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| Partito democratico, ovvero la laicità perduta |
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| Alla riunione di Orvieto i temi "eticamente sensibili" erano pressoché assenti |
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| Martedì 10 Ottobre 2006 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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da AprileOnline.info
Sono andato ad Orvieto dove si è tenuto il seminario sul costituendo Partito democratico con l'intenzione di lanciare la provocazione dei "Lib - dem", ovvero della discussione attorno ai valori della laicità e dell'individualismo libertario.
Ho ascoltato le tre lunghissime relazioni iniziali, dove i temi "eticamente sensibili" erano pressoché assenti e dove l'eco della grande discussione sul rapporto tra laici e cattolici non era affatto né sviscerato né, tanto meno, risolto. Speranzoso mi sono buttato sui gruppi di discussione che erano tre: sulle ragioni del nuovo partito; culture e programmi; le regole del nuovo partito.
Naturalmente sono andato nel secondo gruppo a cui hanno partecipato il maggior numero dei presenti a Orvieto. Sono intervenuto quasi subito parlando di un'idea di libertà che a mio parere dovrebbe tornare al centro della politica e dei programmi di chi si dice di sinistra o anche genericamente progressista.
Per troppo tempo infatti abbiamo trascurato, a volte persino ironizzando, il fatto che il centrodestra abbia deciso grottescamente di chiamarsi Casa delle libertà (Cdl). Proprio la sottovalutazione da parte del centrosinistra del bisogno di libertà è stata una delle armi più efficaci della propaganda berlusconiana. Quando si parla di libertà spesso si pensa ad una discussione di carattere eminentemente culturale o solamente di carattere filosofico. In realtà, il rapporto tra libertà e sviluppo, libertà e benessere, libertà e qualità della vita è strettissimo.
A Orvieto ho ricordato gli importanti articoli del professor Ferrero sul Corriere della Sera su questo tema e, in particolare, un pezzo di prima pagina che titolava così: "Il Pacs fa bene all'economia". Non a caso in tutti i paesi in cui è negata la libertà registriamo anche drammatici problemi di sviluppo economico.
Mettere al centro la questione delle libertà in una politica di sinistra o anche semplicemente progressista, o più "modernamente" democratica, significa quindi affrontare con serietà le tematiche legate ai diritti individuali che in Italia continuano ad essere tutt'altro che garantiti. A Orvieto siamo intervenuti, sia chi scrive - sia Paola Cancia del Coordinamtneo degli omosessuali dei Ds Gay left. Abbiamo posto il tema dei diritti civili e della battaglia di gay, lesbiche e transessuali come cartina di tornasole del tasso di libertà e di democrazia in un paese. Da questo punto di vista abbiamo detto che il nuovo soggetto politico che sta per nascere non può - come è stato suggerito dalla relazione del prof Gualtieri - riuscire nell'intento di "amalgamare le diverse culture". Più correttamente, si dovrebbe puntare ad un'organizzazione politica di carattere federativo, dove le diverse culture sono messe nelle condizioni di dialogare tra di loro in un contenitore che garantisca pari dignità culturale e pari legittimità politiche a tutte le componenti, compresa quella dell'individualismo libertario a cui come movimento per i diritti GBLT facciamo riferimento.
Sono stati molti gli interventi che hanno ripreso questo ragionamento soprattutto laddove si faceva riferimento al bel libro di Richard Florida dal titolo "L'ascesa della classe creativa" che dimostra il nesso inscindibile tra libertà e prosperità. Il giorno dopo però, di tutto questo, nella relazione del coordinatore del gruppo Antonello Soro non c'è stata traccia.
Come è noto, infatti, il gruppo che ha avuto più successo è stato quello sulle regole del nuovo partito che ha concluso i suoi lavori alle tre di notte. La discussione è stata tra chi voleva "una testa e un voto e il leader scelto alle primarie" (Prodi) e chi invece non vuole "sciogliere i partiti nell'acido muriatico" (Marini) o "costruire il nuovo partito in un gazebo" (D'Alema). Ovverosia a Orvieto la vera domanda è stata: Chi comanda nel Partito democratico?
Evidentemente lo spazio per una provocazione sui diritti e sulle libertà era davvero poco. Vedremo nei prossimi mesi se questo poco finirà in nulla o se questo poco diventerà qualcosa di più di un accenno. In ogni caso il treno di "Lib-dem" è partito e andrà avanti, qualunque si l'esito della discussione sul Partito democratico, cercando di diventare un punto di riferimento sui temi della libertà e della laicità e fermandoci a raccogliere nelle stazioni intermedie tutti coloro che pensano alla laicità dello Stato come valore da affermare anche nella Carta costituzionale. Questo articolo ha ricevuto 201 visite.
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