Padri della Chiesa o ai grandi del pensiero laico, basta Eduardo De Filippo. E il suo figlio in «Natale in casa Cupiello» che ripete con decisione «nun me piace ‘o presepe». O piace, o non piace. Se non piace, volerci entrare a ogni costo, volerci mettere tutti, è (a) segno di insicurezza e consociativismo aspirazionale e (b) è un boomerang, rilancia la sacralità del presepe e fa fare ai pupazzi abusivi e a quelli che i pupazzi simboleggiano la figura degli imbucati a una festa. Pure molto, ingiustamente, sgraditi.

Tutto questo perché due deputati, i rosapugnoni Donatella Poretti e Bruno Mellano, hanno inserito nel presepe della Camera due Barbie (coppia lesbica) con un cartello pro matrimonio gay e due Ken (coppia gay, e lo avevamo sempre pensato) con un cartello pro Pacs. L'unico risultato ottenuto dai due — dopo rapida rimozione dei bambolotti — è stata una sollevazione bipartisan degna di uno stupro in massa di chierichetti. «Un attacco volgare alle istituzioni e al simbolo religioso».

«Uno sfregio al credo religioso seguito dalla maggioranza degli italiani». «Ci fa male prima che come cristiani come cittadini». «È un'offesa alle istituzioni e ai cittadini». «Sul presepe gay intervenga Bertinotti».

«La presidenza approfondirà la questione del presepe gay» (lo sventurato vicepresidente di turno, Carlo Leoni dei Ds). Per una volta la più sobria è la Lega. Come ha detto il deputato Paolo Grimoldi, «è uno scherzo che non fa ridere». Che turberà moderatamente i cattolici fuori dalla politica (tra i quali, inevitabilmente, c'è un tot di gay). E nel mondo politico qualche catto-oltranzista sarà contento: in piena battaglia — specie all'interno del centrosinistra — sulle unioni civili, si parla di presepe vilipeso e non di Pacs e di gay. E nella furia trova poco spazio l'intervento (molto Nuovo Testamento) di Lanfranco Turci, compagno di gruppo dei reprobi. Turci, ex Pci emiliano e bonario, fa presente che «Gesù non si sarebbe offeso se una coppia gay fosse andata a rendergli omaggio nella grotta di Betlemme».

Sicuramente; però avrebbe cacciato dalla grotta, genere mercanti dal tempio, dei promotori di pubblicità occulta dei pupazzi Mattel (però: ci sono Paesi laici dove in Parlamento non si fa il presepe, o nient'altro; dove grandi e piccini possono godersi belle tradizioni religiose, e dove le minoranze non vengono messe in mezzo causa scherzi improbabili; non è il nostro caso, buone feste lo stesso).

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