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Edizione di Martedì 22 Maggio 2012
Be equal be different. Un progetto europeo contro le discriminazioni
Be equal be different. Un progetto europeo contro le discriminazioni
Pubblichiamo il documento di Be Equal Be Different, un progetto europeo contro le discriminazioni motivate da genere, etnia, età ed orientamento sessuale, i cui risultati saranno presentati al pubblico e alla stampa il prossimo 25 novembre a Perugia, ore 9.30 presso il Palazzo dei Priori.
Venerdì 24 Novembre 2000
di Gay.it
in Focus

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IX MEZZI DI COMUNICAZIONE 'Qual è il messaggio?' Questa era la domanda che poneva invariabilmente David Ogilvy, uno dei maghi della pubblicità, quando gli veniva presentata la proposta di una nuova campagna. Lo faceva per raffreddare gli slanci creativi dei suoi pubblicitari, ma aveva il pregio di riportare la loro attenzione al messaggio che avevano avvolto tanto abilmente con parole e immagini. Quando si vuole convincere le persone, si deve stabilire molto chiaramente il messaggio che si vuole ricevano. La pubblicità è il cibo quotidiano dei consumatori: siamo costantemente esposti al bombardamento di messaggi che ci vogliono convincere a comperare jeans, deodoranti, bevande. Per fare in modo che il messaggio raggiunga il suo destinatario, le agenzie pubblicitarie ricorrono ad una specie di scorciatoia degli stereotipi culturali creativi per attingere all'immaginario che conserviamo nel subconscio. Si potrebbero riempire scaffali e scaffali con tutto quello che di sensato o meno è stato scritto sull'impatto delle immagini sulla mente umana e delle parole come veicolo di immagini. Ma il minimo che si può dire è che nessun altro sistema umano di comunicazione si presta così facilmente allo stereotipo e di conseguenza così esclusivo nell'uso delle immagini. La scorciatoia sfruttata dai pubblicitari per raggiungere il gruppo bersaglio è un codice quasi subliminale. Il processo è sostanzialmente analogo a quello che accade a un capitano provvisorio di una squadra di calcio durante una partita. Sceglie i giocatori che considera più utili e l'elemento meno valido resta in panchina (se si può usare questa metafora). Nel caso della pubblicità commerciale, è il potere d'acquisto a determinare la qualità della squadra. Le immagini commerciali rafforzano tutta la gamma di pregiudizi concernente gruppi in condizioni sociali sfavorevoli semplicemente ignorandoli. Negli anni '60 David Ogilvy probabilmente non sapeva ancora quale fosse l'ultima risposta alla sua domanda. Il "messaggio" implicito delle immagini commerciali suona circa così: esiste un divario quasi incolmabile tra i pochi eletti che comprendono i codici e coloro che, per una ragione o per un'altra, non sanno reagire. Si tratta di una frattura che siamo inclini ad accettare senza discutere, a meno che anche noi non vogliamo andare controcorrente. Il commercio degli stereotipi La demistificazione sistematica dei codici che fomentano il pregiudizio sociale è la priorità assoluta nella lotta contro la discriminazione. L'uso sconsiderato di "linguaggio" visivo che manipola l'opinione pubblica in tema di "diversità" può essere molto ingannevole. Anche il più innocente degli spot pubblicitari può usare una marca di caffè per far passare tutta una serie di pregiudizi sul sesso. Un altro classico caso di pubblicità da smascherare è l'associazione quasi indissolubile tra macchine potenti e virilità, esemplificato visivamente dalla classica bionda adagiata sul cofano dell'auto. La denuncia di questo esempio particolare, merito soprattutto delle femministe, ne ha provocato la svalutazione, oggi considerato datato e non in linea con la nuova sensibilità per il genere. Ciononostante, antichi preconcetti sono al lavoro anche in versioni più "politicamente corrette". Per quanto in un'azienda i quadri dirigenziali siano occupati da donne, basta che arrivi un