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Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Intervista esclusiva a Folena dei DS.
Intervista esclusiva a Folena dei DS.
Intervista a Pietro Folena in esclusiva per GAY.IT-NOI, DS: il partito si schiera per i diritti civili. Alle prossime elezioni un gay del partito entrerà in Parlamento e nel programma elettorale si parlerà dei diritti civili degli omosessuali. Soddisfazione e del portavoce gay DS Aurelio Mancuso.
Venerdì 15 Dicembre 2000
di Franco Grillini
in Focus

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Ringraziamo Pietro Folena, coordinatore della Segreteria nazionale DS, per l’intervista al nostro portale e gli chiediamo subito una sua opinione sulla questione della diversità, delle libertà di cui ha diffusamente parlato nella sua relazione introduttiva dell’assemblea congressuale del partito che ha eletto D’Alema alla presidenza. In particolare Folena aveva detto che per i DS la diversità è una ricchezza nella prospettiva di un piano di vita per ciascuno basato sulla propria personalità. Ma questa visione liberale fa un po’ fatica ad affermarsi nel partito e nella sua base. Qual è la tua opinione in proposito? Nella società moderna esiste una forte propensione verso una cultura liberale libertaria, ma a mio parere non liberista, che tendenzialmente sta diventando maggioritaria anche se si tende a dare risposte al mondo che cambia in termini di paura, di timore e di insicurezza. E ciò spiega l’emergere di un certo oscurantismo religioso e di certe manifestazioni di intolleranza, che peraltro sono estranee alla tradizione cattolica maggioritaria anche vaticana. Ma non credo che sia all’orizzonte lo stato etico anche perché con certi livelli di edonismo imperanti nelle zone ricche del paese non credo proprio che una simile ipotesi sia realistica. Anche nel partito, che pure vive ed è fatto di un certa anima popolare, c’è certamente una resistenza al nuovo, ma se consideriamo la popolarità di un Ministro come Veronesi possiamo dire che anche a sinistra le cose sono cambiate sul piano culturale e politico. In tutta Europa l’attività riformista sui diritti e le libertà è stata molto forte soprattutto laddove governano i socialisti e le sinistre. Gli ultimi due casi eclatanti sono quelli della Francia e della Germania dove sono state approvate legislazioni sulle Unioni Civili. Come mai, secondo te, in Italia è stato così difficile un’attività legislativa nella direzione dei diritti civili degli omosessuali e da questo punto di vista il bilancio del governo di centrosinistra si può dire piuttosto deludente? In Italia abbiamo una destra particolarmente chiusa su questi terreni, la chiesa cattolica ha un dibattito interno in cui prevalgono posizioni conservatrici e persino nell’Ulivo esiste una forte dialettica in questo senso. Anche se non sono per mettere sullo stesso piano quella parte dell’Ulivo che resiste ed è critica nei confronti di proposte come le Unioni Civili con quella parte del Polo che pure non le condivide. Non c’è dubbio però che la resistenza è soprattutto di origine cattolica e della parte dell’Ulivo che vi fa riferimento, un Ulivo che mette assieme culture diverse e cerca di farle convivere a differenza di una destra che, come ha dimostrato l’intervento di Berlusconi al meeting di Rimini, ha ormai abbandonato ogni riferimento alla cultura liberale. Sulle questioni di coscienza a mio avviso bisogna prendere atti nel modo più limpido del limite della politica, dei partiti e anche delle leggi. Su queste questioni lo stato e il partito si dovrebbe ritrarre e lasciare molto più spazio agli orientamenti delle persone. Mentre sulla lotta all’oscurantismo e alle discriminazioni l’Ulivo nel suo insieme sta dimostrando e ha dimostrato di muoversi all’unisono. Clicca per ingrandire...Nei programmi elettorali dei partiti socialisti si cita esplicitamente la piattaforma per i diritti civili delle persone omosessuali. Pensi che alle prossime elezioni anche nei programmi del partito se ne farà menzione? Sicuramente, non solo nel programma ma anche nelle iniziative e non con iniziative che durano sui giornali una settimana ma creando quelle condizione per quelle soluzioni che siano eque e giuste. Durante il gay pride molti di noi hanno apprezzato le posizioni del partito che si è schierato con la comunità omosessuale. Lo stesso Veltroni si era preso alcuni impegni con i gay del partito: garantire la presenza del responsabile nazionale alle riunioni della direzione, cercare di far approvare in Parlamento la legge antidiscriminatoria, garantire la rappresentanza istituzionale attraverso l’elezione di un parlamentare gay del partito. Onorerete questi impegni? Sul secondo sì, tempi e legislatura permettendo. Sugli altri due sì, perché sono segni costituenti della costruzione di un partito federativo e più aperto e non c’è polemica del coordinamento gay DS di Milano che mi possa far fare un passo indietro su questi punti soprattutto per quanto riguarda la rappresentanza parlamentare istituzionale, nel senso che è veramente giunta l’ora che anche su questo terreno in modo più aperto come in tutte le nazioni più moderne si possa costruire una legislazione, una politica, un punto di vista istituzionale, un’attenzione. Ringraziamo Pietro Folena anche a nome di Aurelio Mancuso portavoce nazionale gay DS.

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