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Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
1 Dicembre 2000 Giornata mondiale contro l'AIDS
1 Dicembre 2000 Giornata mondiale contro l'AIDS
La giornata mondiale dell'OMS contro l'AIDS, che si tiene ogni anno il primo dicembre, non e' mai stata una festa, ma una giornata dedicata alla mobilitazione contro quello che la stessa OMS definisce il piu' grave problema sanitario del pianeta.
Giovedì 30 Novembre 2000
di Franco Grillini
in Focus

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La giornata mondiale dell'OMS contro l'AIDS, che si tiene ogni anno il primo dicembre, non e' mai stata una festa, ma una giornata dedicata alla mobilitazione contro quello che la stessa OMS definisce il piu' grave problema sanitario del pianeta. Quest'anno il primo dicembre e' per noi una giornata particolarmente dolorosa perche' se ne e' andato un caro amico, compagno di lotte, di impegno sui diritti civili degli omosessuali e nella battaglia contro l'AIDS. Chi pensava che con l'introduzione delle nuove terapie il problema AIDS non solo fosse risolto, ma l'attenzione e la prevenzione potevano essere trascurati, si e' sbagliato in modo clamoroso. I dati dell'inchiesta di GAY.IT (che invitiamo a studiare con attenzione) e dell'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanita' mostrano che la percentuale di omosessuali colpiti dall'AIDS si mantiene costante dal 1982 (anno del primo decesso in Italia per HIV) e che, se si sommano gli omosessuali colpiti con gli omosessuali tossicodipendenti, si arriva con i gay colpiti a circa un quarto del totale dei maschi affetti da HIV. Se consideriamo inoltre i dati di GAY.IT sugli omosessuali che non utilizzano il profilattico nei rapporti sessuali possiamo dire che occorre rinnovare l' impegno per la prevenzione e l'informazione all'interno della comunita' omosessuale italiana per favorire un cambiamento radicale dei "comportamenti a rischio". Proprio su questo terreno abbiamo ottenuto in questi giorni un importante vittoria istituzionale: il Ministro della Sanita' Umberto Veronesi ha firmato i decreti che modificano le sciagurate norme giuridiche volute da De Lorenzo che vietavano agli omosessuali in quanto tali la donazione di sangue e organi al di la' del loro stato sierologico. Come richiesto da tempo dall'intero movimento GAY italiano occorreva superare il concetto di "categoria a rischio" sostituendolo con il piu' corretto sul piano scientifico "comportamento a rischio". Ma dopo tanti anni di battaglie, di informazione, di impegno collettivo sulla prevenzione ci dobbiamo chiedere come mai tante persone, omo o etero che siano, pur essendo consapevoli dei gravi rischi che si corrono facendo sesso non protetto, continuano a non usare il profilattico e ,addirittura, a desiderare e praticare volutamente comportamenti rischiosi per se e per gli altri. Abbiamo visto che la retorica "familista" secondo la quale chi sta in coppia e' piu' al sicuro dall'AIDS non e' per nulla confermata dai dati statistici. L' inchiesta di GAY.IT dimostra (e in questo i dati coincidono con le altre inchieste fatte dall'ARCIGAY con ISS) che il rapporto di coppia è spesso a rischio per il mancato uso del profilattico nei rapporti sessuali. Non a caso lo slogan dell'OMS per questo 1° dicembre è "gli uomini fanno la differenza". Ad essere in discussione infatti è la sessualità maschile che per sua storica natura tende ad essere e ad avere un atteggiamento rischioso. E qui arriviamo direttamente al cuore del problema: la sessualità e la battaglia ideologica e religiosa che attorno ad essa e su di essa si combatte da millenni, in particolare nell'Italia papalina. Grandi, infatti, sono le responsabilità di chi, come la gerarchia cattolica, si è opposta strenuamente in tutto il mondo alla diffusione dell'uso del profilattico definito da alcuni presuli (come il Vescovo di Ferrara Caffarra) "equivalente all'omicidio" . Proprio la sessuofobia cattolica, il suo veto a qualunque provvedimento per la prevenzione e l'informazione sessuale nelle scuole ha fatto sì che in Italia soprattutto i giovani siano fortemente a rischio per la diffusione di HIV. Soltanto superando sessuofobia e omofobia si potrà operare con maggiore efficacia per il cambiamento dei comportamenti a rischi. Ancora una volta ce lo dimostra l' inchiesta di GAY.IT laddove i dati confermano che gli omosessuali che vivono con tranquillità la loro omosessualità nella piena visibilità e nella piena accettazione, hanno adottato più degli altri " il SAFER SEX" , il sesso più sicuro. E' nella piena libertà sessuale, nella visibilità omosessuale, nella propria autoaccettazione, nella sconfitta del razzismo omofobico, che la comunità omosessuale può trovare anche la liberazione dal virus HIV.

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