fattorino con le fattezze di un Di Caprio perché tutto crolli. L'immaginario cui attingono le immagini commerciali è lo stesso immaginario del maschio europeo che domina in tanti altri settori della prassi sociale. La definizione dei gruppi bersaglio e delle strategie di mercato è la linea guida di quelli che comunemente chiamiamo "media", i mediatori professionali di immagini collettive. La competizione sempre più serrata e l'ambito d'azione in progressivo allargamento costringono i media ad accelerare sempre di più. Con la conseguenza che il ricorso agli stereotipi diventa sempre più inevitabile. Si può comprendere come questo non sia il clima ideale per una riflessione sul significato profondo dei messaggi e i pregiudizi che ne sono veicolati. Ma dato che i media sono diventati una vera e propria potenza economica, sono possibili anche qui delle soluzioni di natura prettamente economica. L'improvvisa "visibilità" di donne e di persone omosessuali come gruppo bersaglio ha reso queste categorie interessanti agli occhi dei "mediatori". Le donne hanno imposto una messa in discussione radicale dell'immagine che era stata loro data. Il boicottaggio di una particolare marca di succo di frutta da parte della comunità gay americana come reazione alle dichiarazioni omofobiche di un alto dirigente ha portato l'azienda a tenere in considerazione l'opinione delle persone omosessuali. Illustration suggestion: Perhaps the logo of GLM? Al contrario, la compagnia di bandiera olandese KLM ha preso spunto dall'edizione dei Gay Games (Olimpiadi Gay) che si sono svolte ad Amsterdam per adottare il logo 'Gay'LM. Un altro gruppo che ha guadagnato l'attenzione dei media in seguito alla maggiore importanza acquisita come gruppo bersaglio è la popolazione anziana. La presenza degli anziani era giustificata perché richiamava la nostalgia del passato, o perché venivano presentati come personaggi patetici, ritardati o persino malati di mente. Il miglioramento dei sistemi di sicurezza sociale ha prodotto un'immagine completamente nuova di questa fascia di popolazione. Ora, i media cominciano a considerare la "pensione" l'inizio di un'eterna vacanza per persone piene di vita, in forma e che si vogliono divertire. Gli anziani sembrano dei giovanotti con una gran massa di capelli grigi sempre impeccabili. Ad un'attenta lettura, queste immagini potrebbero invece rivelare un'altra realtà, e che cioè sia un modo garbato per metterli in disparte. Chiaramente, le associazioni e le organizzazioni a difesa degli anziani si sono ribellate a questo nuovo ruolo loro assegnato. Hanno lanciato delle contro-campagne pubblicitarie che porti ad una radicale riconsiderazione degli anziani come dei sognatori inguaribili. Gli anziani, era il loro messaggio, non vogliono essere soffocati di attenzioni. Gli anziani possono contribuire al progresso della società. Un ritratto fedele La miglior difesa contro l'azione vorace dei media è istituire delle controffensive dall'interno. Una diversità etnica e culturale armonica e ben distribuita al livello decisionale di ogni organizzazione è la migliore garanzia per una rappresentazione corretta di tutti. Per mettere fine a queste antichi stereotipi serve l'intervento di chi ha potrebbe guadagnare da una radicale modifica della situazione. ILLUSTRATION SUGGESTION: PERHAPS HERE WE CAN INSERT A COLLAGE OF NEWSPAPER HEADLINES THAT SHOW HOW IMMIGRANTS ARE STIGMATISED? Nel caso particolare dei media, il processo è tuttavia un circolo vizioso per le qualità per le necessità che i mercati hanno di crearsi un'immagine. La società non reagisce mai in maniera uniforme alle immagini prodotte dai media. Nei giornali i riferimenti sistematici esclusivamente all'origine etnica di casi giudiziari che coinvolgono persone di provenienza immigratoria li stigmatizzano come criminali. I titoli di giornale necessariamente montati nel più breve tempo possibile, sono nella maggior parte dei casi grossolani e possono veicolare, seppur