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| I fascisti contro il manifesto, gli stessi che erano contro il World Pride |
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| L'attentatore Insabato militava in gruppi fondamentalisti religiosi che hanno come obiettivo tra gli altri anche gli omosessuali. E' ora di chiedere alla chiesa cattolica il conto dell'appoggio a questi gruppi.Nella foto la prima pagina del Manifesto |
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| Sabato 23 Dicembre 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Può anche darsi che sia un pazzo l’attentatore del manifesto, ma non c’è dubbio che fosse un fanatico religioso e che facesse parte di gruppi integralisti che hanno contestato il world pride di Roma organizzando le manifestazioni di contestazione al pride stesso. Il fanatismo religioso ha nell’antisemetismo e nell’omofobia un collante che è sotto gli occhi di tutti. Proprio per questo è molto grave che, mentre si voleva negare le piazze ai gay del world pride, i gruppi fanatici e neonazisti hanno potuto manifestare indisturbati per le vie del centro di Roma negate agli omosessuali. Anche la processione religiosa contro il world pride non è stata sconfessata dal Vaticano che, anzi, l’ha accolta con favore. I gruppi del fanatismo cattolico guarda caso sono tutti di estrema destra ed è giunta l’ora che siano sconfessati con forza sia dalla destra italiana (ma perchè Forza Italia non ha detto nulla in prosito?)che dal Vaticano, altrimenti sarà chiara come il sole la loro complicità morale e non solo. Chi ha messo la bomba al Manifesto, giornale amico e gay friendly, nasce nell'alveo del neofascismo più estremo, quel neofascismo che i revisionismi giustificazionisti vogliono presentare come ormai accettabile e innocuo. In questio giorni ugnuno di noi può vedere come il brodo di cultura della destra estrema e dell'integralismo religioso che ha fatto dell'omofobia una bandiera possa produrre scheggie impazzite o piani eversivi ai limiti dello stragismo. Ciò che ognuno di noi può fare in questo frangente al di la di ogni retorica è prima di tutto esprimere solidarietà al manifesto abbonandosi e comprandolo in edicola ogni giorno, in secondo luogo cercare di non dimenticare che il fascismo ha prodotto in Italia una brutale dittatura i cui orrori non potranno mai essere nascosti o negati.
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