HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Nizza, proclamata la carta dei diritti: no alle discriminazioni per orientamento sessuale.
Nizza, proclamata la carta dei diritti: no alle discriminazioni per orientamento sessuale.
Ma in Italia viene votata una legge sulle adozioni che obbliga al “matrimonio eterosessuale riparatore”.
Venerdì 08 Dicembre 2000
di Franco Grillini
in Focus

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Mentre in Italia il Senato vota una legge sulle adozioni che introduce l’obbligo al “matrimonio riparatore” (adozioni anche alle coppie di fatto purché eterosessuali e purché “regolarizzino” il loro rapporto sposandosi entro sei mesi dall’adozione di un minore), a Nizza i capi di governo e i ministri degli esteri della UE varavano la “Carta dei diritti” che, tra l’altro, nel capitolo sull’Uguaglianza, vieta ogni discriminazione per orientamento sessuale. Per la verità nella brutta traduzione italiana del testo si parla di “tendenze sessuali”, il ché ha consentito al solito Bossi, attuale campione di italiano omofobia (ma perché il movimento GLBT non lo contesta ad ogni sua uscita?), di dire che l’articolo apre la strada ad adozioni e pedofilia. Nonostante che la carta dei diritti non abbia potere vincolante e che si preveda il suo inserimento nei trattati solo fra 4 anni, il dato sul divieto alle discriminazioni per orientamento sessuali si può considerare di importanza storica. Sarebbe, infatti, sciocco e autolesionista da parte della comunità omosessuale sottovalutare sul piano politico e simbolico la portata di ciò che è accaduto: la questione omosessuale entra definitivamente nel novero dei rapporti internazionali, viene riconosciuta come grande questione universale e l’inclusione nel capitolo sull’uguaglianza significa non solo la sua definitiva legittimazione, ma apre la strada al riconoscimento delle comunità GLBT come mai finora era accaduto. Ciò significa che fin da oggi sia a livello locale che a livello sopranazionale deve partire la battaglia perché tra 4 anni la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale sia inserita definitivamente nei trattati e divenga operativa anche nei singoli stati. In Italia, per l’opposizione del centrodestra e del Vaticano, non è stato possibile finora varare una legislazione antidiscriminatoria degna di un paese civile. Per quanto riguarda le motivazioni della destra siamo di fronte alla tradizionale strategia dell’esclusione e dell’affermazione dei privilegi della “maggioranza”. Molto più subdola, invece, la motivazione reale della gerarchia romano-cattolica. La chiesa di Roma, infatti, è da sempre contraria a qualsiasi provvedimento riguardante il costume, le libertà personali, il sesso che finisca per “legittimare” comportamenti ritenuti “sbagliati”. Così se si depenalizza l’uso dello spinello allora si legittima la droga, se si legalizza la pornografia la si legittima e la si promuove, se si apre il varco all’eutanasia si legittima l’omicidio di Stato, per finire all’omosessualità, bestia nera e autentica ossessione vaticana, dove qualunque provvedimento positivo finisce per legittimare “l’errore” e il “disordine morale” aprendo la strada alle “famiglie omosessuali” e ad altre nefandezze. Ma un movimento composto di donne e uomini, una comunità come quella omosessuale, non può assolutamente accettare che sulla base dell’”etica dei principi” di una parte, peraltro minoritaria, della popolazione siano preclusi i diritti di milioni di cittadini. Nel momento in cui l’Italia sembra andare nelle direzione opposta al resto dell’Europa noi omosessuali abbiamo la grande responsabilità di essere ancora più determinati nel perseguire i nostri obiettivi che, in questo paese così conservatore e bigotto, non possono non coincidere con gli ideali di una Europa dei diritti e delle libertà. FG PS. A Ventimiglia è stato bloccato un treno con 1500 persone che volevano manifestare a Nizza il loro dissenso sulle politiche europee della globalizzazione, se si deve costruire una Europa della libera circolazione questo episodio ci autorizza ad avere qualche dubbio sulla reale volontà dei governi europei.

Questo articolo ha ricevuto 247 visite.



Articoli correlati...

Montenegro, conclusa conferenza europea 'Insieme contro le discriminazioni' Focus
Sabato 24 Marzo 2012
Montenegro, conclusa conferenza europea 'Insieme contro le discriminazioni'
Il primo ministro Igor Lukšić ha invitato rappresentanti degli Stati europei e dei Balcani per parlare di diritti, orientamento sessuale e identità di genere
di Associazione Radicale Certi Diritti
Hillary Clinton difende gli omosessuali: 'Basta discriminazioni' Mondo
Giovedì 08 Dicembre 2011
Hillary Clinton difende gli omosessuali: 'Basta discriminazioni'
Il segretario Usa ha pronunciato al palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra, un discorso in riconoscimento della Giornata mondiale dei diritti umani (video)
di Il Fatto Quotidiano
Associazioni: UNAR diventi authority contro razzismo e discriminazioni Primo piano
Mercoledì 23 Novembre 2011
Associazioni: UNAR diventi authority contro razzismo e discriminazioni
I presidenti di Acli, Arcigay, Telefono Rosa, Fish, Federazione Rom e Sinti Insieme e Enar chiedono ulteriore sostegno al percorso di autonomia dell’Ufficio
di La redazione di Gaynews
Nizza. 200 al bacio gay contro l'omofobia Mondo
Domenica 04 Aprile 2010
Nizza. 200 al bacio gay contro l'omofobia
Sabato scorso manifestazione contro la violenza ad una coppia aggredita in un parco pubblico
di La redazione di Gaynews



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
22 maggio: 57. Eurovision Song Contest, I Semifinale, 18 paesi in gara
In diretta su Rai5, sono in gara i ticinese Ivan e Gabriele Broggini con “Unbreakable”, ed i vicini di casa di San Marino (video)
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
24 maggio: 57. Eurovision Song Contest, II Semifinale, 18 paesi in gara
Nella SF non trasmessa dalla Rai è in gara la boy band bielorussa Litesound con l’italianissimo varesino Jacopo Massa (video)
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
26 maggio: 57. Eurovision Song Contest, Gran Finale, 26 paesi in gara
In diretta su Rai2, Italia, Spagna, Uk, Francia, Germania, Azerbaijan ed altre 20 nazioni gareggeranno nella finalissima di Baku 2012 (video)