involontariamente, molti pregiudizi. Gli aspetti negativi e i contributi positivi dei media nella lotta contro la discriminazione meritano perciò un'attenzione particolare, com'è stato riconosciuto dalla Commissione Europea. Una serie di raccomandazione per le stazioni televisive è stata elaborata European Broadcasting Union (l'organismo europeo di sorveglianza televisiva) riconoscendo "il ruolo del servizio televisivo pubblico in un'Europa multirazziale, multiculturale e multireligiosa". Da queste direttive generali ha preso le mosse l'azione anti-discriminatoria in ogni settore dei media. L'idea implicita di una politica del "ritratto fedele" si fonda sulla conclusione che l'atteggiamento razzistico e xenofobo nel pubblico trova conferma nell'esclusione delle minoranze etniche e di colore dal panorama televisivo. Per colmare questa lacuna, questi gruppi potrebbero comparire nei telegiornali, nell'attualità e nei documentari come parte del problema o a rappresentare il problema vero e proprio. Le diverse forme di "programmazione etnica" presenti nei palinsesti di molte televisioni non possono rappresentare, secondo gli estensori di queste raccomandazioni, un sostituto adeguato per un approccio multiculturale della programmazione. "Il tentativo, peraltro mosso dalle migliori intenzioni, di produrre programmi esotici sugli "stranieri in mezzo a noi" o sui paesi del sud del mondo non fanno altro che allargare il divario tra "loro e noi". Gli operatori televisivi devono assolutamente evitare qualsiasi forma di programmazione in cui persone residenti a pieno diritto o addirittura europei di nascita possano comparire come degli stranieri in modo da fomentare l'esclusione." Le direttive sulla programmazione televisiva fanno esplicito riferimento allo sviluppo di metodi creativi per combattere razzismo e xenofobia. E per evitare che si instauri un'associazione infondata e lesiva tra minoranze e problemi sociali. Le direttive sono rivolte ai produttori di programmi specifici, quali telegiornali e attualità, sport ed eventi, programmi didattici per le scuole, documentari scientifici, musica e arte, programmi per l'infanzia e per i ragazzi. Per tutti questi diversi settori la raccomandazione principale è di produrre programmi che riflettano la comunità multiculturale e multirazziale che è la nostra realtà sociale. Ma è il settore della fiction televisiva e dell'intrattenimento ad avere particolari responsabilità. L'intrattenimento, in particolare, attira l'audience maggiore e può condizionare la sensibilità e la percezione del pubblico fornendo una rappresentazione (distorta) della realtà quotidiana. La scelta dei personaggi delle soap televisive invariabilmente cade su individui giovani e potenti. In alcuni paesi europei, il personaggio dell'uomo omosessuale può essere in parte accettato, ma neppure così la serie riflette realisticamente la nostra situazione sociale. Gli operatori televisivi e produttori di programmi di questo settore dovrebbero: · Cercare di aumentare la partecipazione, il casting e la rappresentazione di personaggi/ospiti di estrazione etnica e culturale diversa nei talk show, commedie, quiz televisivi e varietà. · Compiere passi significativi per introdurre nelle telenovelas esperienze culturali diverse e non di un'unica cultura. Particolare attenzione va posta per evitare in questi programmi la stereotipizzazione di individui di colore e immigrati. · Evitare ironia che si basi su stereotipi o che derivi da basi razzistiche o di xenofobia. · Compiere passi significati per adottare idee e soluzioni per programmi di produttori con un retroterra culturale diverso. Si potrebbero produrre così programmi che non devono dipendere per far ridere da battute su certi gruppi. · Fare in modo che il casting di produzioni teatrali o televisive permetta alle minoranze di avere delle parti di teatro classico o moderno, non solo partecipare quando il ruolo è specificatamente per uno straniero.

