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| Vaticano e coppie gay, le ragioni di una ossessione |
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| "In realtà la preoccupazione vaticana rappresenta una spia sulla reale entità sociale delle coppie di fatto e di quelle omosessuali in particolare".
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| Mercoledì 22 Novembre 2000 |
| di Franco Grillini |
| in Focus |
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Il 10 novembre scorso la Germania ha votato in via definitiva il riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali equiparandoli quasi completamente a quelli delle coppie etero sposate. C'era da aspettarsi, quindi, una dura reazione da parte vaticana, reazione che non ha tardato ad esprimersi con la solita crudezza a cui siamo da tempo abituati. D'altra parte l'approvazione della legge sulle coppie gay in Germania priva di fatto di ogni reale argomentazione contro l'importanza dell'affermazione dei diritti degli omosessuali.
Difficile, infatti, dire che la questione è "elitaria" quando la maggior parte dei cittadini europei vive ormai in paesi gayfriendly sia sotto il profilo legislativo che sotto il profilo sociale. Per il Vaticano poi l'approvazione di legislazioni filogay in paesi considerati tradizionalmente cattolici costituisce un elemento non secondario di preoccupazione per il ruolo della gerarchia in Italia e in Europa. L'Italia, infatti, sembra essere rimasto l'ultimo vero bastione della cattolicità integralista in occidente, da difendere a tutti i costi e a qualunque prezzo. Ma le 79 pagine di documento del "Pontificio Consiglio per la Famiglia" rivelano che la preoccupazione papale ha ormai raggiunto la soglia dell'ossessione, del panico quotidiano.
L'omosessualità e i diritti degli omosessuali rappresentano una contraddizione difficilmente sanabile tra secolarizzazione, tradizione e dottrina. Se si considera, inoltre, che questo papato e questa curia, che con esso si identifica pienamente, hanno elevato la morale sessuale (meglio sarebbe dire il "moralismo") a centro motore indiscusso del papato stesso, si può facilmente capire come ogni avanzamento in termini legislativi dei diritti civili degli omosessuali sia vissuto come colpo mortale. In questo documento si affastellano problemi diversi, dalle famiglie di fatto, alle adozioni gay alla questione della pedofilia definita "un crimine contro l'umanità". Fare di ogni erba un fascio per lasciar capire tra le righe che le adozioni ai gay (che in Italia nessuno chiede) portano diritto al rischio pedofilia e che il "permissivismo" sessuali e quello legislativo allentando il legame della famiglia tradizionale siano alla base di ogni turpitudine, significa esprimere una posizione maramaldesca e nel contempo disperata perché si basano sulla menzogna e sull'inganno.
E' noto che gli omosessuali con la pedofilia non hanno molto a che fare per la semplice considerazione che gay e lesbiche non hanno figli (o li hanno in misura trascurabile) e non gestiscono istituzioni educative. La pedofilia rappresenta, invece, un grave problema per il clero cattolico tant'è che proprio qualche giorno fa il quotidiano dei vescovi "L'Avvenire" è intervenuto ammettendo il problema.
Ciò che colpisce nelle prese di posizione vaticane è la mancanza di argomenti plausibili. Si dice che i diritti degli omosessuali non possono essere riconosciuti perché "fuori dal piano di Dio", argomento che sul piano istituzionale non ha alcun valore, ammesso che ne abbia su quello religioso (altre confessioni cristiane la pensano in modo assai diverso dalla gerarchia romano cattolica). In realtà la preoccupazione vaticana rappresenta una spia sulla reale entità sociale delle coppie di fatto e di quelle omosessuali in particolare. Ormai le coppie si vedono, la loro presenza e il loro ruolo sono difficilmente trascurabili, Prima o poi anche in Italia la legge si adeguerà alla realtà sociale e alla legislazione maggioritaria in Europa e il Vaticano dovrà farsene una ragione. Questo articolo ha ricevuto 175 visite.
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