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| USA. Matrimoni gay, "ni" del New Jersey |
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| Il giudice: "Sebbene non lo abbiamo riconosciuto come diritto fondamentale, non può essere tollerata a lungo la distribuzione ineguale di diritti" |
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| Giovedì 26 Ottobre 2006 |
| di AGI - Agenzia Giornalistica Italia |
| in Focus |
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Trenton (New Jersey, Stati Uniti), 25 ott. - I tempi sono cambiati e il matrimonio tra gay e tra lesbiche è possibile. Ma deve essere il Parlamento a legiferare e non una corte costituzionale. Suona come il detto del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, a seconda del punto di vista di chi beve, la sentenza emessa dai giudici costituzionali del New Jersey. Riconoscendo che le "abitudini e i tempi sono mutati", il tribunale ha affermato che "nonostante... i progressi conseguiti da gay e lesbiche verso l'accettazione sociale e l'uguaglianza di fronte alla legge, la Corte non ha riscontrato il diritto all'unione matrimoniale tra i sessi come un diritto fondamentale riconosciuto dalla costituzione" e ha chiamato in causa i rappresentanti del popolo" a legiferare sulla materia entro i prossimi sei mesi.
La sentenza riconosce implicitamente il diritto alle unioni tra persone dello stesso sesso. A chiarire questo aspetto è stato il giudice Barry Albin: "Sebbene non lo abbiamo riconosciuto come diritto fondamentale, non può essere tollerata a lungo la distribuzione ineguale di diritti". Solo il Massachusets, tra gli Stati americani, ha ammesso il matrimonio tra persone dello stesso sesso.(AGI) Questo articolo ha ricevuto 281 visite.
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