BUONE PRASSI NEI MEDIA: Designer: Here begins an example of good practice I La stessa European Broadcasting Union oltre a fornire direttive ai media europei per la prossima società multiculturale ha anche affrontato la questione del genere. Il settore Formazione della EBU ha messo a punto uno strumento chiamato 'Screening Gender' (ulteriori informazioni su www.yle.fi/gender). Interessante notare come si sia deciso di dare una duplice destinazione a questo pacchetto: ovviamente è rivolto principalmente alla formazione professionale nelle scuole di giornalismo e comunicazione, ma è anche a disposizione di gruppi di difesa dei consumatori, di pari opportunità, associazioni femminili e di tutti gli altri gruppi particolarmente interessati alla gestione dei media. Correggere l'immagine distorta è uno strumento molto potente per gruppi che vogliono aumentare la loro visibilità e vogliono dare un ritratto più fedele di loro stessi. DESIGNER: HERE ENDS EXAMPLE OF GOOD PRACTICE II - Donne di scienza Le donne in Finlandia partecipano alla ricerca scientifica da almeno 130 anni. Alle prime donne che vollero entrare nell'accademia era richiesta una speciale dispensa in quanto donne. L'università fu formalmente aperta alle donne nel 1901 e le prime cariche universitarie vennero assegnate alle donne nel 1916. Nel giro di poco più di un secolo, l'istruzione accademica negata un tempo alle donne conta ora una componente femminile superiore a quella maschile. Nel gruppo d'età inferiore ai 45 anni, sono le donne a vantare più titoli accademici degli uomini. Nella forza lavoro, le donne con un titolo di studio accademico hanno sorpassato gli uomini fin dalla metà degli anni '90. La percentuale di candidate è aumentata rapidamente attestandosi attualmente al 40 %. Tuttavia nel settore della ricerca le donne sono ancora una minoranza e la percentuale delle donne in cattedre universitarie è pari al 19.9% (1990). Questa tendenza si sta affermando globalmente: l'educazione superiore è decisamente donna, ma le donne sono ancora una minoranza tra ricercatori e docenti e le cattedre universitarie sono ancora appannaggio degli uomini. Tra i fattori da tenere in conto, anche il perdurare di stereotipi maschili associati all'accademia. Il vocabolo finlandese per scienziato è "tiedemies", che indica l'uomo che si occupa di scienza. L'assenza di donne nei ranghi più alti ha significato l'assenza contemporaneamente di figure modello da seguire per le giovani studentesse potenzialmente interessate alla carriera accademica. In molte discipline, le prime donne che hanno aperto la strada sono spesso "dimenticate", creando così un vuoto di figure storiche modello per le giovani studiose. L'invisibilità delle donne è stata spesso indicata come causa e ostacolo per una donna che volesse far carriera. Designer: HERE BEGINS ANOTHER EXAMPLE OF GOOD PRACTICE Per rendere giustizia al lavoro in campo scientifico compiuto da tante studiose finlandesi, viventi e del recente passato, e per rendere visibilità non solo al pubblico ma anche e soprattutto alla comunità scientifica, un gruppo di studiose in forze presso l'Università di Helsinki hanno deciso di collaborare per organizzare una mostra esauriente. "Donne di scienza" si è tenuta presso la biblioteca dell'Università di Helsinki dal maggio ad ottobre 2000. Scopo della mostra era presentare figure significative di donne che avevano dato un contributo importante al progresso scientifico nei campi più disparati perché diventassero di ispirazione per la carriera scientifica alle giovani donne. Il riconoscimento di queste pioniere della ricerca scientifica e delle condizioni in cui hanno dovuto compiere i propri studi, può arricchire di molto il bagaglio di esperienze delle donne che attualmente lavorano nell'università e potrebbe aiutarle a percepire meglio gli ostacoli che si frappongono sulla strada della loro carriera. L'idea di una mostra è nata da un piccolo gruppo di ricercatrici e studiose di diverse discipline all'Università di Helsinki verso la fine del 1998. L'Istituto Christina per gli Studi sulle donne presso l'Università di Helsinki e la Biblioteca dell'Università di University hanno presto affiancato nel progetto insieme il gruppo di lavoro multidisciplinare. La Fondazione di Helsinki città della Cultura, dell'Accademia di Finlandia e l'Università di Helsinki hanno provveduto alla copertura finanziaria del progetto. Helsinki è stata Città Europea