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| Solidarietà al Manifesto contro il grave attentato fascista. |
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| Abbonarsi al giornale per sostenerlo. Pubblichiamo le agenzie stampa sul terrorista nero che è leader del gruppo integralista "rinascita cristiana".
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| Venerdì 22 Dicembre 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Esprimiamo la più ampia solidarietà al quotidiano il Manifesto per il grave attentato che un militante dell’estrema destra integralista ha tentato contro un simbolo della sinistra e contro gli amici e compagni che vi lavorano. Il Manifesto è da sempre schierato con i movimenti per i diritti e le libertà, chi scrive lo legge dal 1973 ed ne è stato a lungo diffusore e sostenitore. Al Manifesto dobbiamo i primi articoli a sostegno negli anni ’70 delle istanze del movimento gay e lesbico. E’ molto grave che persone estremiste e di destra estrema siano in grado di girare indisturbati per le vie di Roma con ordigni pronti ad esplodere e non osiamo pensare cosa sarebbe successo se l’attentato non fosse fallito. Nell’esprimere solidarietà al Manifesto non possiamo non ribadire che per tutti noi questo giornale rappresenta uno strumento insostituibile di espressione e di battaglia politica, proprio per questo invitiamo tutti coloro che hanno a cuore l’informazione di sinistra di sostenere lo sforzo del quotidiano per continuare a vivere e a svolgere la sua funzione abbonandosi in massa. Franco Grillini Presidente Onorario ARCIGAY Direttore di NOI
BOMBA AL MANIFESTO:INSABATO, TERZA POSIZIONE E ANTISEMITISMO
(ANSA) - ROMA, 22 DIC - Andrea Insabato, 41 anni, di Palombara Sabina (Rieti), estremista di destra, negli anni '80 e' ritenuto uno dei leader di 'Terza Posizione' a Roma. Le sue prime azioni risalgono a meta' anni '70. Nel 1976 venne arrestato, a soli 17 anni, per aver partecipato all' assalto della sezione del Pci di via Tigre' sparando anche alcuni colpi di pistola calibro 22. Arrestato di nuovo il 3 marzo 1983 dai carabinieri mentre lavorava, sotto falso nome, nella libreria Romana in via dei Prefetti, ritenuto il capo di 'Terza posizione' nelle zone della Balduina e Monte Mario, ed era ricercato per un ordine di cattura per banda armata e associazione sovversiva. Nel 1985 pero', al processo contro gli aderenti a 'Terza posizione', Insabato venne assolto per insufficienza di prove. All' inizio degli anni '90 fonda un gruppo chiamato 'Rinascita nazionale', in contatto con gruppi oltranzisti stranieri. L' 8 novembre 1992, Insabato viene arrestato allo stadio Olimpico, durante la partita Lazio-Torino, dove ha bruciato una bandiera con la stella di David, dopo aver urlato frasi antisemite. Per quell' episodio sara' condannato ad un anno e sei mesi per istigazione all' odio razziale e accensioni ed esplosioni pericolose. Assolto invece dall' accusa di manifestazione fascista. Nel 1995, come leader di una cosiddetta 'Comunita' San Martino', e' alla testa di manifestanzione antiabortiste di oltranzisti cattolici. Andrea Insabato era stato anche coinvolto, il 2 luglio 1992, in una lite con il leader della Lega Nord, Umberto Bossi. Insabato stava distribuendo in piazza del Pantheon volantini del 'Movimento di rinascita popolare' in cui si chiedeva di andare avanti ''per la rinascita nazionale''. Uno dei fogli e' finito in mano al senatore che era seduto al tavolino di un bar e che, non d' accordo sul contenuto nazionalistico del volantino, lo avrebbe fatto presente a Insabato. A quel punto la discussione si e' accesa ed e' intervenuta una pattuglia della polizia, ma la vicenda non ha avuto altri strascichi. Il suo nome si trova anche su due siti Internet. In uno offre un servizio di dog-sitter e in un altro lancia un manifesto di pace per i Balcani, sove invita ''ogni uomo o donna con una coscienza cristiana ha il dovere di manifestare per la pace e fermare i bombardamenti''. Questo articolo ha ricevuto 341 visite.
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