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Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Certi amori, confessioni di Susanna e Daniele
Certi amori, confessioni di Susanna e Daniele
Ecco due casi di non-outing pop: il pansessualismo di Capezzone e il non-sessualismo della Tamaro rischiano di creare nuove/vecchie ipocrisie. Meglio che niente
Giovedì 26 Ottobre 2006
di Corriere della Sera
in Focus

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di Maria Laura Rodotà

Chiunque segua un po’ Daniele Capezzone – deputato rosapugnone, segretario radicale, presidente di commissione alla Camera, conduttore radiofonico, animatore di tavoli volenterosi, vittima delle Iene, ultimamente intervistato permanente - dava per scontato che non avesse tanto tempo per il sesso.

Invece no: Cap. – lo ha detto in una nuova intervista - ha ‘rapporti di amicizia e oltre con ragazze e ragazzi’.

Più che scandalizzarsi, ci si chiede quando dorma. Ma vabbè.

Chiunque segua un po’ Susanna Tamaro –scrittrice famosissima e lettissima, con nuovo libro in uscita - pensava che vivesse da anni molto discretamente (come è giusto, qualcuno di noi ama proteggere la sua vita personale e non sogna riprese a letto genere La pupa e il secchione) con la sua compagna sceneggiatrice.

Invece è più complicato: Tamaro – in una recente intervista - ha spiegato che le due hanno un rapporto “di amicizia e sostegno profondo”; nato diciotto anni fa quando hanno cominciato a vivere insieme in campagna "per puri motivi pratici" (l’asma acuta di Tamaro) ma che non fanno sesso.

Qualcuno ha ironizzato; qualcun altro ha insinuato che Tamaro si dichiarava coabitante ma casta per non turbare i suoi lettori cattolici; altri ancora l’hanno direttamente proclamata “scrittrice cattolica”.

Lei è ri-intervenuta ieri – in casuale sincronia con Capezzone - scrivendo a Libero. Ripetendo di essere casta da diciotto anni (prima per niente; roba da far impallidire Capezzone, si intuisce); facendo giustamente presente che non sempre e non per tutti il sesso è necessità fondamentale. Più che appassionarsi, ci si chiede perché ne scriva tanto. Ma vabbè.

Ora: Cap. e Tam. sono figure pubbliche Ci può essere curiosità sulla loro vita privata. Per cui. Capezzone tiene a farci sapere che fa sesso. Tamaro vuol ribadire che non ne fa. Le due cose possono non interessare. Però, a leggerle, vien da pensare che se non ne avessero parlato gli avremmo voluto bene lo stesso.

Anzi: il pansessualismo di Cap., il non-sessualismo di Tam. rischiano di suscitare illazioni, battutoni. E nuove ipocrisie. Anzi: vien da dirlo, se non ne parlavano gli volevamo più bene. Perché chi non è pansessuale ed è gay e lavora in banca, chi non ha lasciato perdere il sesso e magari è lesbica e fa la commessa, rischia di non beneficiare di questi non-outing pop. Che rischiano di creare, appunto, nuove/vecchie ipocrisie.

Chi è un politico famoso e si dice bisex fa pensare: forse è omosessuale e scioglie il fatto in un gran sessuo-calderone (è già accaduto anni fa col verde Alfonso Pecoraro Scanio; e fu indimenticabile un titolo di quotidiano, in cui annunciava “ho scelto la libertà sessuale”; e non si capiva dove fosse la notizia). A quel punto chi non è famoso ed è omosex in ambiente ostico può pensare: massì, anche lui è come me e neanche lui può dirlo, quindi a maggior ragione continuo a stare zitto e a nascondermi.

Chi è scrittrice famosa e dice “per carità, convivo ma castamente” può incoraggiare finte apparenze caste in coppie di amiche molto amiche; che magari preferirebbero un’Italia in cui, se si ama una donna, non si deve fingere. Certo, le figure pubbliche vanno capite.

Da noi chi si dichiara gay è poi costretto a specializzarsi. Viene identificato solo in quanto tale, interpellato solo su quello, e chissenefrega se è un esperto di economia industriale o scrive storie di maschi con femmine. Certo – tralasciando i più originali Cap. e Tam. - ci sono figure pubbliche (a) gay, (b) sessualmente attive Solo che non ne parlano.

Intanto, due cruciali capitali europee, Parigi e Berlino, hanno sindaci gay dichiaratissimi, Bertrand Delanoe e Klaus Wowereit. Wowereit poi fa cose normali-stucchevoli da politico normale; per dire, alla fine dello spoglio elettorale ha baciato la sua first lady, maschio ovviamente. Inutile aspettarselo, da noi, a breve. Magari perché sono tutti nervosi causa rinsaldati rapporti gerarchia cattolica-classe politica, e si rischia la carriera. Però intanto non si fanno grandi progressi. Basta – nel nostro piccolissimo anzi microscopico anzi entomologico - leggere i post dei forumisti gay su Avanti Pop. C’è chi si lamenta perché il proprio capo, davanti a lui, fa continue battute sui ‘ricchioni’. Battute del genere in un altro paese porterebbero al licenziamento, del capo ovviamente.

Allora vabbè. Teniamoci Cap. e Tam. Almeno danno dignità a chi non impazzisce per il sesso (gerarchia cattolica a parte, certe volte farne tanto sembra obbligatorio, e ci si sente inadeguati/e). E a chi ne fa a manetta con uomini e donne (ma insomma, quando dorme Capezzone? Quella sarebbe la vera intervista, a pensarci).

25 ottobre 2006

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