della Cultura nel 2000 e la mostra "Donne di scienza" rientrava nel programma delle manifestazioni. La mostra è stata la prima presentazione organica delle folgoranti carriere e ancor più del lavoro accademico compiuto dalle donne, dalle personalità più note alle figure pionieristiche, in un arco di tempo dal XIX secolo al presente. Consisteva di pannelli con testi e fotografie, pubblicazioni e materiale relativo agli studi compiuti da queste donne. Le ricerche storiche sulle donne finlandesi nell'università e nella ricerca sono abbastanza scarse. Ciò ha comportato un ulteriore sforzo da parte del gruppo di lavoro che è dovuto ricorrere all'aiuto e all'esperienza di un estesa rete di conoscenze nel mondo accademico per raccogliere il materiale per la mostra. È stata prodotta anche una pubblicazione con gli articoli che hanno trattato dei temi della mostra. Per l'occasione, è stata ripubblicata l'autobiografia della prima donna Dottore in Veterinaria in Europa, Agnes Sjöberg, in collaborazione con un altro progetto "Libri a richiesta". Inoltre, negli spazi della mostra venivano proiettati dieci videointerviste a 10 donne del mondo dell'accademia, già girate per un altro progetto. La platea cui si rivolgeva la mostra era il pubblico generale interessato alla scienza e alla posizione delle donne, studiosi e ricercatori universitari, studenti, docenti e scolaresche; il taglio dato era quello specifico per scolaresche e docenti. A latere della mostra si sono tenuti degli incontri con dibattito sui temi della mostra stessa, organizzati dall'Istituto Christina per gli studi sulle donne. "Donne di scienza" non è stata ideata con lo scopo di essere un evento una tantum. La mostra negli intenti degli organizzatori era itinerante in Finlandia, per mettere a disposizione di un pubblico più vasto possibile il materiale raccolto; a questo scopo è stato creato anche un sito web con una versione online della mostra in finlandese, svedese e inglese. Il sito web ha anzi permesso di montare del materiale che non faceva parte della mostra itinerante per mancanza di spazio. L'intenzione è di provvedere all'aggiornamento più frequentemente possibile con nuovo materiale, creando una fonte di informazioni insostituibile sul lavoro di queste donne finlandesi, passate e presenti. DESIGNER: HERE ENDS THE GOOD PRACTICE EXAMPLE, BUT ANOTHER EXAMPLE BEGINS DIRECTLY BELOW II - Be Equal - Be Different - uno strumento per cambiare La Commissione Europea ha inteso, sostenendo finanziariamente questo progetto, creare uno strumento per promuovere la parità e la diversità nell'Unione Europea. L'idea infatti è nata da alcuni funzionari di Bruxelles alla ricerca di nuove soluzioni per riportare nuova linfa vitale al concetto di parità tra identità diverse. Consapevoli del fatto che il modo migliore per elaborare il progetto era necessaria l'esperienza di organizzazioni impegnate nel settore, hanno contattato queste associazioni invitandole a inviare le proprie proposte. Tutto ciò si è concretizzato nell'attuale progetto i cui partecipanti sono soggetti primari in vari settori della lotta alla discriminazione: Italia - Associazione Generazioni, Arcigay Irlanda - Age Action, Outhouse Finlandia - Istituto Finlandese per la Salute Occupazionale, SETA Olanda - Landelijke Bureau Leeftijdsdiscriminatie, E-Quality, N.V.I.H COC. Scopo primario del progetto è migliorare e rafforzare la capacità di azione e le politiche dei soggetti chiave europei che combattono la discriminazione in base all'età, al genere, all'orientamento sessuale e all'origine etnica. L'idea nuova che informa il progetto è la sua transnazionalità, ma anche la collaborazione per la prima volta tra diversi gruppi di interesse nel campo della lotta alla discriminazione. La versione italiana del manuale è stata possibile grazie alla partecipazione dei partner italiani. Associazione Generazioni Ulteriori informazioni al sito web: www.trasinet.com/generazioni Associazione Arcigay Ulteriori informazioni al sito web: www.gay.it/arcigay

