 |
| Nizza, proclamata la carta dei diritti: no alle discriminazioni per orientamento sessuale. |
 |
| Ma in Italia viene votata una legge sulle adozioni che obbliga al “matrimonio eterosessuale riparatore”.
|
 |
| Venerdì 08 Dicembre 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
|
 |
|
|
Mentre in Italia il Senato vota una legge sulle adozioni che introduce l’obbligo al “matrimonio riparatore” (adozioni anche alle coppie di fatto purché eterosessuali e purché “regolarizzino” il loro rapporto sposandosi entro sei mesi dall’adozione di un minore), a Nizza i capi di governo e i ministri degli esteri della UE varavano la “Carta dei diritti” che, tra l’altro, nel capitolo sull’Uguaglianza, vieta ogni discriminazione per orientamento sessuale. Per la verità nella brutta traduzione italiana del testo si parla di “tendenze sessuali”, il ché ha consentito al solito Bossi, attuale campione di italiano omofobia (ma perché il movimento GLBT non lo contesta ad ogni sua uscita?), di dire che l’articolo apre la strada ad adozioni e pedofilia. Nonostante che la carta dei diritti non abbia potere vincolante e che si preveda il suo inserimento nei trattati solo fra 4 anni, il dato sul divieto alle discriminazioni per orientamento sessuali si può considerare di importanza storica. Sarebbe, infatti, sciocco e autolesionista da parte della comunità omosessuale sottovalutare sul piano politico e simbolico la portata di ciò che è accaduto: la questione omosessuale entra definitivamente nel novero dei rapporti internazionali, viene riconosciuta come grande questione universale e l’inclusione nel capitolo sull’uguaglianza significa non solo la sua definitiva legittimazione, ma apre la strada al riconoscimento delle comunità GLBT come mai finora era accaduto. Ciò significa che fin da oggi sia a livello locale che a livello sopranazionale deve partire la battaglia perché tra 4 anni la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale sia inserita definitivamente nei trattati e divenga operativa anche nei singoli stati. In Italia, per l’opposizione del centrodestra e del Vaticano, non è stato possibile finora varare una legislazione antidiscriminatoria degna di un paese civile. Per quanto riguarda le motivazioni della destra siamo di fronte alla tradizionale strategia dell’esclusione e dell’affermazione dei privilegi della “maggioranza”. Molto più subdola, invece, la motivazione reale della gerarchia romano-cattolica. La chiesa di Roma, infatti, è da sempre contraria a qualsiasi provvedimento riguardante il costume, le libertà personali, il sesso che finisca per “legittimare” comportamenti ritenuti “sbagliati”. Così se si depenalizza l’uso dello spinello allora si legittima la droga, se si legalizza la pornografia la si legittima e la si promuove, se si apre il varco all’eutanasia si legittima l’omicidio di Stato, per finire all’omosessualità, bestia nera e autentica ossessione vaticana, dove qualunque provvedimento positivo finisce per legittimare “l’errore” e il “disordine morale” aprendo la strada alle “famiglie omosessuali” e ad altre nefandezze. Ma un movimento composto di donne e uomini, una comunità come quella omosessuale, non può assolutamente accettare che sulla base dell’”etica dei principi” di una parte, peraltro minoritaria, della popolazione siano preclusi i diritti di milioni di cittadini. Nel momento in cui l’Italia sembra andare nelle direzione opposta al resto dell’Europa noi omosessuali abbiamo la grande responsabilità di essere ancora più determinati nel perseguire i nostri obiettivi che, in questo paese così conservatore e bigotto, non possono non coincidere con gli ideali di una Europa dei diritti e delle libertà. FG PS. A Ventimiglia è stato bloccato un treno con 1500 persone che volevano manifestare a Nizza il loro dissenso sulle politiche europee della globalizzazione, se si deve costruire una Europa della libera circolazione questo episodio ci autorizza ad avere qualche dubbio sulla reale volontà dei governi europei. Questo articolo ha ricevuto 247 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|