X BENI E SERVIZI Pagare le tasse non è mai stato una cosa che la gente si diverte a fare: gli stati europei però stanno cercando di cambiare la situazione anche in questo settore. "Se non possiamo ridurle, possiamo però rendere tutto più facile" è il messaggio che vogliono mandare i servizi per il pubblico delle esattorie. Anche l'approccio di molti enti pubblici è cambiato ultimamente, ad ulteriore riprova della rivoluzione che ha subito i rapporti tra cittadino e Stato. Gli enti pubblici stanno compiendo grossi sforzi per avvicinare il più possibile la figura del cittadino a quella del consumatore, vale a dire di "cliente" di servizi erogati dallo Stato. Come tutti sappiamo i "clienti" hanno il sacrosanto diritto di inoltrare dei reclami se il servizio erogato e i beni acquistati non corrispondono alla qualità attesa. Le organizzazioni per la difesa dei consumatori hanno come primo obiettivo la salvaguardia della qualità di beni quali, ad esempio, le automobili, le assicurazioni, i prodotti cosmetici, le lavatrici o i viaggi. Ma non sono certo queste le organizzazioni cui rivolgersi per reclami per casi di discriminazione. Fintantoché non si correggeranno alcune incoerenze della giurisdizione, il problema della prova negli episodi di discriminazione resterà un punto decisivo, tuttora irrisolto. Nella maggior parte dei paesi non rientra per esempio nella legislazione che regola la parità di trattamento un campo totalmente nuovo come la discriminazione in base all'età. Questa rappresenta una grossa lacuna da colmare. Intaccare gli stereotipi La decisione presa dalla Commissione Europea di far rientrare il settore dei "Beni e servizi" nell'ambito dell'azione delle direttive anti-discriminatorie per quanto riguarda la razza e l'origine etnica, rappresenta un passo avanti decisivo in questo campo. Il passo successivo deve essere l'inclusione nella direttiva di altri motivi quali orientamento sessuale, età, disabilità, sesso e opinioni personali. Questo confermerà le conclusioni cui sono già giunti diversi gruppi di interesse. Le Giornate contro la discriminazione sull'età organizzate in tutta Europa sono state un'occasione per dar sfogo a molti problemi e lamentele sulla questione dell'età."Un grande successo, sfortunatamente" hanno commentato gli organizzatori olandesi della Giornata anti-discriminazione: migliaia di segnalazioni di episodi di discriminazione in base all'età in diversi settori, specie in quello dell'occupazione. La stragrande maggioranza delle segnalazioni proveniva da quarantenni e cinquantenni. Nell'elenco delle segnalazioni, seguivano a ruota le assicurazioni e il servizio sanitario. Il successo di queste giornate hanno dimostrato l'allargamento dell'ambito della discriminazione in base all'età, affatto limitata alla popolazione anziana. E tuttavia, le leggi e le disposizioni offrono pochissime garanzie legali contro la discriminazione in base all'età per l'utente di beni e servizi, mentre sono ancora molte le leggi e le disposizioni che presentano elementi di ingiusta discriminazione in base all'età. La valutazione dei problemi tramite azioni mirate produce il risultato indispensabile per introdurre i necessari aggiustamenti. Ma la quantità di lavoro che resta da fare per combattere la discriminazione in quel terreno d'azione ancora vergine detto "Beni e servizi" è impressionante. Qualsiasi raccomandazione generale intesa a por fine ad atteggiamenti discriminatori viene ovviamente applicata in questo settore. In primo luogo, va evitata la stereotipizzazione. Un individuo di colore non è uno scansafatiche e anche una donna può diventare un buon manager. Anche qui, come in altri settori, la soluzione per intaccare questi stereotipi negativi è incoraggiare la visibilità dei membri di etnie e culture minoritarie come individui responsabili e capaci. E, naturalmente, il principio guida fondamentale deve essere il rispetto per la dignità umana di tutti. Sarà molto difficile realizzare soluzioni strutturali in questa congerie di attività dei Beni e servizi, essendo regolati da disposizioni e leggi diverse. Esempio di buona prassi I DESIGNER: A GOOD PRACTICE EXAMPLE STARTS HERE La creazione di organismi diversi dalle tradizionali organizzazioni di tutela dei consumatori è attualmente la soluzione migliore per gestire i reclami di persone vittime di discriminazione. L'Irish Equality Authority (ETC da qui in avanti) è come abbiamo già visto un organismo del genere. In Olanda questo compito di sorveglianza delle pari opportunità è svolto dalla Equal Treatment Commission (Commissione per la parità di trattamento). L'ETC è il risultato di un cammino di vent'anni. Negli anni '70 sono state insediate commissioni speciali per interpretare la legislazione e favorirne l'applicazione in ottemperanza delle direttive dell'UE relative alla parità di trattamento uomo-donna. Nel 1994 venne approvato l'Equal Treatment Act (Legge sulla parità di trattamento) e venne insediata una nuova Commissione, che sostituì la vecchia Commissione per la parità di trattamento. La ETC esamina ricorsi relativi a episodi di disparità di trattamento in base ai seguenti motivi: - Religione - Convinzioni personali - Razza - Sesso - Nazionalità - Orientamento sessuale - Stato civile Per la legge olandese è vietato riservare un trattamento diversificato in base a questi motivi nei seguenti contesti: - Rapporti di lavoro. La disparità di trattamento è vietata in qualsiasi settore del mondo del lavoro, dagli annunci di ricerca si personale all'assunzione, retribuzione, ferie, promozione e opportunità di qualificazione professionale. - Settore Beni e servizi: è illegale la disparità di trattamento all'atto di siglare, porre in essere o rescindere accordi. - Consulenze sulle opportunità di studio o di lavoro. Obiettivi e funzioni della Commissione Scopo dell'ETC è interpretare la legislazione sulla parità di trattamento e promuoverne l'applicazione ottimale nell'ambito del quadro giudiziario di questa legislazione. Le funzioni dell'ETC si possono così riassumere: - Accertamento in base a ricorsi di terze parti a fine deliberatorio. - Accertamento proprio a fine deliberatorio. - Raccomandazioni a latere delle delibere. - Patrocinio di casi di fronte all'autorità giudiziaria. Queste funzioni fanno della Commissione un organismo "duplice".L'ETC è un organismo semigiudiziario che agisce in perfetta autonomia emettendo delibere indipendenti, ma può anche rivestire funzioni di pubblico ministero indipendente. Questa duplicità è fonte per la Commissione di non poche discrepanze e tensioni nell'attuazione degli obiettivi preposti. Al momento dell'attuazione degli obiettivi della Commissione, si dovrebbe tenere sempre presente che la legge per la parità del trattamento non è "neutra", avendo tra i suoi scopi il cambiamento sociale. Prima di passare all'applicazione di queste leggi è necessario procedere ad un'attenta valutazione e accertamento di una effettiva disparità di potere nella società. L'ETC non può essere perciò un organismo "imparziale". Tuttavia, questo non significa che debba essere condizionato dal preconcetto e dalla parzialità: significa soltanto che la funzione dell'ETC è di contribuire all'eliminazione della disparità. Questa caratteristica di non neutralità va chiaramente sottolineata. I nove membri e i nove delegati che compongono l'ETC hanno a che fare con diverse forme di ingiustizia di portata diversa e che si verificano a diversi livelli nel campo dei Beni e servizi. Ecco alcuni esempi di delibere emesse in 5 anni di attività: "Alcune banche locali hanno rifiutato di concedere un fido a dei richiedenti accampando come giustificazione la mancanza di un loro permesso di soggiorno permanente. Il ricorso venne inoltrato perché si sono individuati gli estremi di una discriminazione in base alla razza o la nazionalità. La Commissione ha deliberato che gli istituti di credito avevano ragione nello stabilire condizioni che non li esponessero a rischi finanziari. Allo stesso tempo, queste condizioni erano troppo generiche da escludere le persone che non rappresentavano un maggiore rischio. Gli istituti di credito hanno informato la Commissione di rivedere le loro condizioni alla luce del deliberato della Commissione." L'esempio successivo illustra chiaramente l'estrema complessità del compito/obiettivo di eliminare la discriminazione nel settore dei Beni e servizi e la delicatezza delle delibere della Commissione. Il ricorrente è in questo caso un cliente affezionato di un casinò che si ritiene vittima di discriminazione perché per un giorno all'anno gli amministratori organizzano una specie di "Giornata della Donna", durante la quale le donne non solo hanno l'ingresso gratuito ma anche hanno diritto a una consumazione gratis. Gli uomini invece devono pagare e non hanno nessuna consumazione gratis! Inoltre, una volta l'anno durante una festa cinese, i clienti cinesi hanno diritto a dei biglietti gratis. Il ricorrente chiaramente non è una donna e neppure un cinese! L'ETC ha deciso di avallare il ricorso per più di una ragione: il fatto che la direzione del casinò abbia favorito gli ospiti cinesi e le donne significava attuare distinzioni ingiustificate in base alla razza e al sesso. EXAMPLE ENDS HERE

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